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Euphorbia capsaintemariensis

Una nuova euphorbia per la mia mini collezione, come sempre mi sto documentando e si trovano solo articoli in inglese su questa specie. Traduco le informazioni trovate e le scrivo di seguito. Saluti, Francesco Diliddo

Euphorbia cap-saintemariensis

L’Euphorbia capsaintemariensis ha una distribuzione molto limitata proveniente dalla riserva di Cap Sainte Marie sulla punta meridionale dell’isola del Madagascar.
Sono particolarmente attratto dalle piante originarie di quest’isola e il mio sogno è quello di andarci.
In natura questa specie si trova su una piccolissima estensione e cresce in una zona ventosa tra le fessure della roccia, completamente al sole o all’ombra. E’ una pianta molto insolita ma è facile da coltivare in un piccolo vaso per bonsai: forma un fitto tappeto aggrovigliato di rami che si sviluppa in pochi anni.
Utilizzare un terriccio sciolto molto drenante composto principalmente di materiale organico da rinvasare ogni 2-4 anni.
Per le concimazioni è consigliabile l’uso di un prodotto specifico per cactacee.
Durante la stagione estiva la pianta ha bisogno di una buona quantità di acqua e anche in inverno il suo terreno dovrebbe mai completamente asciugarsi.
Amano molto la luce diretta del sole, evitando le ore più calde della giornata: il colore di questa pianta è molto più accentuato se coltivate in pieno sole.
La temperatura ideale in estate è di circa 25° C mentre in inverno sopra i 15° C. Possono crescere sia in vaso e in piena terra in zone con clima mite,
ma possono anche essere coltivate in ambienti chiusi.
Come altre euphorbia ha la linfa velenoso se ingerita ed è molto irritante per la pelle e gli occhi.
Propagazione per talea.

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Euphorbie crescono

Le mie prime euphorbie le comprai (per caso) nel 2011 e di strada ne hanno fatta! Queste piccoline mi hanno fatto appassionare del genere e credo di averne 15 specie diverse!

Ecco le foto che mostro con orgoglio. Francesco Diliddo

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“FloraFirenze” Mostra Spettacolo di Piante e Fiori. Firenze 30 Aprile – 11 Maggio 2015

Evento imperdibile per i pollici verdi e non presso il “Parco “Le Cascine” di Firenze.

La Natura diventa Arte: Florovivaismo, Design Floreale, Land Art, cultura del paesaggio e grande mercato finale.

Nel meraviglioso contesto naturale del Parco “Le Cascine” di Firenze, un percorso di 5 Km articolato su 120.000 mq stupirà il visitatore con giardini e ambienti naturali ricreati attraverso la messa in opera di eccellenze assolute del florovivaismo. In uno scenario spettacolare ricco di creatività tecnica e cultura storica, 400 aziende e milioni di piante faranno di FloraFirenze un’esperienza sensoriale ed emotiva magica e irripetibile.

Firenze, culla del Giardino all’Italiana, espressione sublime di un ideale filosofico nel rapporto uomo-natura, nei secoli ha coltivato la sua vocazione di madre di ogni espressione estetica volta a piegare gentilmente la natura al buono e al bello. Nel maggio del 1887 Firenze inaugurò la prima vera manifestazione in cui arte visuale e florovivaismo vennero celebrate insieme, come unica e organica espressione di bellezza. Per iniziativa della Società Toscana di Orticultura, costola della
prestigiosa Accademia dei Georgofili, partner di FloraFirenze, migliaia di piante rare e all’epoca oltremodo esotiche, vennero esposte insieme ai maggiori artisti del momento, quali Telemaco Signorini, Giovanni Fattori e Giovanni Segantini. La mostra, variamente declinata, venne ripetuta nel 1911 e nel 1931.

Lo spirito ‘spettacolare’ di FloraFirenze è ben descritto dal suo ideatore, l’Architetto Ricchetti, per anni mente creativa di alcune edizioni di EuroFlora, storica floralies internazionale della Fiera di Genova. Il percorso di FloraFirenze alternerà aree aperte, come quella dedicata alla Land Art o al Golf, ad aree coperte in speciali padiglioni pensati appositamente per la ricostruzione di microclimi adatti a conservare al meglio i giardini qui presentati: con una superficie di 130 per 50 metri, in totale assenza di pilastri centrali, la principale area coperta di FloraFirenze competerà con le più innovative e monumentali strutture di questo genere in tutto il mondo.
Il Tropico, il Deserto, il Giardino Sardo, l’Arte dei Bonsai, il Giardino all’Italiana, il Mediterraneo, il Padiglione Collezioni, quello dedicato al Matrimonio saranno fra i temi di maggiore impatto architettonico, artistico e scenografico del lunghissimo percorso.

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Il percorso e le aree tematiche
PADIGLIONE DELLE COLLEZIONI: Agrumi di Oscar Tintori e Rose Barni
L’arte di collezionare rarità botaniche nacque proprio alla corte dei Medici nel pieno del Rinascimento Italiano, quando si affermò la moda di raccogliere e coltivare le varietà più rare e bizzarre soprattutto di agrumi e da qui poi conquistò tutte le grandi corti europee. È dunque naturale che il percorso si apra con l’Hesperidarium di Oscar Tintori, importante museo vivente di rari e scenografici agrumi, fra cui molte varietà storiche, recuperate in generazioni di meticolosa ricerca, nonché alcune rarissime sorprese di vero valore filologico, come la curiosa “Bizzarria de’ Medici”.
La collezione privata di Rose Barni completerà il Padiglione Collezioni: Rose Barni dal 1882 Rose d’Autore è azienda famigliare specializzata nella ricerca e coltivazione delle varietà più stupefacenti di rose, nella paziente ricerca storica di esemplari dimenticati e nel continuo impegno nell’innovazione attraverso innesti ed esperimenti di grande effetto e frutto di rara sapienza. L’effetto scenografico dei meravigliosi e rarissimi esemplari esposti singolarmente o in
complesse combinazioni, sarà assoluto.

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IL GIARDINO ALL’ITALIANA: i visitatori godranno l’armonia architettonica, la precisione del disegno delle siepi di bosso perfettamente intagliate come marmo, esaltate nel contrasto cromatico tra il verde scuro del fogliame e il candore dei viottoli, la disposizione impeccabile dei fiori e l’armonia dei prati disposti in panneggi. La pura esaltazione di classicità ed eleganza della migliore italianità.

L’AMBIENTE DEI LAGHI: vero cuore e germoglio teatrale del percorso, esibirà al centro una monumentale fontana di 15 metri di altezza per 20 metri di raggio, con una portata di 80 metri cubi di acqua al secondo, percorsa da tunnel vetrati che consentiranno ai visitatori, entrando in un ambiente tropicale, di vivere in ogni dimensione la spettacolare esperienza del mondo sospeso della giungla tropicale. In essa si alterneranno felci arboree, liane, orchidee e tillandsie di ogni foggia
e colore, in un trionfo di potenti suggestioni accompagnate dal fragoroso suono della cascata.

IL DESERTO: l’azienda ligure CactusMania e le siciliane Zichitella e Vivai Cuba saranno responsabili dello spettacolare spazio dedicato al giardino esotico, vera riproduzione di un deserto idealizzato da un elegante pensiero architettonico e popolato di straordinarie e rarissime varietà di cactee di ogni misura, succulente, caudiciformis, crestate e rare piante da collezione.

IL GIARDINO BAROCCO: “Il Fin La Maraviglia”. Quella del Marino rimane la migliore definizione della poetica del Barocco, anche nell’architettura del verde che da giardino diventa vero e proprio ‘parco’, un luogo aperto, che evochi il mistero dell’infinito, ricco di sorprese, un luogo magico, fiabesco che vuole stupire, incantare con soluzioni sempre più originali e inattese; un luogo colto, studiatissimo ma perfettamente adatto a rapire il cuore di un bambino.

GIARDINO BONSAI: Nell’area saranno presenti i principali produttori di Bonsai Italiani tra cui lo storico florovivaista Franchi specializzato in rarissimi bonsai centenari raccolti nel suo prezioso Museo. Pezzi unici, di incredibile valore e bellezza, coroneranno una scenografia semplice e di grande impatto.

PADIGLIONE MATRIMONI: il Padiglione ospiterà una mostra permanente dedicata alla storia del decòr della cerimonia par excellence, dalle nozze di Teodorico Re degli Ostrogoti fino a quelle di Grace Kelly, e verrà animato da molti eventi ambientati in un vero e proprio anfiteatro, fra cui l’appuntamento italiano più importante per il Flower Design: la Coppa Italia di FederFiori, Federazione Nazionale dei fioristi italiani aderente a Confcommercio, il cui vincitore porterà in Europa la
nostra eccellenza durante la seguente Coppa Europea.

CH0546IL BOSCO DELL’ARTE: 15 artisti di Land Art a Firenze
La lunga camminata di cinque chilometri attraverso alcune irripetibili meraviglie create dall’antico sodalizio uomo-natura si chiuderà in un luogo magico, arcaico e nella sua semplicità, stupefacente: l’ampio bosco de Le Cascine ospiterà artisti di provenienza internazionale, raccolti a Firenze dal Maestro della Land Art e Floral Designer svizzero Peter Hess, fondatore del celeberrimo Atelier-5 nonché animatore di alcuni dei più interessanti happening mondiali dedicati a questa recente
costola sviluppatasi nell’ambito dell’arte concettuale. Non nuoce ricordare che, a differenza del più noto Christo, la nuova declinazione eco della Land Art prevede che gli artisti si avvalgano per le loro creazioni solo ed esclusivamente di ciò che trovano nel luogo in cui danno vita alle loro opere, in un radicale rispetto del Genius loci, con un approccio di rigore quasi monastico nei confronti della terra e dei suoi frutti. L’idea è che l’opera di Land Art viva in perfetta simbiosi con
la natura circostante e alla fine scompaia in essa in un ideale processo naturale di assimilazione.

LA BUCA 19: in collaborazione con A.S.D. Golf Club Parco di Firenze la buca 19 sarà ospitata nel green più verde e fiorito del mondo, incastonato meravigliosamente nel contesto architettonico di FloraFirenze.

FOOD VILLAGE: FloraFirenze ospiterà inoltre un ideale Food Village, realizzato in collaborazione con EnoAgriArt, che in un’area di ben 7.000 mq, costruirà il Parco delle Identità Gastronomiche Territoriali all’interno del quale verranno proposte le più selezionate eccellenze agroalimentari italiane.

AREA MERCATO: ampissima area mercato di fiori, piante e design verde durante tutto il corso della manifestazione.

http://www.florafirenze.it
https://www.facebook.com/20florafirenze15
https://twitter.com/Flora_Firenze

https://instagram.com/florafirenze/

Sulcorebutia mini collezione

La mia mini collezione di Sulcorebutia: sono tutte originarie della Bolivia e vivono in alta quota. Se guardate con attenzione trovate i boccioli su tutte! Quando fioriranno scriverò le singole schede. Saluti, Francesco Diliddo

Dall’alto a sinistra: S. Rauschii yellow spines, S. Patriciae, S. Rauschii violacidermis, S. Canigueralli, S. Breviflora e S. Pasopayana.

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Matucana polzii

Anche questa è coltivata sul balcone di mia madre in Puglia (la foto che posto è dell’esemplare pugliese) e ho preso un bel pollone che ho portato in aereo a Pisa! Ora la talea con piccole radici sta benissimo. Alcuni consigli sulle cure di seguito e la foto di un esemplare fiorito. Francesco Diliddo

Matucana polzii

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Il genere Matucana è un genere di piante di montagna del Perù, che è stato scoperto di recente, nel 1922. Cresce ad altitudini elevate, fino a 3700 metri. Fin dalla sua scoperta, circa 20 specie sono diventate molto popolari tra i collezionisti. Il nome del genere è stato dato dal luogo delle prime scoperte, la cittadina di Matucana, situata a circa 80 km a ovest di Lima, nelle Ande peruviane.
Il genere si compone di cactus di piccole e medie dimensioni con corpo cha va da globulare a brevemente colonnare fino a 60 cm di altezza. Gli steli sono eretti o prostrati, semplice o ramificato dalla base. Le areole sono molto pelose in un primo momento, diventano poi molto variamente spinosi. I bei fiori sono generalmente di grandi dimensioni, inodori ed i colori vanno dal rosso acceso all’ arancio, al rosa,al viola od al giallo.
Essi inoltre rimangono aperti durante la notte e fioriscono per 2/4 giorni. Péricarpo e ricettacolo sono coperti di numerose squame lanceolate. La fioritura è apicale, che può verificarsi più volte durante la primavera, in estate ed all’inizio inizio dell’autunno. L’impollinazione avviene principalmente con le api, ma anche da colibrì. In natura la temperatura media durante l’inverno non scende sotto i 10 ° C.
Le specie provengono dalle valli e dagli altopiani degli interni delle Ande, spesso situati ad altitudini superiori a 2.500 metri.
Questi cactus non hanno difficoltà nel nostro clima, richiedono annaffiature abbondanti e regolari durante la stagione della crescita e di un substrato ricco di sostanze nutritive, che favorisce lo sviluppo di una bella e densa copertura di spine. Vogliono tanta luce e tanta aria leggera e fresca.