Echeveria tynie burger

Le crassulaceae crescono molto bene sul mio balcone e per questo prediligo questo genere che offre infinite varietà con colorazioni diverse, molto decorative e resistenti. Tra gli ultimi arrivi l’echeveria “tynie burger” che rinvaserò in primavera, eccovi la foto e alcuni consigli generali sulle cure.
Saluti, Francesco Diliddo

cof

Le temperature estive ottimali di coltivazione oscillano tra i 15-21°C ma tollerano anche temperature superiori. Le temperature invernali è preferibile che non scendano sotto i 7°C. Se le temperature scendono intorno a questi valori, spostatela in un luogo più caldo e luminoso. Sono piante che amano l’aria per cui date loro aria fresca soprattutto d’estate sistemandole vicino ad una finestra aperta.
Durante il periodo autunno-invernale le irrigazioni vanno sensibilmente ridotte e se le temperature si abbassano, diminuirle sempre di più. La pianta di echeveria come tutte le piante, ha necessità di essere rinvasata periodicamente, in primavera, se le radici hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione. Per il rinvaso utilizzate una composta specifica per cactaceae alla quale unite sabbia grossolana o perlite nella misura di 2:1 (2 parti di composta per 1 parte di sabbia o perlite). Sistemare nel foro di drenaggio dei pezzi di coccio in modo che la terra o le radici non ostruiscano il foro di drenaggio in quando i ristagni idrici sono letali per questa pianta.

San Valentino 2017

Ho ricevuto uno splendido mazzo di fiori che rappresenta al meglio la primavera, trovo le rose un pò scontate! Durante il Festival di Sanremo resto estasiato alla vista dei bouquet, non solo per le forme moderne e accattivanti, ma anche per le nuove varietà di fiori, praticamente introvabili altrove. Eccoli gli anemoni, i tulipani sfrangiati, la ginestra profumatissima e i ranuncoli… Buon San Valentino ricordando che l’amore si festeggia tutto l’anno! Saluti, Francesco Diliddo

cof

Primavera in giardino, 11-12 marzo 2017 Milis (OR)

Con l’avvicinarsi dell’agognata primavera cominciano gli eventi, in giro per l’Italia, legati al giardinaggio dove è possibile trovare piante rare, e non solo, per i collezionisti. Il primo evento che ho trovato in programma si svolgerà in Sardegna, presso Villa Pernis, a Milis in provincia di Oristano. Di seguito alcune informazioni e buon fine settimana, Francesco Diliddo

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Ritorna “Primavera in Giardino”, l’attesissima manifestazione per la cultura del verde e del paesaggio in Sardegna, promossa dall’associazione culturale Landplants Sardinia con la collaborazione del Comune di Milis. La manifestazione raduna in due giorni tutto il fervore del mondo delle piante, del giardino, dell’orto e del frutteto contro la banalizzazione del giardino e con l’idea di esplorare il ricchissimo mondo delle piante e delle tecniche di giardinaggio più adatte al territorio sardo e alle sue specificità climatiche e paesaggistiche.
Cuore della manifestazione è la mostra-mercato di piante insolite con oltre 60 espositori che rappresentano il vivaismo specializzato italiano e non solo. In mostra si vedranno bulbi da fiore, rose antiche e moderne, piante aromatiche e medicinali, salvie ornamentali, arbusti insoliti, lavande, orchidee, hemerocallis, erbacee perenni, piante mediterranee rare, piante per giardini aridi, agrumi, pelargoni, piccoli frutti, tillandsie, fiori dei giardini del passato, ellebori, peonie, glicini e molto di più…
Per gli amanti e gli appassionati di cactacee e succulente, la sedicesima edizione di Primavera in giardino ospiterà per la prima volta KAKTOS, versione primaverile della famosa Festa del Cactus che si svolge a Bologna ogni settembre. Sarà dunque una mostra nella mostra per onorare il tema speciale dell’anno “L’incredibile mondo delle piante grasse. Impariamo ad usarle nel giardino sardo”.

Per ulteriori dettagli sugli espositori, orari, programmi e conferenze:
http://www.primaveraingiardino.it

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Kalanchoe beharensis, rinvaso

Mi è stata regalato un piccolo esemplare nel 2014, spedito per posta, era arrivato tutto schiacciato e credevo non ce l’avesse fatta. kalanchoe-beharensis-2014Quando ho scoperto che è originario del Madagascar, mi è piaciuto e l’ho coccolato di più! Dopo tre anni è arrivato il momento del rinvaso e volevo mostrarvi quanto è cresciuto in 3 anni e sono davvero molto soddisfatto. Naturalmente in inverno lo porto sul pianerottolo di casa e sospendo le annaffiature per quattro mesi. Ecco le foto e buon fine settimana, Francesco Diliddo

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Vi riscrivo i consigli per le cure.

Originaria del Madagascar è chiamata orecchia d’elefante per le grandi foglie triangolari, che ricordando appunto le mobili appendici dei grandi mammiferi, anche per il colore grigiastro.

Arbusto perenne dal fusto eretto, non ramificato, alto fino a 3,5 metri in natura e fino a 1 metro in coltivazione in piena terra (ma solo 60 cm in vaso). Ha grandi foglie picciolate (lunghezza totale 20 cm), di forma leggermente triangolare dentata al margine, dotate di piccoli peli che conferiscono un aspetto vellutato e che, al sole, assume una tinta rossiccia sulla pagina superiore, mentre rimane verde su quella inferiore. Le foglie giovani e l’infiorescenza sono invece color argento. Alla fine dell’inverno produce fiori gialli all’esterno e viola all’interno, di medie dimensioni.

Solo nelle zone più miti del Sud Italia è coltivabile in piena terra, in posizione molto soleggiata e riparata dai venti freddi.

In tutte le altre regioni va allevata in vaso. Desidera una collocazione luminosa e ben esposta al sole per tutta la bella stagione. In inverno va ricoverata in una stanza fresca, con temperatura minima di 12 °C, sospendendo le annaffiature. Il substrato deve essere molto sciolto, costituito per la maggior parte da sabbia unita a poca terra fertile. Le annaffiature devono essere regolari, ma può tollerare anche lunghi periodi di siccità, durante i quali la pianta richiude le foglie.

Per favorire la fioritura è bene concimare con un prodotto liquido per piante grasse da aprile fino a novembre, appena prima del riposo invernale.

Pachyphytum compactum

Le migliori adozioni verdi si fanno per caso! L’estate scorsa mi sono recato in un rivenditore di vasi e ho trovato (insieme ad altri esemplari) questo gioiellino pagato 1,00 Euro e mi ha colpito la particolare forma delle foglie carnose. L’ho sistemato con altri sedum e crassulacee in un vaso con le “finestre” laterali e si è adattato benissimo e ora ha già i boccioli. Ecco la foto e alcuni veloci consigli per questa pianta semplicissima da coltivare.
Saluti, Francesco Diliddo

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Il pachifito compatto è originario del Messico ed è una pianta grassa succulenta cespitosa con fusti carnosi lunghi sino a 10 centimetri, foglie carnose addensate all’apice dei fusti, cilindriche anche se leggermente angolose, di colore verde chiaro. Richiede un’esposizione al sole o mezz’ombra e sul mio balcone è esposta a sud e richiede poche annaffiature. Fiorisce in primavera e richiede la composta per succulente, con un buon drenaggio per evitare i ristagni d’acqua. Si riproduce per talea, oppure appoggiando sul terreno una foglia carnosa.

Echeveria pulvinata ruby blush

Piccola talea presa l’estate scorsa dal balcone pugliese di mia mamma! Le avevo regalato la pianta “madre” la primavera precedente, ed è cresciuta tantissimo in pochi mesi. Eccola colorita dal freddo invernale e di seguito alcuni consigli sulle cure, allego una foto presa dalla rete con i piccoli fiori arancioni.
Saluti, Francesco Diliddo

cof

Le temperature estive ottimali di coltivazione oscillano tra i 15-21°C ma tollerano anche temperature superiori. Le temperature invernali è preferibile che non scendano sotto i 7°C. Se le temperature scendono intorno a questi valori, spostatela in un luogo più caldo e luminoso. Sono piante che amano l’aria per cui date loro aria fresca soprattutto d’estate sistemandole vicino ad una finestra aperta. echeveria-pulvinata-fiori
Durante il periodo autunno-invernale le irrigazioni vanno sensibilmente ridotte e se le temperature si abbassano, diminuirle sempre di più. La pianta di echeveria come tutte le piante, ha necessità di essere rinvasata periodicamente, in primavera, se le radici hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione. Per il rinvaso utilizzate una composta specifica per cactaceae alla quale unite sabbia grossolana o perlite nella misura di 2:1 (2 parti di composta per 1 parte di sabbia o perlite). Sistemare nel foro di drenaggio dei pezzi di coccio in modo che la terra o le radici non ostruiscano il foro di drenaggio in quando i ristagni idrici sono letali per questa pianta.

Dendrobium nobile (orchidea bamboo)

Vista e presa al supermercato infatti mi ha colpito e incuriosito: è raro che torni a casa senza aver comprato una pianta, quando vado a fare la spesa!
Ho già due orchidee ed è la prima volta che prendo questo genere che, a quanto pare, è più difficile da coltivare rispetto ai phalaenopsis, ma mi piacciono le sfide da pollice verde e appena tornato a casa mi sono messo a studiare, per curarla al meglio.
Ecco a voi la foto e alcuni consigli presi dalla rete, buon fine settimana. Francesco Diliddo

cofIl loro nome deriva dal greco dendro «tronco”, albero e bios «vita» a significare il fatto che sono orchidee epifite.
Sono tutte piante originarie del sud-est asiatico compreso il Nepal, il Bhutan, l’India nord orientale, la Birmania, il Vietman e il Laos.
Hanno la particolarità di perdere le foglie durante il periodo secco e di bassa temperatura che in natura coincide con l’inverno. In questo periodo infatti, non essendoci acqua e temperature sufficienti per crescere, la pianta entra in riposo vegetativo, perde le foglie e quindi risparmia le sue riserve nutritive e vive con le riserve accumulate nei pseudobulbi. Con l’arrivo del caldo e della pioggia ripristina molto velocemente le sue riserve e si prepara alla fioritura e alla produzione del seme: il ciclo colturale è particolare ed è valido anche per gli ibridi derivati. cof
A partire da metà autunno (novembre) e fino a metà inverno (febbraio) vanno tenute come piante da serra fredda con temperature intorno ai 10° C, in un luogo molto luminoso (nei loro ambienti naturali la luce è molto più intensa d’inverno che d’estate) e dando pochissima acqua, giusto il tanto da non farla appassire, nessuna concimazione e un’ottima ventilazione. Per la quantità d’acqua da dare ci si può regolare osservando i fusti: se vediamo che iniziano a raggrinzirsi, bisogna dare un po’ d’acqua, ma molto poca. Tanto più la temperatura è bassa, tanto minore dovrà essere l’acqua. Non appena si formano le gemme a fiore, che coincide in genere con la primavera, si può fare qualche annaffiatura sino al termine della fioritura. Quando anche l’ultimo fiore sarà caduto, sospendere nuovamente le irrigazioni fino a quando non inizieranno a spuntare le radici dai nuovi getti. A quel punto la pianta va riportata in una zona con temperature più alte, e si riprende ad irrigare e concimare regolarmente; in questo periodo possono anche essere portate all’aperto e la luce non deve essere troppo intensa. Per tutta la primavera e fino a metà estate (agosto), le concimazioni devono avere un alto tasso di azoto una volta alla settimana.
Da metà estate (agosto) e fino all’autunno si prosegue con concimi a bassissimo titolo il azoto ed alto titolo di fosforo e potassio una volta alla settimana.Questa alternanza di periodi asciutti e freddi con periodi normali e caldi è fondamentale per la fioritura: infatti la causa prima della non fioritura di questo gruppo di orchidee è appunto la mancanza di questa alternanza. La pianta produrrà dei “keiki” ovvero nuove piantine che una volta sufficientemente grandi, possono essere staccate dalla pianta madre ed essere rinvasate autonomamente. Riepilogando, per coltivare con successo i dendrobium, occorrono due requisiti fondamentali: in primavera – estate molto caldo, molte concimazioni, umidità costante e luce non troppo intensa a cui segue subito dopo un periodo freddo, secco, niente concimazioni e molta luce fino alla fioritura che avverrà alla fine dell’inverno – inizio della primavera. L’orchidea può stare tranquillamente all’aperto durante la bella stagione ma deve essere abituato molto gradatamente infatti tollera il sole diretto una volta sviluppato all’aperto se acclimatato presto in primavera e se la ventilazione è eccellente.
L’umidità durante l’estate deve essere alta, intorno all’ 80% che va via via ridotta mano mano che ci si avvicina all’inverno al 60% fino a sospenderla del tutto in inverno.
Il rinvaso può essere fatto o quando le nuove radici iniziano a svilupparsi o subito dopo la fioritura.