Plectranthus neochilus

Una piccolissima talea regalata due anni fa, arrivata per posta, non le diedi molta importanza in quanto era un’extra rispetto allo scambio verde!
La piantai nel grande vaso con la bouganville, per decorare la parte inferiore, e in due anni è cresciuta moltissimo col suo profumo che allontana le zanzare e i delicati fiorellini a pannocchia. La tengo sul balcone esposta a sud e non ha sofferto il rigido inverno scorso. Queste sono le piante che danno maggiori soddisfazioni: basta una piccola talea regalata per grandi risultati. Ecco la foto scattata questa mattina e alcuni consigli sulle cure prese dalla rete.
Saluti, Francesco Diliddo

hdr

Il genere Plectranthus appartiene alla famiglia delle Lamiaceae e numerose specie originarie sia annuali che perenni, dell’Africa, del Madagascar, dell’Asia, dell’Australia e delle isole del Pacifico. Si tratta di piante molto contenute come dimensioni, striscianti e cespugliose. Sono caratterizzate da fusti quadrangolari con delle piccole foglie opposte, di solito con i margini seghettati e producono dei deliziosi fiorelli raggruppati in infiorescenze.
Crescono bene al caldo e con temperature intorno ai 18-21°C la pianta prospererà. Viceversa durante l’inverno le temperature non devono scendere sotto i 10°C.
Hanno bisogno di molta luce ma non il sole diretto; è una pianta che può essere allevata in panieri sospesi.
Dalla primavera e per tutta l’estate la pianta si annaffiata abbondantemente in modo che il terriccio rimanga costantemente umido (non bagnato) e senza lasciare ristagni idrici nel sottovaso. Sono piante a rapido accrescimento per cui abbiate cura a non lasciare mai asciugare il terreno durante il periodo di crescita.
Durante l’inverno si annaffia il tanto da far si che il terreno non si asciughi completamente.
Sono piante che amano gli ambienti umidi quindi a Pisa è perfetta.
La pianta si rinvasa solo se è cresciuta tanto da non avere più spazio nel vaso.
Il rinvaso va effettuato in primavera inoltrata (aprile-maggio) usando un buon terriccio fertile e sistemando sul fondo del vaso dei pezzi di coccio che favoriranno il rapido sgrondo delle acque di irrigazione in eccesso.
Riproduzione per talea in primavera.

Agave attenuata

Finalmente scrivo l’articolo per l’Agave attenuata, un regalo graditissimo dalla cara Patrizia, arrivata da Roma lo scorso febbraio. I regali fatti tra appassionati di giardinaggio sono i più graditi.
Esemplare stupendo che desideravo da tempo (mi ricorda i giardini mediterranei) che tengo ancora per qualche giorno riparato sul pianerottolo (arrivano raggi di sole filtrati) e gradualmente lo espongo sul balcone a sud. Vi mostro la foto e i consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

cof
Originaria degli altopiani del Messico, è di medie dimensioni, infatti le foglie, di colorazione verde-azzurra prive di spine, raggiungono lunghezze che variano tra i 50 e i 70 cm. L’infiorescenza è costituita da un grappolo con un’altezza che può superare anche i due metri di altezza composto da fiori giallo-verdastri (la foto che pubblico è presa dalla rete). Dai fiori è possibile ottenere alcuni bulbi con i quali sarà poi possibile riprodurre adeguatamente la pianta. L’Agave attenuata ha una struttura molto carnosa, e data la sua origine, predilige climi molto caldi, infatti soffre le temperature rigide.
La pianta teme le temperature inferiori ai 10 gradi centigradi, quindi sarebbe opportuno allestire una piccola serra per riuscire a proteggere in maniera ottimale la pianta, durante i mesi più freddi, se la si volesse coltivare in una zona a clima troppo rigido. La corretta collocazione della pianta è in pieno sole, perché ha necessità di essere esposta per molto tempo alla luce. Essendo una pianta succulente non necessita di troppa acqua, potrebbe essere sufficiente un’annaffiatura mensile. Il vaso dove sarà coltivata la pianta dovrebbe essere adeguatamente profondo per permettere il completo sviluppo dell’apparato radicale. Dovrebbe essere anche garantito un corretto drenaggio, per evitare ristagni d’acqua. agave attenuata fiore
In generale comunque si dovrebbe rispettare la regola di 1-2 annaffiature al mese nel periodo primaverile ed in quello autunnale, 2-4 volte al mese durante la stagione estiva, mentre dovrebbe essere sospesa nel periodo invernale, durante il riposo vegetativo
Come la maggior parte delle piante succulente dovrebbe essere concimata con un concime a base di fosforo e potassio che aiutano la fioritura e sono in grado di fortificare il fusto. Dovrebbe essere contenuto il tenore di azoto, questo perché tale elemento da un lato velocizza la crescita, ma allo stesso tempo rende più debole la struttura. Per curare adeguatamente la pianta ed evitare malattie o l’attacco di afidi e di cocciniglie sarebbe opportuno effettuare un trattamento con un insetticida ad ampio spettro alla fine dell’inverno. Questo soprattutto per avere la pianta protetta in primavera, quando le abbondanti piogge e le escursioni termiche potrebbero portare la pianta ad essere attaccata dai funghi. La potatura andrebbe eseguita solamente per eliminare le parti malate.

Tillandsia caput medusae

Nelle ampolle in vetro appese al muro avevo sperimentato (sbagliando) le mini orchidee, ma non avevo garantito la giusta aerazione alle radici, così le ho rinvasate nell’apposito contenitore. Passeggiando per “Pisa in fiore” ho trovato un rivenditore specializzato in tillandsie e ne ho prese due: sono perfette per questa sistemazione! Una pianta semplicissima che si nutre prendendo l’umidità dall’aria, quindi è ideale per decorare un bagno luminoso oppure bisogna vaporizzarla almeno una volta a settimana. Ecco le fotografie ed alcuni consigli e curiosità dalla rete. Saluti, Francesco Diliddo

cof

Originarie del sud America, appartengono alla grande famiglia delle Bromeliaceae e trattasi di piante epifite quindi particolarmente adatte per essere coltivate su pezzi di legno o altri supporti inerti. La particolarità che le permette di vivere come piante epifite è la presenza di particolari peli (tricomi) a forma di squame che riescono a trattenere l’umidità dell’aria ed incanalare sia l’acqua che gli elementi nutrivi in essa disciolti, ai tessuti. In pratica funzionano come delle vere e proprie pompe di nutrimento. Un altro modo che hanno per procurarsi il nutrimento necessario alla loro sopravvivenza è grazie alla presenza di batteri azotofissatori che si trovano sulla pianta e che garantiscono alla pianta una buona scorta di azoto.
Non sono piante difficili da coltivare se vengono rispettate le loro esigenze colturali.
Sono piante che non amano la luce diretta del sole, che potrebbe bruciare le foglie, e possono essere allevate anche a temperature superiori ai 27° C mentre d’inverno non devono scendere sotto i 10° C. cof
Durante la bella stagione la tillandsia vi ringrazierà se la portate all’aperto ma all’ombra.
Nelle zone dove la temperatura non scende sotto i valori indicati, la pianta può essere allevata tranquillamente all’aperto, ancorata a qualche albero ed in posizione ombreggiata.
Sono piante che richiedono un ambiente umido per cui occorre, soprattutto durante la stagione estiva effettuare delle regolari spruzzature. Una cosa molto importante è che non amano il calcare, per cui o si usa dell’acqua demineralizzata o acqua piovana oppure si può bollire l’acqua. Attenzione però a non eccedere con le spruzzature soprattutto d’inverno: meglio un po’ d’acqua in meno che in più. Per le piante allevate all’aperto, nei periodi delle pioggie non hanno bisogno di nessuna cura, ci pensa madre natura.

cof

Il giardino pugliese

Sin da adolescente ho avuto la passione per il giardinaggio. Avevo 15 anni quando cominciai a creare aiuole nel giardino della nostra casa in campagna, in Contrada Marrella, vicino Borgo Tressanti nell’agro di Cerignola (il terzo in Italia per estensione). Nella casa, costruita negli anni ’50, ha vissuto la famiglia di mio padre per circa vent’anni. Siamo tutti molto legati a quest’abitazione, la chiamiamo con affetto la “casetta”, ma in realtà è molto grande in quanto ci abitavano nove persone. Durante la mia infanzia, nei mesi estivi ci trasferivamo lì a vivere ed ho moltissimi ricordi indimenticabili!
Ritornando ad oggi, quando si avvicinano le vacanze pasquali, per me è l’occasione perfetta per tornare in Puglia e sistemare “la casetta”, dopo l’inverno, per il grande pranzo di famiglia di Pasquetta ed io mi occupo principalmente di ripulire la aiuole. Ci sono piante che hanno oltre vent’anni: le ho piantate durante la mia adolescenza… Tra le tante c’è la yucca gigante e le aiuole con le cactacee che sono sopravvisute a 30 cm di neve (lo scorso rigido inverno) e sono piantate in piena terra. Ci sono i mandorli piantati da mio nonno Francesco oltre 60 anni fa e l’antico pozzo, che forniva l’acqua all’abitazione con moltissimi cactus in vaso.
Vi mostro alcune fotografie, anche col confronto prima e dopo. Saluti dalla Puglia, Francesco Diliddo

hdr

hdr

hdr

PicsArt_04-15-05.28.15PicsArt_04-15-05.24.18

Crassulaceae pugliesi

Dopo un’intera giornata di lavori ho risistemato il balcone di mia madre in Puglia! Abbiamo messo due grandi vasi e accorpato molte piante in composizione, io preferisco tenerle separate, mentre mamma preferisce mettere più piante nello stesso vaso. L’importante è scegliere piante con le stesse caratteristiche e più o meno gli stessi tempi di crescita: altrimenti la pianta più veloce occuperebbe maggiore spazio. Vi mostro le foto dei lavori terminati e due crassule che porterò a Pisa. Buona Pasqua, Francesco Diliddo

Salvia officinalis

Tra le erbe aromatiche sul balcone non poteva mancare la salvia: ho trovato una pianta da coltivazione biologica e ho preparato una pasta fresca con burro e qualche foglie della mia piantina. Sapore molto delicato e come tutte le piante aromatiche maggiore è il sole e più aumenta il profumo!
Lo associata nella stessa vaschetta con l’origano, ma le ho separate con un sacchetto in tessuto.  Vi mostro la foto come di consueto e poi alcuni consigli: è una pianta resistente anche per i meno esperti. Saluti, Francesco Diliddo

cof

La salvia è conosciuta dall’antichità come pianta officinale per le sue presunte proprietà medicamentose, il suo nome scientifico difatti è proprio salvia officinalis, e il termine “salvia” deriva da salvatrix, salubre. Le qualità ad essa attribuite sono antinfiammatorie, digestive, ciccatrizzanti e battericide.
Appartiene alla famiglia delle lamiaceae, la stessa famiglia del timo e della menta: una pianta perenne e sempreverde, di origine mediterranea, rustica e molto semplice da coltivare. Ama il caldo e predilige posizioni soleggiate, non teme la siccità e il gelo invernale, può invece aver problemi se si verificano situazioni di prolungata umidità di terreno o dell’aria. Fresh-picked bunch of flowering sage

Questa pianta aromatica si adatta a ogni tipo di terreno, fedele alle sue origini mediterranee, soffrendo solo ristagni idrici e terre troppo compatte e argillose.

Zanthoxylum beecheyanum (pepe giapponese)

Un regalo molto gradito dalla carissima amica Caterina! Avrà un posto d’onore sul balcone in bella vista dalla sala da pranzo.
Le piante che preferisco sono quelle ricercate, insomma sul mio balcone non ci sono i gerani (non mi sono mai paciuti, poverini)… e questo esemplare troverà la sua giusta esposizione. Vi mostro la foto dell’arbusto, un’immagine delle bacche prese dalla rete e infine alcuni consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

pepe giapponese

Piccolo arbusto dal fogliame verde lucido, che emana un’intensa fragranza agrumata se strofinato. Le sue bacche bacche, simili a quelle del pepe rosa, sono utilizzate nella cucina orientale per insaporire i piatti.
In primavera e in estate mostra un fogliame elegante e leggero, in settembre si riempie di grappoli di piccoli frutti rosati e più avanti, in autunno, la sua chioma diventa gialla. Nei mesi freddi acquista maggiore rilievo anche la corteccia che riveste il tronco e i rami più grossi, segnata da spine decorative e abbastanza acuminate. pepe giapponese
La pianta può essere coltivata in quasi tutta Italia perché è un albero che tollera sia i grandi caldi estivi sia punte di freddo sino a circa -15° C. Va esposto in pieno sole, ma può stare bene anche in luoghi parzialmente ombreggiati.
Il terreno deve essere neutro o alcalino (non acido), fertile e ben drenato, perché non sopporta i ristagni d’acqua.
Il zanthoxylum non deve patire la siccità per periodi prolungati: in primavera ed estate bisogna bagnare con regolarità e controllare che il terreno sia sempre un po’ umido.
È una pianta che non va troppo concimata, perché di suo ha già un buon vigore che assicura buoni risultati.
A inizio primavera si rimuovono i rami morti o danneggiati; nello stesso periodo si possono fare cimature di contenimento, tagliando di almeno 15 cm i rami giovani appena spuntati.