Posts Tagged ‘bulbose’

Gloriosa al massimo splendore

sdr

L’esperienza nel giardinaggio è l’aspetto più importante, ogni pianta ha i suoi bisogni e solo con gli anni possiamo capire la posizione migliore, la concimazione al momento giusto, la frequenza delle annaffiature.
Coltivo i tuberi di gloriosa da 6 anni e quest’anno ho avuto eccezionali risultati: le piante sono alte 170 centimetri! Ho anche un altro vaso con le G. Lutea di colore giallo, che fioriscono più tardi, presto pubblicherò le foto.
La prima regola è un vaso grande e profondo, più spazio hanno i bulbi e maggiori saranno i tuberi per l’anno successivo.
I tuberi li pianto a fine aprile, inizi maggio (la Gloriosa è una tuberosa originaria dei paesi tropicali) a tre-quattro centimetri di profondità e, importantissimo, fornire di una fitta rete o graticcio, dove le piante si arrampicheranno da sole.
Per la composta uso due parti di terriccio preso al negozio di giardinaggio e una di terriccio di campo (la terra dei vigneti di famiglia dalla Puglia!), utilizzando argilla espansa per il drenaggio sul fondo della cassetta.
L’esposizione al sole pieno, anche ad ovest va bene, prediligento il vaso addossato a parete così le piante prendono meno vento.
Nella composta quest’anno ho aggiunto il concime organico MTF Green Flora della Bioges, che comincia a fare i suoi effetti venti giorni dopo, quindi appena le piante iniziano a germogliare hanno un importante apporto di sostanze nutritive.
I risultato sono sorprendenti e ci tenevo a condividere la mia conoscenza.
Buona domenica, Francesco Diliddo

Zantedeschia albomaculata

Elegantissima pianta che ho già trovato sul balcone dopo il trasloco, è molto decorativa con le foglie verde brillante e piccole macchie bianche: i fiori sono di due colori diversi, in un vaso questa di colore avorio, mentre nell’altro di colore rosa tenue.
Per le cure rimando al mio articolo precedente. Buon ponte del 2 giugno, Francesco Diliddo

cof

Bulbose primaverili

Per la festa del papà pubblico altre foto delle mie bulbose in fiore in questi giorni! Buona domenica, Francesco Diliddo

cof

cofcofcofcofcof

VerdeMura, 31 marzo e 1-2 aprile – Lucca

Appuntamento assolutamente imperdibile per gli amanti del giardinaggio! Quando vado nei garden o al mercato, difficilmente trovo piante che possano interessarmi, quindi è un’occasione importante per chi cerca piante meno comuni. Dopo la visita scriverò un articolo per raccontarvi come è andata. Di seguito trovate le informazioni per i visitatori.

VerdeMura

logo verdemura lucca

VerdeMura: la mostra mercato di giardinaggio e del vivere all’aria aperta, è giunta alla sua decima edizione. Una rilassante mostra mercato con oltre 150 espositori dislocati lungo uno dei tratti più suggestivi delle mura, un invito a passeggiare a contatto con la storia e il tessuto più verde del paesaggio urbano, dalla Piattaforma San Frediano al panoramico baluardo San Martino, passando sotto il castello di Porta Santa Maria che ospita mostre e conversazioni.
Anche quest’anno VerdeMura allestirà la mostra delle camelie della Lucchesia e terrà a battesimo tre nuove camelie create dal vivaio Rhododendron di Andrea Antongiovanni, mentre la camelia ‘Pia Pera’, presentata nel 2016 e dedicata alla scrittrice lucchese venuta a mancare lo scorso luglio, sarà piantata all’orto botanico di Lucca con una cerimonia ufficiale. Si vedranno a VerdeMura tanti salici e si parlerà di loro come tema botanico portante di questa edizione. Nel momento in cui l’attenzione si sposta dalle cortecce lucenti, gialle, arancioni, viola, verde brillante ai “fiori” argentei e alle prime foglioline, i salici rappresentano bene l’ansia di primavera, la resurrezione della natura. Parlare di salici darà modo anche di considerare l’incredibile numero di modi in cui corteccia, foglie, legno, i lunghi rami flessibili si mettono a disposizione dell’uomo, della sua salute, dell’artigianato, dell’alimentazione animale. Salix alba e S. vitellina Pendula
Nuova anche l’attenzione che verrà riservata ai fiori recisi.
Verrà presentata la monografia “Conoscere e coltivare i bucaneve”, che il massimo esperto di questa piccola bulbosa tardo invernale, l’inglese Michael Dale Myers, ha scritto e illustrato.
“Fiori dal terremoto”: ospite d’onore di questa edizione il Parco Nazionale della Majella che presenta la documentazione di quanto si sta svolgendo per la conservazione botanica e la moltiplicazione delle piante autoctone e endemiche del Parco e per la promozione del paesaggio dell’Appennino Centrale così duramente colpito dal terremoto, in unione con gli altri parchi del territorio (Parco Nazionale del Gran Sasso, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e Parco Regionale Sirente Velino). Nel vivaio del parco vengono riprodotte le piante più rare e minacciate che servono per il ripristino degli ecosistemi. Il personale deve badare a tutto: raccogliere i semi in quota, mettere a punto protocolli di coltivazione che non esistono, porre a dimora in natura le nuove piantine, destinare quando possibile le piante eccedenti alla vendita al pubblico perché anche i giardini privati collaborino a conservare un patrimonio di eccezionale importanza. Sulla Majella infatti crescono oltre 2150 tra specie e sottospecie vegetali, ovvero un terzo di tutto il patrimonio floristico italiano.

Gloriosa rothschildiana

gloriosa

Anche questa varietà è in fiore! Per i consigli vi rimando all’articolo precedente.

Buon fine settimana, Francesco Diliddo

Gloriosa sparkling jip

gloriosa sparkling jip

Dopo anni di esperienza con questa bulbosa ho creato la categoria “Gloriosa” nel blog, in maniera tale da fornire più informazioni possibile per le cure.
Bulbosa di orginine tropicale quindi molto sensibile al freddo, ma resistente al vento, grande amante del sole.
Le coltivo da cinque anni con grandi soddisfazioni tutte le estati e per la bella stagione 2016 ho preso la varietà “sparling jip”, di cui vi mostro il fiore.
Innanzitutto consiglio l’acquisto dei tuberi e non della pianta che è molto sensibile al rinvaso e allo spostamento, infatti questo inverno ho “forzato” in casa due tuberi piantandoli a febbraio con ottimi risultati, ma appena ho trasferito sul balcone la pianta a fine aprile si è rovinata!
Quindi i tuberi vanno piantati a fine aprile (quando è terminato il rischio gelate) o agli inizi del mese per chi vive al sud Italia, consiglio il terreno fresco (io aggiungo un pochino di terra di campo che trattiene meglio l’acqua) con un buon drenaggio nei vasi. I bulbi nasceranno dopo dieci giorni e se fa caldo crescono velocemente, fornire dei tutori, si arrampicano da sole! Le mie diventano alte anche due metri. Il mio balcone è esposto a sud, quindi prendono tantissimo sole! Le annaffio una volta a settimana e in caso di ondate di caldo due volte alla settimana! Le concimo col “sangue di bue” ogni due settimane da giugno ad agosto.
Ecco la foto e saluti da Pisa. Francesco Diliddo

 

Hippeastrum vittatum red lion

Eccoli in grande forma i fiori dell’hippeastrum! Ho potuto identificare esattamente l’ibrido sul mio balcone. Le foto e alcuni consigli in allegato. Buon fine settimana, Francesco Diliddo

hippeastrum3hippeastrum2

Il genere Hippeastrum, comprende piante originarie delle regioni tropicali dei Caraibi, Messico e Sud America ed appartengono alla famiglia delle Amayllidaceae.
Molto spesso è nominata con la sua vecchia denominazione “amaryllis” ma è sbagliato in quanto oramai i botanici hanno classificato questa pianta come Hippeastrum.
Il vero Amaryllis in realtà è una specie sudafricana. Sono piante bulbose con il bulbo molto grosso, più o meno sferico e provvisto di tuniche con un colletto molto evidente e radici carnose ramificate. Le foglie sono lineari, lunghe, glabre e di un bel colore verde scuro.
Sono piante caratterizzate dalla produzione di grandi fiori variamente colorati dal bianco, al rosa, al rosso più o meno scuro e più o meno screziati.
I fiori sono inseriti a gruppi di 2/4 nella parte terminale di un lungo stelo fiorale che si origina direttamente dal bulbo. L’Hippeastrum vittatum è uno splendido esemplare di questo genere con fiori molto grandi e larghi fino a 15 cm.
Una cosa molto importante per queste piante per poter vegetare e fiorire è necessario che abbiano un vero periodo di riposo vegetativo di circa due-tre mesi.
Quando iniziano a comparire i primi germogli si aumentano le annaffiature in modo da mantenere il terreno umido. Si iniziano anche le concimazioni ogni 15 giorni utilizzando un concime liquido equamente bilanciato in azoto, fosforo e potassio.
Se piantati all’aperto, finita la stagione i bulbi possono essere disotterrati e conservati per essere trapiantati la primavera successiva.
Si conservano in luoghi bui ed asciutti a temperature intorno ai 5° C nella torba. Questi bulbi daranno delle fioriture più abbondanti rispetto a quelli che sono stati lasciati nel terreno in quanto in questo modo, avranno un vero e proprio periodo di riposo, importantissimo per questa pianta per poter vegetare e fiorire al meglio.