Opuntia microdisca

Il mio esemplare viveva in un composto di torba e lo tenevo appoggiato al muro, finalmente l’ho rinvasato con la giusta composta per cactacee ed ora
non pende più (sarà l’aria di Pisa?). Ho postato la foto sul gruppo facebook di Giardinaggio (di cui faccio parte) e mi hanno consigliato di tagliare le pale superiori per farla sviluppare in orizzontale e ottenere una bella fioritura. Ho subito seguito il consiglio ed ecco le fotografie. Le foglie tagliate le ho postate sulla pagina Scambiamo talee in maniera da regalarle.
Saluti, Francesco Diliddo

opuntia microdisca

opuntia microdisca dopo

Consigli per le cure: richiedono molta luce, in tutte le stagioni dell’anno, con l’esposizione al sole diretto. L’ottimale è un’esposizione a sud e da evitare invece un’esposizione a nord. Sono molto tolleranti alle condizioni di temperature più estreme che non hanno problemi di temperatura massima.
L’unico loro problema sono le temperature minime che se scendono sotto gli 0° C iniziano a dare segni di sofferenza. Se le temperature si abbassano sensibilmente assicuratevi di lasciare il terreno asciutto. Le opunzia amano l’aria per cui date loro aria fresca soprattutto
d’estate  sistemandole vicino ad una finestra aperta.
Le annaffiature devono essere effettuate quando la superficie del terriccio è secca. Mediamente quindi durante il periodo primaverile – estivo una volta alla settimana e durante il periodo autunno-invernale una volta al mese, ovviamente in funzione della temperatura. Se le temperature d’inverno si abbassano sensibilmente, assicuratevi di tenere la terra asciutta. Bisogna evitare con cura di lasciare acqua stagnante nel sottovaso in quanto i ristagni idrici non sono in alcun modo tollerati e porterebbero al marciume delle radici. Se è coltivato all’aperto abbiate cura, al momento dell’impianto di non sistemarlo a fondo valle o nelle depressioni del terreno là dove la zona è particolarmente piovosa.

Se coltivata all’aperto, cresce in quasi tutti i tipi di terreno adattandosi anche ai terreni sabbiosi e poveri. Se coltivata in vaso, ha necessità di essere
rinvasata periodicamente. Molto spesso non effettuiamo questa pratica scoraggiati dalle spine per cui rimandiamo sempre il “momento difficile” con grave danno per la nostra pianta.In genere tutte le cactacee hanno un apparato radicale che si espande molto per il fatto che le radici, nel loro ambiente naturale, vanno a ricercare nel terreno circostante la poca umidità ed il poco nutrimento che riescono a trovare.
Pensiamo che in natura un cactus del deserto di appena 15 cm può avere delle radici che si espandono per un metro quadrato.
Se inizia a rallentare la crescita, malgrado venga allevata la meglio, vuol dire che il vaso è diventato troppo piccolo. A quel punto, togliete la pianta dal vaso
e se vedete che la massa delle radici ha occupato quasi tutto lo spazio a sua disposizione, allora è arrivato il momento di rinvasare.
Ogni anno pertanto, all’inizio della primavera, fate questo controllo. Il rinvaso è anche un buon momento per controllare in che condizioni si trovano le radici: se vedete radici che anzichè di colore bianco – panna sono annerite o grigiastre vuol dire che hanno dei problemi per cui vanno eliminate.
Prendete delle forbici pulite e sterilizzate (possibilmente alla fiamma oppure con varechina o con alcool) e procedete al taglio.
Successivamente cospargete sulle ferite della polvere fungicida ad ampio spettro e rinvasate ed aspettate almeno una settimana prima di annaffiare per permettere alle ferite di cicatrizzarsi.
Per il rinvaso utilizzate un terreno specifico per cactaceae e sistemate nel foro di drenaggio dei pezzi di coccio in modo che la terra o le radici non ostruiscano il foro di drenaggio in quando i ristagni idrici sono letali.

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