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Pelargonium grandiflorum

I gerani (pelargonium zonale) tradizionali non mi sono mai stati simpatici e invece avendo ereditato (dopo il trasloco) dei pelargonium graveolens, resistenti e generosi mi sono appassionato agli altri generi, escludendo il peltatum (geranio parigino).
Ho scoperto delle varietà con profumi diversi e fiori dalle mille sfumature e l’ultimo arrivato è il geranio imperiale!
Appena rinvasato vi mostro le foto. Buona giornata, Francesco Diliddo

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I fiori, colorati di lilla, rosso, rosa o bianco, sono molto caratteristici, in quanto presentano delle machie di colore sempre più scuro rispetto a quello generale del fiore. In genere sono macchie color porpora molto scuro.
Durante tutta la coltura le piante vanno tenute in ambiente luminoso e poco umido. Per favorire una crescita compatta e ben formata, non si ombreggia in autunno e in inverno.
Dopo il rinvaso l’assorbimento d’acqua delle diverse varietà o anche di singole piante può essere molto diverso; quindi nei primi 15 giorni, l’irrigazione va eseguita con molta cura, evitando di bagnare le piante già umide. In primavera, con l’aumento della luminosità, si aumentano le irrigazioni per evitare stress da siccità.
Si consiglia di asportare le infiorescenze sfiorite sia per questioni di fitosanità sia per stimolare una maggiore emissione di fiori. Richiede un terriccio composto prevalentemente da sostanza organica e la moltiplicazione avviene sia per seme sia per talea: il primo metodo permette di avere nuovi ibridi, mentre per conservare le caratteristiche della pianta madre si ricorre esclusivamente alla talea.

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Crisantemo margherita

È proprio vero il detto “Paese che vai usanze che trovi” applicato al crisantemo. Mi sono state regalate (da una persona speciale), ben quattro piante fiorite di colore diverso e il primo impatto non è stato felicissimo. Poi tolto il pregiudizio e il significato negativo che noi occidentali gli diamo, resta un fiore molto decorativo e di facile coltivazione. Vi scrivo alcune curiosità su questo fiore poco presente sui balconi e nei giardini. Il nome in greco vuol dire “fiore d’oro”: in Corea e in Cina è il fiore dei festeggiamenti.
In Giappone è il fiore nazionale infatti la sua bellezza viene celebrata ogni anno dall’Imperatore che, in occasione della fioritura, apre al pubblico i giardini della Reggia, presentando le più recenti varietà a tutti gli invitati. In Oriente il crisantemo simboleggia la vita e si può trovare in diverse opere d’arte.
Qui in occidente, purtroppo, hanno avuto la sfortuna di sbocciare in ottobre e novembre, e vengono quindi da decenni utilizzati per la festività dei morti. Questa usanza di utilizzare i crisantemi per ornare le tombe dei cari defunti ha reso il significato di questi fiori (solo in Italia) decisamente poco allegro. Ecco le foto e alcuni consigli per le cure. Saluti, Francesco Diliddo

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Il crisantemo è una pianta con fusti rigidi e ramificazioni erette. Le foglie sono aromatiche, ovali, di colore verde-grigiasto scuro di sopra e più chiare sulla parte inferiore. Si possono coltivare in vaso o in piena terra. In inverno è bene che i crisantemi abbiano molta luce in modo da permettere loro una maggiore fioritura. Nei periodi più caldi la pianta abbisogna di almeno qualche ora di luce. I colori sono molto vari ed esistono varietà a fiore singolo o doppio. Se le piante non verranno esposte ad un gelo estremo, rifioriranno ogni anno in autunno. Necessitano molta luce, e alcune ore al giorno anche di sole diretto. Le piante giovani devono essere bagnate più spesso soprattutto durante la fioritura, evitare però di ristagnare l’acqua. Le piante più adulte invece non necessitano di eccessiva acqua, bagnare con regolarità 1-2 volte la settimana: evitare di bagnare le foglie e i fiori. Richiede un terriccio prevalentemente torboso mescolato con sabbia.

Kalanchoe pumila

L’ho scelta per il colore argenteo delle foglie: le crassulaceae sono perfette per dare punti di colore al balcone o in giardino. Da aprile è sempre in fioritura e ancora non l’ho rinvasata e ci penserò a fine inverno prossimo. Anche in fiori hanno una tonalità e delle striature non comuni, ecco le foto e alcuni consigli per le cure; pianta semplicissima.
Saluti, Francesco Diliddo

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Arbusto originario del Madagascar, (sto pensando di collezionare solo piante che crescono in questo Stato), la cui altezza non supera i 50 cm, in genere è in media di 40 cm o più piccola. Prima che la pianta raggiunga il suo massimo vigore sono necessari più o meno 2-5 anni. Le foglie di questa specie sono persistenti: la coltivazione può avvenire in giardino informale, giardino di ghiaia, giardino mediterraneo, vaso, terrazzo, giardino roccioso, prato o in pieno campo.
La Kalanchoe pumila possiede una particolare tolleranza alla siccità. Non richiede quindi di particolari accorgineti in merito all’annaffiatura. Per far crescere la pianta è importante fornirle una collocazione ben riparata.
Concimare una volta al mese e si moltiplica per talea in primavera.

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L’orto sul balcone

I gemelli si compensano in tutto e naturalmente mio fratello Savino, agronomo, ha realizzato da due anni un orto sul balcone pugliese con ottimi risultati. Da oggi affido a lui la sezione del blog “Orto sul balcone” con i suoi consigli.
Vi invito a visitare la pagina facebook del suo progetto 2000eOrto e passo la “scrittura” a lui. A presto, Francesco Diliddo

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A novembre sono tornato a lavorare nella mia vecchia azienda, dopo un’esperienza di tre anni in un’industria di produzione di ortaggi surgelati. Sono tornato a fare il produttore, ossia ad occuparmi delle produzioni in campo dei soci della cooperativa di produzione ortaggi. Abbiamo un vivaio dove produciamo le piantine da dare ai soci e l’occasione é stata ghiotta per produrre in anticipo le piantine da orto per il balcone di casa mia.
Qui il contenitore in cui ho seminato le zucchine, i cetrioli, l’erba cipollina e i peperoncini.


Dopo qualche giorno hanno cominciato a spuntare le prime radichette e le prime foglioline e dopo venti giorni ho aggiunto un paio di tale di rosmarino e questo é il risultato.
Se tutto va bene (tempo permettendo) fra dieci giorni avrò le prima zucchine sul balcone.
Saluti, Savino Diliddo

Salvia officinalis

Tra le erbe aromatiche sul balcone non poteva mancare la salvia: ho trovato una pianta da coltivazione biologica e ho preparato una pasta fresca con burro e qualche foglie della mia piantina. Sapore molto delicato e come tutte le piante aromatiche maggiore è il sole e più aumenta il profumo!
Lo associata nella stessa vaschetta con l’origano, ma le ho separate con un sacchetto in tessuto.  Vi mostro la foto come di consueto e poi alcuni consigli: è una pianta resistente anche per i meno esperti. Saluti, Francesco Diliddo

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La salvia è conosciuta dall’antichità come pianta officinale per le sue presunte proprietà medicamentose, il suo nome scientifico difatti è proprio salvia officinalis, e il termine “salvia” deriva da salvatrix, salubre. Le qualità ad essa attribuite sono antinfiammatorie, digestive, ciccatrizzanti e battericide.
Appartiene alla famiglia delle lamiaceae, la stessa famiglia del timo e della menta: una pianta perenne e sempreverde, di origine mediterranea, rustica e molto semplice da coltivare. Ama il caldo e predilige posizioni soleggiate, non teme la siccità e il gelo invernale, può invece aver problemi se si verificano situazioni di prolungata umidità di terreno o dell’aria. Fresh-picked bunch of flowering sage

Questa pianta aromatica si adatta a ogni tipo di terreno, fedele alle sue origini mediterranee, soffrendo solo ristagni idrici e terre troppo compatte e argillose.

Aloe vera

La mia amica mi ha regalato una piantina ed eccola nel suo vaso: di seguito alcuni consigli pratici direttamente dalla rete.

Francesco Diliddo


L’aloe tollera bene la siccità e difficilmente resiste a temperature inferiori agli 0°; le temperature ideali per la sua crescita si aggirano intorno ai 20/24°.
Il terreno migliore è sabbioso: un fondo di argilla è da porre sul fondo del vaso per consentire il drenaggio.
La moltiplicazione avviene per talea in estate. E’ necessario bagnarle molto in estate e primavera (da marzo a novembre una volta alla settimana, da novembre a marzo una volta al mese).
Si rinvasa ogni anno, in primavera, aumentando via via le dimensioni del vaso. L’aloe non ha un apparato radicale importante, è quindi preferibile scegliere un vaso più largo che profondo e con adeguati fori per il drenaggio.

La coltivazione dell’aloe vera dovrebbe essere organica, per cui durante l’intero processo di coltivazione non si deve usare alcun fertilizzante, pesticida o diserbante chimico.