Archive for the ‘Orchidee’ Category

Phalaenopsis mini, terza fioritura

In un anno è già la terza fioritura della mia mini phalaenopsis bianca! Il merito è anche del concime concentrato per orchidee a base di estratti vegetali e microelementi, DeaMAX della società Valagro. Ho cominciato un mese e mezzo fa le concimazioni (ogni 15 giorni) e mi sono davvero trovato bene! Ho regalato alcuni campioni alle mie amiche e colleghe e anche loro ne vedono i benefici. Eccovi la foto e buon pomeriggio. Francesco Diliddo

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Orchidee, nuova sezione

Le orchidee si stanno abituando al davanzale interno della mia finestra, (in realtà doveva essere uno studiolo ma è diventata una serra) così sono arrivato a ben sei esemplari e spero di aumentare la collezione con nuove varietà! A questo proposito ho creato la sezione dedicata, sul questo blog, in maniera da trovare le informazioni che condivido più facilmente. Eccovi la foto e saluti da Pisa, Francesco Diliddo

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Dendrobium nobile (orchidea bamboo)

Vista e presa al supermercato infatti mi ha colpito e incuriosito: è raro che torni a casa senza aver comprato una pianta, quando vado a fare la spesa!
Ho già due orchidee ed è la prima volta che prendo questo genere che, a quanto pare, è più difficile da coltivare rispetto ai phalaenopsis, ma mi piacciono le sfide da pollice verde e appena tornato a casa mi sono messo a studiare, per curarla al meglio.
Ecco a voi la foto e alcuni consigli presi dalla rete, buon fine settimana. Francesco Diliddo

cofIl loro nome deriva dal greco dendro «tronco”, albero e bios «vita» a significare il fatto che sono orchidee epifite.
Sono tutte piante originarie del sud-est asiatico compreso il Nepal, il Bhutan, l’India nord orientale, la Birmania, il Vietman e il Laos.
Hanno la particolarità di perdere le foglie durante il periodo secco e di bassa temperatura che in natura coincide con l’inverno. In questo periodo infatti, non essendoci acqua e temperature sufficienti per crescere, la pianta entra in riposo vegetativo, perde le foglie e quindi risparmia le sue riserve nutritive e vive con le riserve accumulate nei pseudobulbi. Con l’arrivo del caldo e della pioggia ripristina molto velocemente le sue riserve e si prepara alla fioritura e alla produzione del seme: il ciclo colturale è particolare ed è valido anche per gli ibridi derivati. cof
A partire da metà autunno (novembre) e fino a metà inverno (febbraio) vanno tenute come piante da serra fredda con temperature intorno ai 10° C, in un luogo molto luminoso (nei loro ambienti naturali la luce è molto più intensa d’inverno che d’estate) e dando pochissima acqua, giusto il tanto da non farla appassire, nessuna concimazione e un’ottima ventilazione. Per la quantità d’acqua da dare ci si può regolare osservando i fusti: se vediamo che iniziano a raggrinzirsi, bisogna dare un po’ d’acqua, ma molto poca. Tanto più la temperatura è bassa, tanto minore dovrà essere l’acqua. Non appena si formano le gemme a fiore, che coincide in genere con la primavera, si può fare qualche annaffiatura sino al termine della fioritura. Quando anche l’ultimo fiore sarà caduto, sospendere nuovamente le irrigazioni fino a quando non inizieranno a spuntare le radici dai nuovi getti. A quel punto la pianta va riportata in una zona con temperature più alte, e si riprende ad irrigare e concimare regolarmente; in questo periodo possono anche essere portate all’aperto e la luce non deve essere troppo intensa. Per tutta la primavera e fino a metà estate (agosto), le concimazioni devono avere un alto tasso di azoto una volta alla settimana.
Da metà estate (agosto) e fino all’autunno si prosegue con concimi a bassissimo titolo il azoto ed alto titolo di fosforo e potassio una volta alla settimana.Questa alternanza di periodi asciutti e freddi con periodi normali e caldi è fondamentale per la fioritura: infatti la causa prima della non fioritura di questo gruppo di orchidee è appunto la mancanza di questa alternanza. La pianta produrrà dei “keiki” ovvero nuove piantine che una volta sufficientemente grandi, possono essere staccate dalla pianta madre ed essere rinvasate autonomamente. Riepilogando, per coltivare con successo i dendrobium, occorrono due requisiti fondamentali: in primavera – estate molto caldo, molte concimazioni, umidità costante e luce non troppo intensa a cui segue subito dopo un periodo freddo, secco, niente concimazioni e molta luce fino alla fioritura che avverrà alla fine dell’inverno – inizio della primavera. L’orchidea può stare tranquillamente all’aperto durante la bella stagione ma deve essere abituato molto gradatamente infatti tollera il sole diretto una volta sviluppato all’aperto se acclimatato presto in primavera e se la ventilazione è eccellente.
L’umidità durante l’estate deve essere alta, intorno all’ 80% che va via via ridotta mano mano che ci si avvicina all’inverno al 60% fino a sospenderla del tutto in inverno.
Il rinvaso può essere fatto o quando le nuove radici iniziano a svilupparsi o subito dopo la fioritura.

Concimazione orchidee con deaMAX

wp-image-2055787656jpg.jpgLe mie orchidee hanno fiorito per ben due volte e il segreto per farle rifiorire è quello di lasciare il gambo che genererà nuovi fiori!
Le tengo in casa tutto l’anno ed ora mi sembra il caso di concimarle e ringrazio la società Valagro che mi ha inviato una confezione di deaMAX, un concime concentrato per orchidee a base di estratti vegetali e preziosi microelementi: supporta la rifioritura e aiuta a prolungarne la durata.
Si utilizza diluendo il contenuto di un’ampolla (2 ml) in un litro d’acqua e applicare 100 ml della soluzione ottenuta direttamente sulle radici.
La formulazione di deaMAX, concime organo-minerale NPK 5-5-5, è arricchita di preziosi microelementi ed esclusivi estratti vegetali la rendono efficace per fioriture durature e rigogliose per orchidee fantastiche tutto l’anno.
Ecco le foto delle mie orchidee (ultima fioritura) e presto pubblicherò le nuove fioriture.
Saluti, Francesco Diliddo

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Strenna natalizia

Con grande sorpresa ho ricevuto un graditissimo dono dall’azienda Valagro, che produce fertilizzanti: un pacchetto molto bello dedicato al mondo delle orchidee, con uno specifico prodotto che utilizzerò  per i miei esemplari! Appena rifioriscono pubblicherò le foto. Buone Feste, Francesco Diliddo

Vi giro il LinkedIn al loro sito http://www.onegiardinaggio.com

Orchidea Phalaenopsis

Appena l’ho vista non ho resistito, ho anche preso il sottovaso contenitore giallo e sistemato sul fondo un pò di argilla espansa per mantenere l’umidità. Ecco le foto e per i consigli vi rimando al mio articolo precedente (clicca qui). Buona giornata, Francesco Diliddo

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Orchidea Phalaenopsis mini fiore

La mia prima orchidea, regalo di San Valentino, mini fiore bianco elegantissimo: una graditissima sorpresa arrivata a lavoro! Oggi l’ho sistemata in un vaso di vetro, sul cui fondo ho messo argilla espansa per assicurarle l’umidità di cui ha bisogno.
Ecco la foto e alcuni consigli presi dalla rete. Saluti, Francesco Diliddo

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L’orchidea più diffusa e conosciuta al mondo è originaria delle Indie orientali, dell’Indonesia, delle Filippine e dell’Australia.
E’ una pianta epifita formata da 2-6 foglie grandi, carnose e coriacee di colore verde molto intenso ed in molte specie brillante, disposte in maniera molto ravvicinata tra loro. Le foglie sono fondamentali per la vita della pianta in quanto sono l’unico organo di immagazzinamento dell’acqua, non possedendo pseudobulbi.
Le radici della Phalenopsis sono molto numerose, grosse, ramificate e con grazie ad esse aderisce tenacemente al substrato. Le phalaenopsis amano il caldo e le temperature ottimali sono tra i 23-24°C come temperatura massima e 16-17°C come temperatura minima. Possono tollerare anche temperature più elevate, fino a 35°C purchè dispongano di un buon ombreggiamento, un’ ottima umidità e ventilazione. Amano gli ambienti arieggiati ma attenzione alle correnti d’aria che non sono gradite. Ha bisogno di luce abbondante ma non diretta. La causa principale della non fioritura di questa pianta è la mancanza di luce.
Preferiscono avere le radici costantemente umide è pertanto opportuno annaffiature durante l’estate due volte la settimana e durante l’inverno, una volta la settimana. Ovviamente le situazioni variano da caso a caso. Facciamo un esempio : se l’orchidea Phalenopsis è piccola e quindi si trova in un vaso di piccole dimensioni, il substrato tenderà ad asciugarsi molto velocemente e quindi in questo caso le bagnature dovranno essere più frequenti rispetto ad una pianta che si trova in un vaso grande. Un altro esempio è in relazione al tipo di substrato: se si usa bark invece che osmunda , oppure se la pianta è coltivate in zattere si annaffierà più frequentemente.
E’ consigliabile annaffiare la mattina, per permettere alle foglie di essere asciutte la sera e stare attenti che l’acqua non ristagni tra gli interstizi delle foglie.
In considerazione del fatto che l’ambiente ottimale per questa orchidea deve avere una umidità intorno al 70% occorre organizzarsi per raggiungere questo obiettivo.
Per riuscire ad avvicinarsi a questo, possiamo sistemare il vaso che contiene la pianta sopra un recipiente, nel quale si sistema dell’argilla espansa nel quale sarà presente sempre un po’ d’acqua. In questo modo le radici della Phalenopsis non entreranno a contatto con l’acqua che evaporando garantirà un microclima umido.
Un altro accorgimento consiste nello spruzzare una volta al giorno, la mattina, le foglie con acqua non calcarea, meglio se demineralizzata.
Come tutte le orchidee poiché per lo più si trovano su di un materiale inerte, gli elementi nutritivi devono essere apportati con la concimazione.
La Phalenopsis va concimata ogni 15 giorni in primavera con più azoto per la ripresa vegetativa, mentre in autunno, per favorire l’induzione a fiore, assieme allo sbalzo di temperatura, occorre somministrare un concime con una maggiore concentrazione di fosforo e di potassio.
Le Phalaenopsis, se trovano le condizioni ottimali di luce, umidità e temperatura sono molto generose nella fioritura dando degli splendidi rami fioriti e possono fiorire anche due, tre volte l’anno con fioriture molto persistenti di parecchie settimane.
Per stimolare la Phalaenopsis a fiorire, occorre farle sentire un leggero sbalzo termico. Infatti una temperatura notturna costante di circa 16° C per un periodo di due settimane, stimola l’induzione a fiore.