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Agave stricta nana

Conoscevo la varietà “stricta” di agave e appena ho visto la tipologia “nana” l’ho presa subito a Murabilia, Lucca! Le agavi sono davvero belle, anche per i balconi, ma tendono a diventare enormi e a spaccare (per la dirompenza delle radici) i vasi in terracotta, quindi la varietà nana è perfetta per chi non ha un giardino o ha poco spazio. Vi mostra la mia fotografia (ha già germogli basali) e poi alcuni consigli per una pianta molto resistente. Buon lunedì, Francesco Diliddo

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La stricta nana appartiene alla famiglia delle Agavaceae e comprende numerose specie originarie delle zone desertiche dell’America. La maggior parte delle piante di agave sono monocarpiche, vale a dire che fioriscono una sola volta nella loro vita e dopo la fioritura e la maturazione dei frutti muoiono.
Occorrono dai 10 ai 30 anni e più per diventare adulta e quindi per fiorire. La pianta presenta le foglie verdi, rigide, sottili, terminanti con una lunga spina. Le agavi sono piante che crescono molto bene in pieno sole sia d’estate che d’inverno e le temperature ideali sono tra i 20 ed i 30° C.
Dalla primavera e per tutta l’estate si consiglia di spostare l’esemplare all’aperto, se allevata in vaso. Va annaffiata con parsimonia e regolarmente: per il rinvaso richiede il terriccio per succulente con un buon drenaggio.
Durante i mesi invernali dovrà essere annaffiata il tanto da mantenere il terriccio appena appena umido. Alla ripresa vegetativa, fin dall’inizio della primavera, si riprendono le annaffiature in maniera graduale ma annaffiando non eccessivamente, il tanto da mantenere il terriccio umido, non bagnato. Dalla fine dell’estate (settembre) ricominciate a ridurre gradatamente le annaffiature.

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Bali e isole Gili agosto 2017

Una vacanza indimenticabile, la scoperta della bellissima Indonesia con una grande varietà di colori, profumi, sapori per la gioia di tutti i sensi!
Il simbolo di Bali è il frangipane, uno dei miei fiori preferiti col suo profumo misto agli incensi bruciati, sugli altarini induisti domestici. Ho visto esemplari grandi come alberi piantati presso i templi indu, una vera e propria pianta sacra presente ovunque, ho anche osservato una varietà a fiori doppi, ma erano troppi alti per fotografarli! Le nostre piante d’appartamento crescono tranquillamente sotto il sole equatoriale, bellissime con foglie lucide e carnose.
Fiori coloratissimi mai visti, ho guardato dal vivo le piante del caffé, del thé, gli alberi che producono le bacche di cacao, (il cioccolato indonesiano è buonissimo) banani, palme da cocco e soprattutto risaie a perdita d’occhio ovunque. Nei vasi dei giardini privati ci sono adenium e ninfee, euphobie mili usate per le aiuole e poi, una grande emozione quando ho visto in un giardino la pianta dell’heliconia. Per caso girando durante le escursioni ho trovato una strada piena di garden, inimmaginabile, e ho pensato che sarebbe un sogno trasferirmi lì ed avere il garden con le mie piante preferite! A Bali ci ho lasciato un pò del mio cuore. Buona visione delle mie fotografie, Francesco Diliddo

Hoya carnosa in fiore

Esattamente 1 anno fa mi è stata donata una splendida pianta già radicata, spedita per posta e sopravvissuta alla lentezza delle poste italiane. Altre talee ricevute  nel 2015 hanno risentito del trasloco e non ce l’hanno fatta, mentre questa pianta si è ambientata al clima caldo umido del pianerottolo di casa e in questi giorni di caldo intenso le vaporizzo spesso! Ho due esemplari e un terzo l’ho portato in Puglia sul balcone di mia madre e per ora sta benone. È nato un ramo lunghissimo e alla sommità sono spuntati i miei primi fiori… che gioia! Posso affermare che dopo la Gloriosa è diventato il mio secondo fiore preferito. Vi mostro le foto, buona giornata. Francesco Diliddo

HOYA CARNOSAhoya bocciolihoya luglio 2016

Thunbergia alata “Arizona”

Una piccola pianta, regalo inaspettato e molto gradito che ho subito piantato nel grande vaso addossato al graticcio. Facendo le ricerche ho trovato tantissime varietà e sembra di facile coltivazione, visto che in alcune zone del pianeta è una pianta infestante! La foto che pubblico l’ho presa dalla rete e quando sarà un pò cresciuta e porterà i primi fiori pubblicherò le foto del mio esemplare. Buon fine settimana Francesco Diliddo

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Thunbergia alata è un rampicante perenne sempreverde, originaria dell’Africa orientale. E’ una liana (lunga fino a 3 metri) che in natura cresce ai margini delle foreste, ma anche in aree più aride; le foglie sono triangolari-ovate, spesso con lobi basali angolati; i fiori solitari, imbutiformi, larghi fino a 5 cm, sono tipicamente arancio brillante con centro porpora scuro: esistono tuttavia diverse cultivar in altri colori. Di rapida germinazione e crescita veloce, è spesso coltivata come annuale, sebbene in questo caso raggiunga dimensioni più contenute. La posizione ideale nella quale collocarla è in pieno sole o, comunque, in zone ben illuminate ma riparate; durante la stagione estiva è buona norma riporla in posizioni parzialmente ombreggiate.
Il periodo più adatto alla piantumazione è la primavera; il terreno deve essere ben drenato. Per tutta la fase della crescita, le annaffiature devono essere abbondanti. Possono sopportare temperature abbastanza basse, intorno ai -5° C, per brevi periodi di tempo; spesso però le piante non sopravvivono ai periodi invernali eccessivamente umidi, e vengono sostituite ogni anno.
In generale la thunbergia è un genere della famiglia delle Acanthaceae che comprende un centinaio di specie, per lo più erbacee annuali e perenni, oltre delle quali rampicanti, e qualche arbusto, originarie dell’Africa meridionale, del Madagascar e dell’Asia meridionale. Il massimo centro di biodiversità è l’Africa meridionale, con una novantina di specie, dodici delle quali sudafricane. Sono piante del sottobosco, talvolta delle aree rocciose, che si arrampicano sugli alberi e gli arbusti delle foreste. Sono coltivate per la bellezza dei grandi fiori a tromba, dai colori brillanti (azzurro, viola, giallo, arancio, rosso, bianco).

Orto botanico di Pisa, giugno 2017

Avere l’orto botanico nella propria città è un privilegio e durante i miei viaggi mi piace visitare gli altri parchi in giro per l’Italia! In occasione della visita in città di due care amiche di Genova ci siamo recati all’Orto e museo botanico di Pisa,  per sfuggire al caldo incredibile della città. L’ultima volta che ci sono andato, è stato due anni fa, ed è molto cambiato e migliorato e questo mi rende felice.
Ci sono le nuove serre tropicali ed è in ristrutturazione la grande serra con le cactacee e le euphorbie. Ho anche molto apprezzato il piccolo museo allestito (con gran gusto museologico) all’interno del parco. La visita all’orto botanico è un viaggio bellissimo per vedere le piante che crescono in tutto il mondo con alberi maestosi, un’occasione culturale per conoscere piante meno comuni. Mi ha incuriosito molto l’albero del corallo (Erythrina crista-galli) e la collezione di ortensie. Ho apprezzato molto alla libreria, la vendita di piante e semi con le schede tecniche per le cure. Vi mostro alcune fotografie e buona domenica, Francesco Diliddo

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Crassula coccinea

Mi ha subito colpito la forma dei fiorellini e il colore, i boccioli sono molto particolari ed essendo una crassulaceae non ho resistito e poi non l’avevo mai vista prima, ne sui siti internet e neanche sulle riviste di giardinaggio. Vi mostro l’immagine che ha riscosso un grande successo sulla pagina facebook di BalconeFiorito e alcuni consigli. Saluti, Francesco Diliddo

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Crassula originaria del Sudafrica, è un piccola pianta alta fino a 40 cm, con pochi fusti che si estendono dalla base. Quando le piante invecchiano, il fondo degli steli diventa marrone e secco con le foglie brillanti e nuove alle estremità. Le foglie succulente sono piatte, ovali e disposte a sovrapporre l’altro lungo i gambi. I lunghi fiori tubolari sono brillanti, soprattutto al sole. È facile da coltivare ma è suscettibile agli insetti e alle malattie fungine. Come per tutte le succulente, l’eccesso di acqua è sicuramente fatale. Evitare i ristagni idrici nel sottovaso, infatti l’ho piantata in una vaschetta in terracotta.
La moltiplicazione è molto semplice in primavera per talea.

Crisantemo margherita

È proprio vero il detto “Paese che vai usanze che trovi” applicato al crisantemo. Mi sono state regalate (da una persona speciale), ben quattro piante fiorite di colore diverso e il primo impatto non è stato felicissimo. Poi tolto il pregiudizio e il significato negativo che noi occidentali gli diamo, resta un fiore molto decorativo e di facile coltivazione. Vi scrivo alcune curiosità su questo fiore poco presente sui balconi e nei giardini. Il nome in greco vuol dire “fiore d’oro”: in Corea e in Cina è il fiore dei festeggiamenti.
In Giappone è il fiore nazionale infatti la sua bellezza viene celebrata ogni anno dall’Imperatore che, in occasione della fioritura, apre al pubblico i giardini della Reggia, presentando le più recenti varietà a tutti gli invitati. In Oriente il crisantemo simboleggia la vita e si può trovare in diverse opere d’arte.
Qui in occidente, purtroppo, hanno avuto la sfortuna di sbocciare in ottobre e novembre, e vengono quindi da decenni utilizzati per la festività dei morti. Questa usanza di utilizzare i crisantemi per ornare le tombe dei cari defunti ha reso il significato di questi fiori (solo in Italia) decisamente poco allegro. Ecco le foto e alcuni consigli per le cure. Saluti, Francesco Diliddo

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Il crisantemo è una pianta con fusti rigidi e ramificazioni erette. Le foglie sono aromatiche, ovali, di colore verde-grigiasto scuro di sopra e più chiare sulla parte inferiore. Si possono coltivare in vaso o in piena terra. In inverno è bene che i crisantemi abbiano molta luce in modo da permettere loro una maggiore fioritura. Nei periodi più caldi la pianta abbisogna di almeno qualche ora di luce. I colori sono molto vari ed esistono varietà a fiore singolo o doppio. Se le piante non verranno esposte ad un gelo estremo, rifioriranno ogni anno in autunno. Necessitano molta luce, e alcune ore al giorno anche di sole diretto. Le piante giovani devono essere bagnate più spesso soprattutto durante la fioritura, evitare però di ristagnare l’acqua. Le piante più adulte invece non necessitano di eccessiva acqua, bagnare con regolarità 1-2 volte la settimana: evitare di bagnare le foglie e i fiori. Richiede un terriccio prevalentemente torboso mescolato con sabbia.