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Visita Murabilia 2017 – Lucca

Ultimo giorno per questa grandiosa iniziativa dedicata agli amanti del giardinaggio in Toscana a Lucca dal 1° al 3 settembre 2017! Ieri ci sono stato in visita e sono rimasto davvero stupito dall’organizzazione e dalla varietà e qualità di espositori. Il solo fatto di trovare produttori specializzati di ogni genere, dalle orchidee alle carnivore, dalle euphorbie ai semi antichi, dalle aromatiche alle piante tropicali fa capire la qualità dell’evento. Vedere tutte le piante, con un cartellino che riporta il nome scentifico, è sinonimo di qualità e specializzazione. Sono stato bravissimo e ho preso solo 4 piante, ma ne avrei prese molte di più, tantissime varietà mai viste e che difficilmente si trovano in commercio.

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Decine di iniziative molte interessanti e per la XVII edizione Murabilia volge lo sguardo ad Oriente, in particolare alle piante dei nostri giardini che provengono dalla Cina.
Il percorso ben articolato passa anche attraverso il bellissimo orto botanico di Lucca, molto curato e nelle Serre nuove ho apprezzato la mostra “Botalia, omaggio all’arte di ritrarre le piante e i fiori” dedicata all’artista inglese Mary Ann Scott.
Sempre all’orto botanico, ho molto gradito una serie di installazioni, che hanno come protagonista il salice da intreccio, realizzate dall’artista lucchese Emy Petrini. emy petrini murabilia
Vi mostro alcune foto scattate durante la visita e nei prossimi giorni le foto e i consigli sui nuovi acquisti.
Buona domenica, Francesmurabilia2017co Diliddo

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Hoya carnosa (fiore di cera)

Mi hanno regalato due talee di H. carnosa e H. variegata lo scorso anno e stavano in gran forma. Il trasloco è stato tragico per loro, la variegata è morta e la carnosa sto cercando di riprenderla! Nel frattempo mi sono fatto mandare da un’amica altre due talee che sono sotto controllo e cure intense.
E’ la prima esperienza con queste genere di piante e mi sono documentato in rete, così condivido con voi le mie ricerche. Ricordo un esemplare stupendo visto a casa di un conoscente in provincia di Bari, in piena terra in un piccolissimo giardino, pienissimo di fiori profumati! Ecco le foto delle mie talee (la più piccola e la più vecchia) e una foto dei fiori presa dalla rete. Saluti Francesco Diliddo

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Al genere hoya appartengono centinaia di specie e cultivar, tutte originarie dell’Asia meridionale, dell’Australia e della Polinesia; la specie Hoya carnosa è quella più facilmente riscontrabile nei vivai europei: ha fiori bianchi o rosa pallido con centro rosso. I boccioli vengono prodotti per tutto il periodo vegetativo.
Le foglie sono lanceolate, lucide, verde scuro (ci sono anche con foglie variegate nel crema e nel rosa) e può raggiungere in vaso i 2 metri di altezza, crescita molto rapida. Originaria della Cina e del Giappone.
Si tratta di una pianta da appartamento abbastanza vigorosa, che in estate può essere coltivata senza problemi sul terrazzo; ha portamento rampicante o strisciante, e può raggiungere anche alcuni metri di lunghezza, ha bisogno di un graticcio a cui aggrapparsi.
Dalla primavera fino a fine estate produce grandi infiorescenze ad ombrello, pendule, costituite da piccoli fiori cerosi, a stella, bianchi con centro rosso o rosa.
Esistono centinaia di specie di hoya con fiori diversi, da quelli minuscoli fino a quelli che hanno qualche cm di diametro; alcune infiorescenze sono completamente sferiche, alcune speci producono fiori singoli. Ciò che accomuna tutti i fiori delle hoya è l’intenso profumo che emanano.
Le infiorescenze vengono prodotte su piccoli peduncoli, che si sviluppano all’ascella fogliare; il peduncolo, una volta appassita la prima infiorescenza, si sviluppa ulteriormente per produrre una nuova infiorescenza, come avviene ad esempio per le phalaenopsis; per questo motivo è importante evitare di asportare i peduncoli quando si rimuovono i fiori appassiti.
Il rinvaso è consigliato ogni 2-3 anni, ma evitando di sostituire il contenitore con uno eccessivamente grande. E’ possibile coltivarla in giardino, ma solo in zone con inverni particolarmente miti, e comunque in luogo riparato, poichè temperature inferiori agli 8-10° C possono danneggiare la pianta.
Il terriccio deve essere ricco e sciolto, mescolato a poca pietra pomice per migliorare il drenaggio.  Richiede un luogo molto ben luminoso, lontano dai raggi solari diretti, ma dove la pianta possa godere di una buona quantità di luce solare filtrata, per almeno alcune ore ogni giorno. In casa è bene porle nei pressi di una finestra a Sud o Ovest. All’aperto gradiranno, specie nelle ore centrali della giornata, un’ombra leggera creata da alberi
a foglia caduca o pergolati. Da marzo a settembre annaffiamo con regolarità, controllando con le dita che il terreno si sia asciugato prima di annaffiare ulteriormente; concimare ogni 12-15 giorni. Nei mesi freddi diradiamo le annaffiature, visto che la pianta, in riposo vegetativo, sopporta senza problemi la siccità.

Ficus Benjamina “Golden King”

Il mio esemplare (foto di seguito) ha ben 6 anni ed era una micro pianta quando l’ho comprato!
E’ cresciuto per anni sul luminoso pianerottolo di casa e questa estate ho provato a metterlo sul balcone (prende qualche raggio di sole) ed è diventato bellissimo!
Buona giornata. Francesco Diliddo

FICUS BENJAMIN

Il ficus Benjamina trae la sua origine nelle zone tropicali dell’Asia ma è molto diffuso anche in India, Cina meridionale, Malaysia, Filippine, nord Australia e in alcune isole del Pacifico meridionale; è una pianta perenne sempreverde. Appartiene alla famiglia delle Moraceae, è un albero che può raggiungere i 30 metri di altezza.
È inoltre caratterizzato da interessanti radici aeree che servono per distribuire il peso della chioma. In Europa è molto utilizzata come pianta d’appartamento.

In genere il ficus Benjamino va rinvasato nel periodo primaverile: il terriccio adatto per questo tipo di pianta deve essere soffice, a carattere poroso, un po’ acido e con un buon drenaggio perché anche il ficus teme i ristagni idrici; per evitare questo si potranno mettere, ad esempio, dei pezzi di vasi di terracotta rotti, garantiranno la rapida uscita dell’acqua eccedente. Il ficus Benjamino ama gli ambienti caldi e luminosi e può sopportare anche temperature di trenta gradi, nel periodo estivo sarebbe meglio posizionare il nostro ficus all’esterno in un luogo ricco di ombra ma, attenzione, non soggetto a correnti d’aria.

La riproduzione del ficus Benjamino avviene per talea (apicale o fogliare con parte del fusto) o per margotta.

Il ficus Benjamino va concimato ogni due settimane nel periodo primaverile-estivo e ogni due mesi in quello autunnale-invernale. Il concime dovrà essere liquido e mescolato all’acqua d’innaffiatura. Per quanto riguarda le innaffiature, esse dovrebbero essere maggiori in estate, circa due volte alla settimana e minori durante il periodo invernale.

La potatura del ficus Benjamin si effettua nel periodo primaverile e si rende necessaria per contenere lo sviluppo della chioma e renderlo più ordinato ed armonioso, riguardo ai rami di grandi dimensioni, sarebbe opportuno procedere alla loro potatura durante il periodo invernale, perché durante questo periodo la sostanza lattiginosa prodotta dalla
pianta è in quantità minore. Se si procederà solo con l’eliminazione di germogli appena nati allora si parlerà di cimatura. La cimatura si effettua per permettere alla pianta di svilupparsi in modo più compatto e di avere una chioma più fitta.

È opportuno ricordarsi di ruotare periodicamente la pianta verso la fonte di luce in maniera che la chioma possa crescere uniformemente. Nella bella stagione possiamo spostare la pianta all’esterno, ma dobbiamo sempre tenere presente questa sua esigenza. Sarà quindi ottimo posizionarla in una zona dove la luce venga leggermente filtrata.

Wisteria sinensis (glicine)

E’ la regina della primavera con la sua generosa fioritura dal profumo inebriante, è tipica del giardina all’italiana.

Pianta rampicante della famiglia delle Fabaceae è molto usata come specie ornamentale. E’ originaria della Cina, è una pianta arbustiva rampicante, rustica e vigorosa, con apparato radicale robusto che si espande facilmente, fusti volubili, che raggiungono i 10–20 metri di altezza a seconda del sostegno.
 
Desidera posizioni soleggiate, con terreno profondo e fresco, argilloso e ricco di elementi nutritivi. Si adatta comunque a qualunque tipo di terreno esclusi quelli calcarei. Annafiature moderate, per ottenere forme compatte e fioriture raccolte; è necessario effettuare ogni anno prima della ripresa vegetativa una potatura ‘a sperone’, tagliando cioè le cacciate di 1 anno, lasciando solo alcune gemme. È prevista anche una potatura verde estiva per alcune specie.

Il metodo più facile per moltiplicare i glicini è la propaggine. In marzo-aprile interrate, sotto 15 cm di terra soffice, un ramo per un piccolo tratto a circa metà della sua lunghezza, mentre è ancora attaccato alla pianta. Lo reciderete in autunno, solo quando la parte interrata avrà emesso le radici.
I glicini si propagano anche per semina, in marzo-aprile, ma le piante così ottenute iniziano a fiorire dopo molti anni e in maniera poco soddisfacente.  I vivaisti specializzati praticano anche la moltiplicazione per talea erbacea in agosto o per innesto sulle radici di Wisteria sinensis, in marzo.

Francesco Diliddo

glicine

Koelreuteria Panicolata

Come ogni mio viaggio mi porto un ricordo botanico e così ho raccolto i semi di questo albero e vi farò sapere! Di seguito la scheda dell’arbusto.

Francesco Diliddo

   Albero di medie dimensioni, a foglie caduche, originario della Cina, Corea e Giappone. Ha tronco eretto, spesso multiplo, e sviluppa una densa chioma, disordinata negli esemplari giovani, tondeggiante negli alberi adulti; la corteccia è di colore marrone chiaro, generalmente solcata da rughe poco profonde; le foglie costituite da 7-15 foglioline ovali, con margine seghettato, di colore verde scuro, divengono gialle in autunno, prima di cadere; le foglie nuove
in primavera hanno un colore bronzeo. Tra agosto e settembre produce vistosissimi racemi penduli, a forma di pannocchie, costituiti da brattee di colore rosso porpora, tra cui sbocciano piccoli fiori candidi; durante i primi mesi autunnali ai fiori fanno seguito i frutti, capsule marroni, simili a piccole lanterne, dalla consistenza cartacea, che contengono alcuni semi scuri. Albero a crescita abbastanza rapida, raggiunge negli anni i quindici metri di altezza.

Si coltivano in posizione ben soleggiata, pur sopportando bene le posizioni semiombreggiate; in genere gli esemplari adulti non temono il freddo, ma è bene porre a dimora gli alberi molto giovani in luogo riparato dal vento. La resistenza all’inquinamento atmosferico rende questi alberi molto adatti per i parchi cittadini.

In genere si accontentano delle piogge ma se posti a dimora in primavera è consigliabile annaffiare sporadicamente gli alberi di nuovo impianto, soprattutto se di dimensioni contenute. In autunno ed in primavera mescolare alla terra alla base del fusto del concime organico ben maturo.
 
Prediligono terreni sciolti, molto ben drenati, profondi e ricchi di humus; effettivamente però la koelreuteria si adatta a qualsiasi tipo di terreno, anche alla comune terra da giardino. Si propaga per seme, in primavera.