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Guzmania lingulata.

L’inverno scorso insieme con le orchidee ho inaugurato la composizione delle bromeliacee in casa e dei quattro esemplari ne sono rimasti due: l’Aechmea gamosepala che non è ancora fiorita e la Catopsis morreniana che ho ottenuto dalla pianta madre (morta naturalmente dopo la fioritura), facendo radicare il pollone alla base. Quest’anno ho aggiunto la Guzmania lingulata di piccole dimensioni ma molto decorativa. Le bromeliacee sono di facile coltivazione ma terminata la lunga fioritura è destinata a perire (è assolutamente naturale, come l’Agave) ma se siamo fortunati e le diamo le giuste cure, nasceranno dei polloni alla base, dai quali ottenere nuove piante! Di seguito vi scrivo i miei consigli per la coltivazione e buona giornata, Francesco Diliddo.

Curiosità e consigli per le cure della Guzmania lingulata

La Guzmania lingulata chiamata anche “stella scarlatta” è una specie di pianta da fiore della famiglia delle Bromeliacee, sottofamiglia Tillandsioidee. È una pianta sempreverde, perenne, epifita originaria degli habitat della foresta pluviale dell’America centrale e meridionale. La parola latina lingulata significa “a forma di lingua” e il fogliame si sviluppa in una rosetta basale a forma di stella culminante in un’infiorescenza brattea arancione e rossa. È tra i tipi di bromelia più comunemente coltivati, con cultivar che producono fiori nei toni del marrone, rosso, arancione, giallo o rosa.
La Guzmania è di facile coltivazione ma bisogna rispettare le sue esigenze, annaffiandola correttamente (una giusta dose di umidità del terriccio che non deve essere inzuppato) dandole una buona dose di luce, ma non ai raggi diretti del sole. L’intensità del colore del fogliame rispecchierà il bisogno di luce: se la luce è troppa il verde schiarisce, se è poca al contrario scurisce.
La temperatura ideale oscilla tra i 15-20° C, quindi la temperatura degli appartamenti va bene; può accettare temperature più alte, ma non tollera temperature più basse.
Come posizione la Guzmania lingulata richiede circolazione d’aria ma non tollera le correnti. È importante evitare i ristagni idrici nel sottovaso che possono far marcire le radici. Per questo motivo le coltivo sopra un sottovaso con poca acqua e argilla espansa che consente di mantenere un ambiente umido attorno alla pianta senza che le radici si inzuppino.
In natura le piante bromeliacee vivono nelle foreste pluviali, con poche radici e prendono acqua dalle piogge e lo accumulano tra le foglie. Per cui l’incavo centrale va tenuto sempre colmo di acqua che non deve però essere calcarea e inoltre l’acqua va cambiata due volte al mese, per evitare marciumi.
Il terreno ideale è composto con torba, sabbia grossolana e corteccia, leggermente acido e si può utilizzare il bark per le orchidee mescolato al terriccio.
Una curiosità delle bromeliacee: quando parliamo di fiore occorre fare distinzione tra il fiore vero e proprio e la brattea (ovvero foglie trasformate che hanno funzionalità di attirare insetti impollinatori e proteggere il vero fiore).
Il fiore è bianco oppure giallo, ha una vita breve mentre le brattee durano anche due mesi. Dopo la fioritura, riprodotti i polloni alla base della pianta principale bisogna avere molta pazienza in quanto hanno bisogno di 3-4 anni prima di fiorire!

Guzmania lingulata con l’Aechmea gamosepala e nel mezzo la piccola Catopsis morreniana.

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