Archive for the ‘Piante da interno’ Category

Tillandsia caput medusae

Nelle ampolle in vetro appese al muro avevo sperimentato (sbagliando) le mini orchidee, ma non avevo garantito la giusta aerazione alle radici, così le ho rinvasate nell’apposito contenitore. Passeggiando per “Pisa in fiore” ho trovato un rivenditore specializzato in tillandsie e ne ho prese due: sono perfette per questa sistemazione! Una pianta semplicissima che si nutre prendendo l’umidità dall’aria, quindi è ideale per decorare un bagno luminoso oppure bisogna vaporizzarla almeno una volta a settimana. Ecco le fotografie ed alcuni consigli e curiosità dalla rete. Saluti, Francesco Diliddo

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Originarie del sud America, appartengono alla grande famiglia delle Bromeliaceae e trattasi di piante epifite quindi particolarmente adatte per essere coltivate su pezzi di legno o altri supporti inerti. La particolarità che le permette di vivere come piante epifite è la presenza di particolari peli (tricomi) a forma di squame che riescono a trattenere l’umidità dell’aria ed incanalare sia l’acqua che gli elementi nutrivi in essa disciolti, ai tessuti. In pratica funzionano come delle vere e proprie pompe di nutrimento. Un altro modo che hanno per procurarsi il nutrimento necessario alla loro sopravvivenza è grazie alla presenza di batteri azotofissatori che si trovano sulla pianta e che garantiscono alla pianta una buona scorta di azoto.
Non sono piante difficili da coltivare se vengono rispettate le loro esigenze colturali.
Sono piante che non amano la luce diretta del sole, che potrebbe bruciare le foglie, e possono essere allevate anche a temperature superiori ai 27° C mentre d’inverno non devono scendere sotto i 10° C. cof
Durante la bella stagione la tillandsia vi ringrazierà se la portate all’aperto ma all’ombra.
Nelle zone dove la temperatura non scende sotto i valori indicati, la pianta può essere allevata tranquillamente all’aperto, ancorata a qualche albero ed in posizione ombreggiata.
Sono piante che richiedono un ambiente umido per cui occorre, soprattutto durante la stagione estiva effettuare delle regolari spruzzature. Una cosa molto importante è che non amano il calcare, per cui o si usa dell’acqua demineralizzata o acqua piovana oppure si può bollire l’acqua. Attenzione però a non eccedere con le spruzzature soprattutto d’inverno: meglio un po’ d’acqua in meno che in più. Per le piante allevate all’aperto, nei periodi delle pioggie non hanno bisogno di nessuna cura, ci pensa madre natura.

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Saintpaulia (violetta africana)

Eccole in fiore da mesi, ho trovato la giusta posizione! Le mie regole per  la riuscita di queste piante sono: nessun rinvaso (i due esemplari rinvasati sono morti dopo poco), esposizione con molta luce, senza sole diretto, sotto una finestra senza correnti d’aria. Ho utilizzato un sottovaso alto, riempito di argilla espansa e le annaffio mettendo l’acqua (1 volta a settimana o 10 giorni) nel sottovaso! Ecco i risultati, una fioritura continua tutto l’anno. Buona giornata, Francesco Diliddo

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Chlorophytum comosum 2016

Mi è stata regalata una piccola pianta di “nastrino”, sono i piccoli esemplari laterali che produce sui rami dopo la fioritura. Chlorophytumpiantine

Li ho messi in acqua per due settimane e hanno sviluppato velocemente le radici, ho diviso il gruppetto in tre piante ed oggi li ho messi a dimora: la pioggerellina sta pensando alla prima annaffiatura.

Ecco la foto e per i consigli cliccate qui.

Buon giornata, Francesco Diliddo

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Saintpaulia ionantha

Ecco il nuovo esemplare, affiancato alla saintpaulia dal fiore bianco trovata nella nuova casa a novembre! Dopo la fotografia scrivo alcuni consigli presi dalla rete. Saluti, Francesco Diliddo

Saintpaulia violetta

Le violette africane sono delle piccole perenni sempreverdi, originarie delle zone montuose tropicali della Tanzania e del Kenya.
Per tutto l’arco dell’anno, tra le foglie al centro della rosetta, si ergono sottili fusti carnosi, che portano alcuni fiori a cinque petali, con al centro le tipiche antere gialle.
La Saintpaulia ionantha è la specie più diffusa, con foglie ricoperte da una sottile peluria e di colore scuro sulla pagina superiore, con la pagina inferiore porpora. Ne esistono decine di ibridi, molto coltivati come piante da appartamento.
Sono molto diffuse, da svariati decenni, grazie al fatto che la loro fioritura è continua per molti mesi all’anno, e occupano poco spazio: una pianta adulta può tranquillamente restare in un vasetto di diametro 20 cm, circa. In natura vivono in zone collinari, nel sottobosco, caratterizzate da una alta umidità ambientale. Il segreto per mantenere una saintpaulia sempre sana e piena di fiori sta appunto nelle annaffiature; queste piante hanno foglie carnose, che possono sopportare brevi periodi di siccità, ma se attendiamo troppo ad annaffiarle le fogli e si afflosciano rapidamente. Risulta quindi importante annaffiare con regolarità, cercando di mantenere il terreno sempre umido, ma non saturo di acqua. Il terreno sarà ricco e soffice, costituito da terriccio universale mescolato con poca torba di sfagno o terriccio di foglie, in modo che sia in grado di trattenere leggermente l’umidità delle annaffiature. Le saintpaulie gradiscono anche una buona umidità ambientale, che è abbastanza difficile da mantenere, in quanto non è opportuno vaporizzare il foglieme; risulta quindi assai utile posizionare i vasetti all’interno di portavasi leggermente più grandi, dove si possa mantenere della ghiaia, o della argilla espansa, sempre ben bagnata, in modo che lasci evaporare una buona quantità di umidità. Queste piante non amano la luce solare diretta, che oltre ad asciugare rapidamente il terreno, tende anche a provocare vistose scottature sulle foglie. Le saintpaulie non amano molto venire rinvasate, quindi questa operazione si effettua ogni due o tre anni, in autunno, e generalmente un pianta riinvasata impiega alcuni mesi prima di ricominciare a fiorire.

Saintpaulia fiore bianco

La mia violetta africana storica dopo 5 anni ha smesso di vivere! Mi ha regalato grandiose fioriture per anni! Arrivato a casa nuova (assenza causa trasloco) ho trovato un esemplare mal ridotto sul balcone che subito ho coccolato e spostato in cucina. Prendeva tanta acqua sul balcone ed ora sarebbe freddo. Ecco le foto. Francesco Diliddoimage image

Articolo su Viversani e belli

Con molta emozione arriva un messaggio sulla pagina facebook da parte di Laura de Laurentiis, mi scrive che hanno pubblicato un articolo sul numero in edicola della rivista settimanale “Viversani e belli” (numero 13 a pagina 10).

Sono davvero contento e soddisfatto! Buona giornata Francesco Diliddo

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Ficus retusa

Un regalo del 2009 dalla collega di lavoro, è qui sul mio pianerottolo da 5 anni, rinvasato tre anni fa in un comune vaso di terracotta, mai potato. Sono un grande amante delle piante e la tecnica bonsai la trovo troppo artificiale, per questo lo coltivo “all’inglese” in maniera naturale e oggi ho fatto una leggera potatura “verde”. Di seguito le foto (prima e dopo) del mio unico bonsai e alcuni consigli. Francesco Diliddo

ficus retusa prima

ficus retusa dopo
E’ una specie di Ficus tropicale, appartenente alla famiglia delle Moraceae, che per tradizione viene coltivata a bonsai, essendo resistente, di facile adattamento alle condizioni interne di un appartamento. La pianta è molto malleabile e di facile mantenimento infatti può restare chiusa per tutto l’anno in casa o in serra riscaldata, a condizione che sia garantito un clima umido e luminoso. Anche correnti di aria relativamente fredda possono causare danni estetici all’esemplare.
Necessita di irrigazioni regolari ed abbondanti con acqua possibilmente piovana, ma comunque con basso tenore di calcare e cloro. Si concima con fertilizzanti liquidi per bonsai, da somministrare ogni 10-15 giorni.La concimazione diminuisce solo nei due mesi più freddi (per i Ficus retusa che d’estate rimangono fuori), in quanto l’albero è sempre attivo.
Il composto migliore per un rapido rinvo consiste in: akadama (40%), terriccio (40%) e sabbia (20%). Dopo il rinvaso, si deve vaporizzare molto il fogliame per aiutare a ricostruire le riserve dell’albero.
In generale, i Ficus sopportano con facilità la potatura drastica e rigettano anche dal legno vecchio. Se il Ficus cresce sano, due volte all’anno si eliminano i rami che si sviluppano verso il basso, verso l’interno del tronco, quelli che nascono sotto la base di un altro ramo, quelli contrapposti o paralleli (uno dei due va tagliato) e quelli che s’incrociano.
Uno spruzzo di acqua sulla ferita promuove la coagulazione del lattice. Il vaso deve essere abbastanza capiente per contenere le radici (di circa 2 centimetri più grande del precedente), può essere di qualsiasi materiale (meglio il gres), di qualsiasi forma, di qualsiasi colore e con vari ornamenti, anche se è preferibile quello rettangolare, ovale o rotondo, sia esso smaltato o normale. L’altezza varia da esemplare a esemplare.
Essendo una pianta tropicale ha bisogno di umidità, quindi in appartamento ed in serra è bene mantenere il sottovaso con acqua e sassolini per favorire la formazione di un microclima umido attorno alla pianta in inverno ed estate. Tra un’annaffiatura e l’altra attendere che il sottovaso si sia completamente asciugato.
In estate vaporizzare spesso la chioma, essa resiste bene in pieno sole tranne che nei mesi caldi di luglio e agosto.