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Crisantemo margherita

È proprio vero il detto “Paese che vai usanze che trovi” applicato al crisantemo. Mi sono state regalate (da una persona speciale), ben quattro piante fiorite di colore diverso e il primo impatto non è stato felicissimo. Poi tolto il pregiudizio e il significato negativo che noi occidentali gli diamo, resta un fiore molto decorativo e di facile coltivazione. Vi scrivo alcune curiosità su questo fiore poco presente sui balconi e nei giardini. Il nome in greco vuol dire “fiore d’oro”: in Corea e in Cina è il fiore dei festeggiamenti.
In Giappone è il fiore nazionale infatti la sua bellezza viene celebrata ogni anno dall’Imperatore che, in occasione della fioritura, apre al pubblico i giardini della Reggia, presentando le più recenti varietà a tutti gli invitati. In Oriente il crisantemo simboleggia la vita e si può trovare in diverse opere d’arte.
Qui in occidente, purtroppo, hanno avuto la sfortuna di sbocciare in ottobre e novembre, e vengono quindi da decenni utilizzati per la festività dei morti. Questa usanza di utilizzare i crisantemi per ornare le tombe dei cari defunti ha reso il significato di questi fiori (solo in Italia) decisamente poco allegro. Ecco le foto e alcuni consigli per le cure. Saluti, Francesco Diliddo

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Il crisantemo è una pianta con fusti rigidi e ramificazioni erette. Le foglie sono aromatiche, ovali, di colore verde-grigiasto scuro di sopra e più chiare sulla parte inferiore. Si possono coltivare in vaso o in piena terra. In inverno è bene che i crisantemi abbiano molta luce in modo da permettere loro una maggiore fioritura. Nei periodi più caldi la pianta abbisogna di almeno qualche ora di luce. I colori sono molto vari ed esistono varietà a fiore singolo o doppio. Se le piante non verranno esposte ad un gelo estremo, rifioriranno ogni anno in autunno. Necessitano molta luce, e alcune ore al giorno anche di sole diretto. Le piante giovani devono essere bagnate più spesso soprattutto durante la fioritura, evitare però di ristagnare l’acqua. Le piante più adulte invece non necessitano di eccessiva acqua, bagnare con regolarità 1-2 volte la settimana: evitare di bagnare le foglie e i fiori. Richiede un terriccio prevalentemente torboso mescolato con sabbia.

Kalanchoe pumila

L’ho scelta per il colore argenteo delle foglie: le crassulaceae sono perfette per dare punti di colore al balcone o in giardino. Da aprile è sempre in fioritura e ancora non l’ho rinvasata e ci penserò a fine inverno prossimo. Anche in fiori hanno una tonalità e delle striature non comuni, ecco le foto e alcuni consigli per le cure; pianta semplicissima.
Saluti, Francesco Diliddo

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Arbusto originario del Madagascar, (sto pensando di collezionare solo piante che crescono in questo Stato), la cui altezza non supera i 50 cm, in genere è in media di 40 cm o più piccola. Prima che la pianta raggiunga il suo massimo vigore sono necessari più o meno 2-5 anni. Le foglie di questa specie sono persistenti: la coltivazione può avvenire in giardino informale, giardino di ghiaia, giardino mediterraneo, vaso, terrazzo, giardino roccioso, prato o in pieno campo.
La Kalanchoe pumila possiede una particolare tolleranza alla siccità. Non richiede quindi di particolari accorgineti in merito all’annaffiatura. Per far crescere la pianta è importante fornirle una collocazione ben riparata.
Concimare una volta al mese e si moltiplica per talea in primavera.

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Sedum hispanicum

Un ricordo di infanzia, cresceva (anche tutt’ora) tra le tegole della casa al piano terra, accanto la casa dei miei nonni materni in Puglia: vedevo queste piccole piantine fiorite in primavera dalla terrazza del nonno. L’ho rivista lo scorso anno tra le tegole esterne oltre il mio balcone pisano, e poi sicuramente è volato qualche semino nel mio vaso con l’agave e l’ho lasciata lì! Cresciuta velocissima sono piantine facilissime e molto resistenti che vivono con pochissima terra arrampicate sulle rocce.
Anche chiamata “borracina glauca” appartiene alla grande famiglia delle crassulaceae, un gruppo di piante succulenti originarie dell’Europa meridionale, del Messico e anche dell’Africa centrale, che comprende un numero molto elevato di specie, circa 450.
Vi mostro la foto e buona giornata, Francesco Diliddo

Sedum hispanicum

Oscularia deltoides

Un ricordo verde di Genova, trovata in un vaso del cortile condominiale della mia cara amica Laura. Ho raccolto a marzo una talea piccolissima che è cresciuta velocissima ed è in fiore! Ho fatto la composizione in un vaso lungo con il mesembriantemo giallo e fucsia: appartengono alla stessa famiglia delle Aizoacee. Vi mostro l’immagine scattata questa mattina e alcuni consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

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L’oscularia deltoides è una pianta arbustiva perenne originaria del continente africano. E’ caratterizzata da fusti ramificati che portano foglie di forma triangolare e di colore verde o azzurrognolo a seconda dell’intensità della luce ricevuta. I fiori sono simili a quelli delle margherite, di colore rosa o arancio, e fanno la propria comparsa nel corso della stagione primaverile, per poi abbellire la pianta fino all’arrivo dell’autunno.
Solitamente si coltiva in vaso, all’interno delle mura domestiche, essendo una pianta poco resistente al freddo intenso della stagione invernale. Nelle zone con inverni miti, invece, si può tentare la coltivazione in piena terra o in balcone, avendo cura di proteggere l’apparato radicale nel periodo più freddo. E’ particolarmente adatta alla coltivazione nei giardini rocciosi, dove si comporterà come una tappezzante, occupando tutto lo spazio a propria disposizione.
Il terreno migliore deve avere un buon drenaggio, si può utilizzare quello per le succulente. La posizione rispetto alla luce può essere in pieno sole o mezza ombra. La pianta resiste poco alle temperature rigide e le soglie minime vanno da 2 a 5 gradi in inverno.

Concimazione piante con MTF Green Flora Bioges

Questa primavera ho avuto la possibilità di provare questi concimi innovativi per il giardinaggio, nel rispetto dell’ambiente, con formule stimolanti per le piante derivanti dalla natura stessa. Il primo è stato l’MTF Green Flora della linea MTF della Bioges: un concime di fondo a lenta cessione grazie alla presenza di pregiati bioattivatori naturali di natura organica. Ho capito subito che si tratta di un concime organico vero, in quanto ha l’odore del letame. Mio padre, agricoltore pugliese, mi ha sempre detto che è il miglior concime, infatti si comprava il letame di mucca (dagli allevatori) con ottimi raccolti nei vigneti di famiglia. Tre settimane fa ho dosato bene questo concime e interrato le piccole quantità nei vasi sul balcone con straordinari risultati!

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Vi mostro le foto dei pelargonium graveolens, che hanno superato un metro di altezza, anche le petunie sono esplose di fiori e la nandina si è sviluppata tanto con molti boccioli.
Quello organico è un concime di fondo e appena migliora il tempo comincerò col concime fogliare (ho comparto un vaporizzatore a spalla da 5 litri) e sperimenterò il Bio Complet della linea Enerdy-Act: un biopromotore che fornisce una sferzata di energia alla pianta. Il formulato è ricco di humus ed estratti vegetali che riattivano anche i microrganismi presenti nel terreno rendendoli maggiormente efficienti e numerosi. L’azione di Bio Complet si esplica anche migliorando la resistenza a stress di varia natura, promuove la crescita e facilita l’assorbimento dei nutrienti dal suolo.
Documenterò il prossimo mese i risultati e per ora sono pienamente soddisfatto, buon Ponte del 1° maggio. Francesco Diliddo

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Gloriosa forzatura bulbi

Questo inverno ho provato a “forzare” i tuberi di gloriosa piantandoli in casa a febbraio (di solito pianto i bulbi sul balcone a fine aprile) e sono subito nati crescendo moltissimo! Il primo fiore ad aprile ma poi, trasferita la pianta in esterno, ha sofferto molto con pochi fiori. Con grande sorpresa i tuberi hanno germogliato (secondo me anticipando di un anno) ed ecco la foto e chissà se vedremo i fiori prima dell’autunno. Saluti,

Francesco Diliddo

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Chlorophytum comosum, luglio 2016

Una crescita miracolosa! Si è ambientato perfettamente al balcone e poi si tratta di una pianta molto semplice da coltivare. Vi mostro le foto di febbraio scorso e come sono ora.

Buon fine settimana, Francesco Diliddo

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