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Gymnocalycium quehlianum

A primo impatto mi sembrava un gymno baldianum, ma guardandolo bene sembra un g. quehlianum: solo la fioritura
ci svelerà di quale specie si tratta. Vi mostro la foto del mio esemplare ed un’immagine con fiore presa in rete.
Buona giornata, Francesco Diliddo

gymnocalycium quehlianumphotos jpg anciennes stockées sur storex
Originaria del Sudamerica è una pianta di facile coltivazione.
Cactacea nana dal corpo globoso verde-grigio con radice napiforme; presenta cinque spine radiali brevi (raramente 7), aderenti al fusto, sottili bianco-giallastre. Esposizione a mezza ombra in quanto in natura queste piante vivono, per la maggior parte, al riparo delle erbe. Annaffiare da marzo a settembre ogni 7-10 giorni. Temperatura minima invernale 10 gradi centigradi.
Per la composta 6 parti di lapillo o pozzolana, 4 parti di terriccio di foglie o torba, 6 parti di sabbia grossolana di fiume.

Lophocereus schottii crestato

Il regalo di San Valentino! Davvero un bell’esemplare che non poteva mancare nella mia piccola collezione.
Vi mostro la foto della mia succulenta e di come diventerà da adulta, poi alcuni consigli.
Francesco Diliddo
Lophocereus schottii crestato

Lophocereus_schottii_cristata_adulto
E’ un grande cactus colonnare (originario del Messico) ad albero che cresce fino a un’altezza di 3-10 metri che si sviluppa su un tronco robusto e col tempo può produrre numerosi rami.
La bella forma crestata è molto rara e da questo deriva il suo valore economico. Le piante adulte possono essere coltivate all’aperto in piena terra (nelle zone a clima temperato) e possono raggiungere una dimensione imponente.
Le creste sono spesso innestate su un tronco di myrtillocactus, ma sono facilmente coltivate sulle proprie radici. Eventuali germogli normali dovrebbero essere rimossi per agevolare la crescita della cresta. Si riproduce per talea ad una temperatura minima di 20 ° C.  Questa specie non presenta problemi di coltivazione: predilige una posizione soleggiata, tollera il sole e il calore, ma non periodi prolungati di gelo.
Richiede un terreno sabbioso, con molto materiale inerte e bisogna lasciar asciugare il terreno tra le annaffiature.
Se coltivato in vaso, rinvasare in primavera e in generale va rinvasato ogni due anni per fornire terreno fresco e garantire un buon drenaggio. Dopo il rinvaso, non annaffiare per una settimana o più.

Euphorbia obesa

Ha quattro anni, l’ho presa per caso nel 2011 ignorando l’esistenza di questo genere di piante che adoro!
Credo di averne una decina di varietà, infatti ho creato nel blog la sezione a loro dedicata. Come di consueto la fotogrtafia del mio esemplare alcuni consigli.
Buon inizio settimana, Francesco Diliddo

euphorbia obesa

E una pianta sempreverde originaria del Sud Africa.
Il fusto mantiene per tutto l’anno una colorazione giallastra o grigio-verde; questa pianta non supera mai i 12 centimetri di altezza, anche negli esemplari adulti con diversi anni.
L’euphorbia obesa appartiene alla categoria delle piante succulente e potrebbe anche essere coltivata in serra a temperature oscillanti intorno ai 5° C. In questa circostanza però il terriccio dovrebbe essere mantenuto completamente asciutto.
Il clima ideale per coltivare questo tipo di pianta è ad una temperatura intorno ai 15° C, con un’esposizione al sole di almeno 3-4 ore al giorno. Avendo dei tessuti molto carnosi in grado di mantenere grosse quantità d’acqua al loro interno, ha bisogno di essere annaffiata solo quando il clima è molto caldo. Quindi, per farla crescere nel modo migliore, si deve evitare di dare troppa acqua, badando che tra un’innaffiatura e l’altra il terriccio della nostra pianta rimanga completamente asciutto per almeno 48 ore. L’annaffiatura più corretta dovrebbe essere quindi praticata ogni 4-5 settimane, avendo cura di bagnare il substrato del terriccio con 1 o 2 bicchieri d’acqua, in base anche alla grandezza della pianta stessa.

Il terreno ideale in cui coltivarla deve essere formato da ¾ di terriccio e ¼ di sabbia, in modo da riuscire a mantenerlo molto ben drenato, evitando accumuli di acqua che potrebbero esserle fatali. Il periodo ideale per la concimazione è la primavera, quando le temperature non sono ancora troppo calde. Per la fertilizzazione di questa pianta è consigliabile utilizzare concimi specifici, che siano poveri di azoto, in modo che non si stimoli un’eccessiva produzione vegetativa che sarebbe facilmente attaccabile da malattie legate a funghi e muffe.

La moltiplicazione di questo tipo di pianta può avvenire per talea o per semina. L’operazione più semplice è senza dubbio quella per talea soprattutto perché spesso esse producono dei polloni facilmente rimovibili dalla pianta madre e trapiantabili altrove. Il periodo migliore per effettuare queste operazioni è quello estivo, da giugno ad agosto.
Per ottenere i semi, è necessario possedere una euforbia maschio e una femmina, e proteggere la la pianta prima che i semi siano pronti ad esplodere e a propagarsi nel terreno; in questo modo si possono raccogliere e seminare.

Hardenbergia violacea in fiore e giacinto

Purtroppo è tornato il maltempo ma l’hardenbergia puntualissima esplode nella sua terza fioritura! Nonostante la mia drastica potatura annuale mi regala una abbondante fioritura. Allego anche il primo giacinto di questa primavera. Buon fine settimana, Francesco Diliddo

hardenbergia

giacinto

Myrtillocactus geometrizans

Quando l’ho visto mi ha colpito il colore del fusto verde-azzurro e subito l’ho adottato per il balcone.
Mostro la foto e i consigli sulle cure. Buona giornata, Francesco Diliddo.

myrtillocactus

Originario del Messico presenta un fusto è verde-azzurro, ricoperto di pruina e cresce abbastanza rapidamente, scarsamente ramificato.
In estate produce pochi fiori bianchi, vicino alle areole, seguiti da frutti commestibili, dal sapore simile al mirtillo (da qui il nome), chiamati in Messico garambullos.
Il Myrtillocactus gradisce posizioni molto luminose, possibilmente alla luce diretta del sole e richiede annaffiature non abbondanti, attendendo che il terriccio si asciughi tra un annaffiatura e l’altra; interrompere completamente la somministrazione d’acqua durante l’inverno.
Sono cactus resistenti, facili, vivono bene in piena terra, l’importante è assicurarsi che le temperature non scendano sotto i 4° C, tuttavia prediligono che le temperature nelle ore notturne non scendano sotto 10° C.

Il terriccio deve essere sabbioso e molto ben drenato. Per permettere una buona crescita della pianta è opportuno rinvasarla ogni uno-due anni, o comunque quando le radici riempiono completamente il vaso.
Talee si possono effettuare a metà estate, lasciando asciugare la ferita per un paio di giorni, prima di porre le talee in un miscuglio di terriccio per cactus e sabbia in parti uguali.
Se riceve eccessive quantità d’acqua, o il terreno non è abbastanza leggero e drenato, può soffrire di marciume radicale; talvolta afidi e cocciniglie possono causare un rallentamento della crescita della pianta.

Un assaggio di primavera

Il mio balcone invoca la primavera! Ecco il primo fiore di giacinto e i boccioli pronti di narciso… i fiori sono sempre una gioia! BUONA GIORNATA Francesco Diliddo

giacinto 2015

narcisi 2015

Rinvaso Gymnocalycium baldianum

Dopo cinque anni ho deciso di rinvasarlo come da manuale del cactofilo, così con molta attenzione ho tolto la torba che imbrigliava le radici e sistemato nel
terriccio adatto per cactus, comprato su un sito on oline. Ecco la composizione

40% Lapillo vulcanico rosso sterilizzato a granulometria controllata 2/5 mm
10% Lapillo vulcanico rosso sterilizzato a granulometria controllata 5/9 mm
30% Pomice sterilizzata a granulometria controllata 3/7 mm
10% Pomice sterilizzata a granulometria controllata 6/14 mm
10% Terra da giardino professionale

Ecco il mio gymno prima di interrarlo, comunque sto applicando il metodo a tutti le mie cacatacee e incrocio le dita.

gymnocalicium
Saluti,

Francesco Diliddo

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