Echinopsis eyriesii

Questo esemplare vive da tre anni in piena terra nell’aiuola del giardino della casa di campagna in Puglia.
Cresce molto velocemente ed è facilissima da riprodurre con i polloni laterali. Di seguito alcuni consigli utili.
Francesco Diliddo

 echinopsis eyriesii

Come tutto il genere a cui appartiene, essa proviene dall’America meridionale; più precisamente il suo areale è rappresentato dalle pianure del Gran Chaco e delle “pampas” settentrionali (Argentina settentrionale, Bolivia, Brasile meridionale estremo, Uruguay, Paraguay).
La sua coltivazione in vaso richiede un terriccio ben drenato, anche se rispetto ad altri generi di cactacee essa è meno sfavorita da una moderata componente argillosa, purché le innaffiature vengano effettuate ad intervalli più lunghi.
Come tutte le cactacee va esposta al sole e se viene lasciata all’aperto durante l’inverno le innaffiature vanno sospese per tutta la stagione, a meno che il clima non sia particolarmente mite. Questa specie tollera modeste gelate, purché tenuta all’asciutto ed al riparo dalla neve.
Se durante la buona stagione viene annaffiata più del necessario, essa produce numerosi polloni spesso già muniti di radichette.  Sono piante che richiedono molta luce, in tutte le stagioni dell’anno, con l’esposizione al sole diretto, infatti è ottimale un’esposizione a sud e da evitare invece un’esposizione a nord.

Le annaffiature dell’Echinopsis devono essere effettuate quando la superficie del terriccio è secca. Mediamente quindi durante il periodo primaverile -estivo una volta alla settimana e durante il periodo autunno-invernale una volta al mese, ovviamente in funzione della temperatura. Bisogna evitare con cura di lasciare acqua stagnante nel sottovaso in quanto i ristagni idrici non sono in alcun modo tollerati e porterebbero al marciume delle radici.

La Echinopsis, come tutte le piante, ha necessità di essere rinvasata periodicamente. Molto spesso non effettuiamo questa pratica scoraggiati dalle spine per cui rimandiamo sempre il “momento difficile” con grave danno per la nostra pianta.  Un segnale che vi da la pianta per dirvi che il vaso che le ospita è troppo piccolo, malgrado le annaffiature, le concimazioni e l’esposizione siano perfette, è un rallentamento della crescita. Se sollevate la pianta dal vaso vedrete che le radici sono un tutt’uno con il terreno e qualcuna spunta anche dal foro di drenaggio. Per cui è buona norma ogni anno, in primavera, controllare  per vedere se le radici sono costrette e troppo ammassate.

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