Archive for the ‘Giardinaggio’ Category

Pelargonium grandiflorum

I gerani (pelargonium zonale) tradizionali non mi sono mai stati simpatici e invece avendo ereditato (dopo il trasloco) dei pelargonium graveolens, resistenti e generosi mi sono appassionato agli altri generi, escludendo il peltatum (geranio parigino).
Ho scoperto delle varietà con profumi diversi e fiori dalle mille sfumature e l’ultimo arrivato è il geranio imperiale!
Appena rinvasato vi mostro le foto. Buona giornata, Francesco Diliddo

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I fiori, colorati di lilla, rosso, rosa o bianco, sono molto caratteristici, in quanto presentano delle machie di colore sempre più scuro rispetto a quello generale del fiore. In genere sono macchie color porpora molto scuro.
Durante tutta la coltura le piante vanno tenute in ambiente luminoso e poco umido. Per favorire una crescita compatta e ben formata, non si ombreggia in autunno e in inverno.
Dopo il rinvaso l’assorbimento d’acqua delle diverse varietà o anche di singole piante può essere molto diverso; quindi nei primi 15 giorni, l’irrigazione va eseguita con molta cura, evitando di bagnare le piante già umide. In primavera, con l’aumento della luminosità, si aumentano le irrigazioni per evitare stress da siccità.
Si consiglia di asportare le infiorescenze sfiorite sia per questioni di fitosanità sia per stimolare una maggiore emissione di fiori. Richiede un terriccio composto prevalentemente da sostanza organica e la moltiplicazione avviene sia per seme sia per talea: il primo metodo permette di avere nuovi ibridi, mentre per conservare le caratteristiche della pianta madre si ricorre esclusivamente alla talea.

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Trachelospermum jasminoides (falso gelsomino)

L’angolo del balcone mi sembrava spoglio e siccome ci gira molto vento (sono al quarto piano), ho cercato la pianta più resistente possibile per decorare questo spazio. Ho preso a Genova un vaso angolare in resina alto 60 cm, ideale per questa rampicante che richiede vasi profondi. Naturalmente ho scoperto, facendo ricerche, che questa pianta (che tutti chiamano gelsomino) è in realtà un rincospermo, che oltretutto rispetto al gelsomino è un sempreverde. Di seguito vi scrivo i consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

Il suo nome volgare è rincospermo e spesso viene scambiato col gelsomino. Si tratta di un arbusto rampicante che appartiene alla famiglia delle Apocynaceae, originario dell’estremo Oriente. Può essere coltivato sia in vaso su balconi e terrazzi, sia in piena terra nel giardino, addossato ad un graticcio. È noto comunemente come “falso gelsomino”: le due piante presentano caratteristiche molto diverse e non appartengono neppure alla stessa famiglia, nonostante i fiori del rincospermo possano richiamare quelli del gelsomino per la forma e il profumo. Il rincospermo è facilmente distinguibile dal gelsomino (colore e aspetto delle foglie), inoltre presenta una particolare resistenza a climi anche rigidi.

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Se viene fatto crescere su sostegno, i suoi rami possono raggiungere lunghezze anche attorno ai dieci metri. Poiché ha una crescita veloce, viene utilizzato per creare pareti e schermi verdi, su cui spiccano i vistosi e profumatissimi fiori bianchi. Questi sono molto simili a quelli del gelsomino, riuniti in mazzetti di 8-10 con corolla a forma stellata e tubiforme a cinque petali, che sbucano dalla nuova vegetazione dell’anno in corso o di quello precedente. Il frutto è una lunga capsula: quando è maturo, si apre e disperde i semi che, muniti un ombrellino piumoso, volano lontano. Le foglie sono opposte, di forma ovale e lanceolata, lucide e coriacee. Nella fase giovanile della pianta sono di colore verde chiaro, dopo assumono una tinta verde scuro; nei climi più freddi, al sopraggiungere dell’autunno, specie se in condizioni di elevata umidità, possono diventare arancio-rossastre. Il falso gelsomino si adatta a molti tipi di terreno e terriccio; preferisce quello più acido, ben drenato e ricco di sostanza organica. Per le piante in vaso, sostituire ogni anno lo strato superficiale e quello lungo i bordi del contenitore con nuovo terriccio miscelato a concime organico.
Non è una pianta che richiede grandi quantità di acqua: il terreno va tenuto umido, ma senza ristagni, soprattutto se si tratta di un esemplare giovane. Però, sappiate che i nuovi getti cresceranno più lentamente se non saranno irrigati a sufficienza.
Se si pianta in vaso, si consiglia uno abbastanza profondo (almeno 30 cm) e ponete sul fondo dell’argilla espansa o della ghiaia, poi del terriccio con argilla. Fissate i rami a un tutore se desiderate che assuma l’andamento rampicante e non ricadente.
Va concimato regolarmente, circa ogni due settimane, in primavera e estate, con una miscela organica.
Richiede un’esposizione in pieno sole, nella quale produrrà più rami nuovi e tanti mazzetti di fiori duraturi; se invece avete bisogno che i suoi fusti si allunghino, privilegiate la mezza ombra. Considerate che la crescita rapida e vigorosa, per cui il rincospermo è noto, si ha dopo due o tre anni di vita: all’inizio essa non sarà eccessivamente veloce.
Questa pianta fiorisce generalmente una sola volta, tra aprile e luglio; talvolta regala una seconda timida fioritura durante l’estate. I fiori durano però a lungo e dopo di loro escono i nuovi rami, destinati a fiorire l’anno successivo.
Una volta caduti i fiori, in autunno, è necessario provvedere alla potatura: operate sia sui rami più vecchi ed aggrovigliati sia su quelli giovani che sono cresciuti in modo irregolare.

Pelargonium grandeur odorata (nocciola e limone)

Sul balcone esposto ad ovest crescono rigogliosi i gerani profumati (pelargonium graveolens alla rosa): li ho già trovati dopo il trasloco. Grazie alle annaffiature costanti e alle concimazioni ho ottenuto risultati incredibili con una splendida fioritura.
Il balcone si affaccia sul fiume Arno (vivo a Pisa) e grazie al profumo intenso tengo lontane le zanzare da casa ed è piacevole sentirne l’odore mentre faccio giardinaggio. Per caso ho trovato due varietà di “Pelargonium grandeur odorata” hazelnut (nocciola) e lemon (limone) e facendo ricerche in rete, ho scoperto che sono originari del Sudafrica e sono stati portati in Europa dagli inglesi nel XVII secolo. Oltre a queste due ci sono altre varietà con le foglie profumate alla mela, all’arancia e al pino, insomma una scelta incredibile per profumare il balcone o il giardino.
Come di consueto pubblico le foto dei miei esemplari: la pianta con i fiori piccoli fucsia profuma alla nocciola e l’altra al limone. Per le cure e i miei consigli rimando all’articolo precedente. Buon fine settimana, Francesco Diliddo

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Crisantemo margherita

È proprio vero il detto “Paese che vai usanze che trovi” applicato al crisantemo. Mi sono state regalate (da una persona speciale), ben quattro piante fiorite di colore diverso e il primo impatto non è stato felicissimo. Poi tolto il pregiudizio e il significato negativo che noi occidentali gli diamo, resta un fiore molto decorativo e di facile coltivazione. Vi scrivo alcune curiosità su questo fiore poco presente sui balconi e nei giardini. Il nome in greco vuol dire “fiore d’oro”: in Corea e in Cina è il fiore dei festeggiamenti.
In Giappone è il fiore nazionale infatti la sua bellezza viene celebrata ogni anno dall’Imperatore che, in occasione della fioritura, apre al pubblico i giardini della Reggia, presentando le più recenti varietà a tutti gli invitati. In Oriente il crisantemo simboleggia la vita e si può trovare in diverse opere d’arte.
Qui in occidente, purtroppo, hanno avuto la sfortuna di sbocciare in ottobre e novembre, e vengono quindi da decenni utilizzati per la festività dei morti. Questa usanza di utilizzare i crisantemi per ornare le tombe dei cari defunti ha reso il significato di questi fiori (solo in Italia) decisamente poco allegro. Ecco le foto e alcuni consigli per le cure. Saluti, Francesco Diliddo

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Il crisantemo è una pianta con fusti rigidi e ramificazioni erette. Le foglie sono aromatiche, ovali, di colore verde-grigiasto scuro di sopra e più chiare sulla parte inferiore. Si possono coltivare in vaso o in piena terra. In inverno è bene che i crisantemi abbiano molta luce in modo da permettere loro una maggiore fioritura. Nei periodi più caldi la pianta abbisogna di almeno qualche ora di luce. I colori sono molto vari ed esistono varietà a fiore singolo o doppio. Se le piante non verranno esposte ad un gelo estremo, rifioriranno ogni anno in autunno. Necessitano molta luce, e alcune ore al giorno anche di sole diretto. Le piante giovani devono essere bagnate più spesso soprattutto durante la fioritura, evitare però di ristagnare l’acqua. Le piante più adulte invece non necessitano di eccessiva acqua, bagnare con regolarità 1-2 volte la settimana: evitare di bagnare le foglie e i fiori. Richiede un terriccio prevalentemente torboso mescolato con sabbia.

Lewisia cotyledon

Una talea radicata in vaso, regalo della mia cara amica Kety, alla sua prima fioritura! È stata una sorpresa scoprire, ricercando in rete, che si tratta di una Portulacaceae. Piccola ma piena di boccioli promette bene, vi mostro la foto e alcuni consigli sulle cure: pianta facilissima. Saluti, Francesco Diliddo

Lewisia Cotyledon

Pianta originaria della California che predilige una esposizione in pieno sole, anche in autunno e inverno ma al riparo dalla pioggia. Per quanto riguarda la temperatura questa pianta tollera il freddo, ma non l’eccessiva umidità.
L’annaffiatura dev’essere regolare, quindi anche ogni due settimane quando la pianta è in fioritura,
quando la pianta non avrà fiori le annaffiature dovranno essere diradate parecchio.
La concimazione si fa a partire dalla fine dell’inverno, utilizzando preferibilmente del concime a lenta cessione (organico) e continuare a concimare ogni due mesi, smettere la concimazione in autunno.
Teme i lunghi periodi di siccità e gli eccessi di annaffiatura soprattutto in inverno.
La moltiplicazione avviene tramite seme o talea, si consiglia di prenderne i germogli a giugno e metterle
subito in cassette, riempire con un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali, quando sarà iniziata
la radicazione vanno spostate in un vaso.

Oscularia deltoides

Un ricordo verde di Genova, trovata in un vaso del cortile condominiale della mia cara amica Laura. Ho raccolto a marzo una talea piccolissima che è cresciuta velocissima ed è in fiore! Ho fatto la composizione in un vaso lungo con il mesembriantemo giallo e fucsia: appartengono alla stessa famiglia delle Aizoacee. Vi mostro l’immagine scattata questa mattina e alcuni consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

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L’oscularia deltoides è una pianta arbustiva perenne originaria del continente africano. E’ caratterizzata da fusti ramificati che portano foglie di forma triangolare e di colore verde o azzurrognolo a seconda dell’intensità della luce ricevuta. I fiori sono simili a quelli delle margherite, di colore rosa o arancio, e fanno la propria comparsa nel corso della stagione primaverile, per poi abbellire la pianta fino all’arrivo dell’autunno.
Solitamente si coltiva in vaso, all’interno delle mura domestiche, essendo una pianta poco resistente al freddo intenso della stagione invernale. Nelle zone con inverni miti, invece, si può tentare la coltivazione in piena terra o in balcone, avendo cura di proteggere l’apparato radicale nel periodo più freddo. E’ particolarmente adatta alla coltivazione nei giardini rocciosi, dove si comporterà come una tappezzante, occupando tutto lo spazio a propria disposizione.
Il terreno migliore deve avere un buon drenaggio, si può utilizzare quello per le succulente. La posizione rispetto alla luce può essere in pieno sole o mezza ombra. La pianta resiste poco alle temperature rigide e le soglie minime vanno da 2 a 5 gradi in inverno.

Drosanthemum hispidum

Regina dei balconi del sud, ho scattato le foto dello splendido esemplare che cresce rigoglioso in vaso, nel giardino pugliese della casa in campagna. Ho fatto delle talee (ora sono in Puglia) e proverò a portarlo a Pisa sul mio assolato balcone esposto a sud. Vi mostro le foto e alcuni consigli sulle cure prese dalla rete, è una pianta molto facile. Saluti, Francesco Diliddo

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DSC_0206Drosanthemum hispidum

Il genere Drosanthemum annovera oltre un centinaio di specie succulente originarie del Sud Africa, appartenenti alla famiglia delle Aizoaceae. La più comune nelle coltivazioni di piante ornamentali è la Drosanthemum hispidum: la specie è una sempreverde, con portamento cespuglioso e cadente, ed è conosciuta per questo motivo come “barba di Giove“. Le foglie sono piccole e arrotondate, carnose e talvolta dotate di una rada peluria che si estende fino agli steli. I fiori sono di media grandezza e dotati di numerosi petali distribuiti a raggiera. Ideale sarebbe posizionarla a ridosso di un muro o su un’ampia balconata esposta al sud, in modo tale che i rami possano godere del sole diretto, crescere verso il basso e fiorire durante la bella stagione. Le innaffiature non dovranno mai essere abbondanti, anche nel periodo estivo. Sarà sufficiente una pioggerella artificiale due volte a settimana, avendo cura di inumidire per bene il terreno. In inverno se le temperature scendono sotto lo zero e le gelate improvvise persistono a lungo, è bene coprirla con un telo coprente.