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Adromischus maculatus

Piccola ma decorativa, una crassulacea per la mia mini collezione: l’ho rinvasata subito e sistemata sul balcone ad ovest. Vi mostro la foto e alcuni consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

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Il genere Adromischus comprende numerose piante perenni succulenti originarie delle zone desertiche del sud Africa.
Il fusto è normalmente molto corto o assente e spesso provvisto di radici aeree. Le foglie carnose sono disposte a spirale o a mazzetti e sono in un bel colore verde intenso o più spesso variegate in modo da formare dei disegni molto particolari e per i quali sono molto apprezzate. I fiori sono piccoli, rossastri o bianchi, in ogni caso poco significativi e portati da dei lunghi peduncoli fiorali di colore rosa o rosso. È una pianta che richiede qualche attenzione nella coltivazione in quanto abbastanza delicata. Ha necessità di esposizioni soleggiate e di una buona aerazione in quanto mal sopporta l’aria viziata.
La temperatura minima sotto la quale non è consigliabile andare è di 5 °C (mentre non ha problemi con le temperature massime) e l’ambiente nel quale cresce deve essere il più possibile asciutto. La pianta va annaffiata dalla primavera e per tutta l’estate con poca acqua. Si procede alle successive annaffiature solo quanto il terreno è asciutto (infilare un dito nella terra per verificarne il grado di umidità). Durante il periodo di riposo vegetativo (autunno- inverno) la pianta non va annaffiata.
Si rinvasa ogni anno in primavera usando un terreno per cactacee che assicura un buon drenaggio. Concimare una volta al mese dalla primavera inoltrata e per tutta l’estate, somministrando un fertilizzante povero di azoto.
L’epoca di fioritura delle diverse specie è tipicamente estiva. La moltiplicazione della pianta può essere effettuata per talea o per divisione della pianta.

Echinocereus rigidissimus rubrispinus in fiore

Sul balcone dal 2014 mi è fiorito lo scorso anno e due anni fa, sempre durante il periodo di ferie e non sono mai riuscito a vedere il grande fiore! Quest’anno il grande evento ed ecco le foto con la crescita e l’evoluzione dei boccioli fino alla fioritura.
Per le cure potete leggere l’articolo principale. Buona giornata, Francesco Diliddo

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Crisantemo margherita

È proprio vero il detto “Paese che vai usanze che trovi” applicato al crisantemo. Mi sono state regalate (da una persona speciale), ben quattro piante fiorite di colore diverso e il primo impatto non è stato felicissimo. Poi tolto il pregiudizio e il significato negativo che noi occidentali gli diamo, resta un fiore molto decorativo e di facile coltivazione. Vi scrivo alcune curiosità su questo fiore poco presente sui balconi e nei giardini. Il nome in greco vuol dire “fiore d’oro”: in Corea e in Cina è il fiore dei festeggiamenti.
In Giappone è il fiore nazionale infatti la sua bellezza viene celebrata ogni anno dall’Imperatore che, in occasione della fioritura, apre al pubblico i giardini della Reggia, presentando le più recenti varietà a tutti gli invitati. In Oriente il crisantemo simboleggia la vita e si può trovare in diverse opere d’arte.
Qui in occidente, purtroppo, hanno avuto la sfortuna di sbocciare in ottobre e novembre, e vengono quindi da decenni utilizzati per la festività dei morti. Questa usanza di utilizzare i crisantemi per ornare le tombe dei cari defunti ha reso il significato di questi fiori (solo in Italia) decisamente poco allegro. Ecco le foto e alcuni consigli per le cure. Saluti, Francesco Diliddo

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Il crisantemo è una pianta con fusti rigidi e ramificazioni erette. Le foglie sono aromatiche, ovali, di colore verde-grigiasto scuro di sopra e più chiare sulla parte inferiore. Si possono coltivare in vaso o in piena terra. In inverno è bene che i crisantemi abbiano molta luce in modo da permettere loro una maggiore fioritura. Nei periodi più caldi la pianta abbisogna di almeno qualche ora di luce. I colori sono molto vari ed esistono varietà a fiore singolo o doppio. Se le piante non verranno esposte ad un gelo estremo, rifioriranno ogni anno in autunno. Necessitano molta luce, e alcune ore al giorno anche di sole diretto. Le piante giovani devono essere bagnate più spesso soprattutto durante la fioritura, evitare però di ristagnare l’acqua. Le piante più adulte invece non necessitano di eccessiva acqua, bagnare con regolarità 1-2 volte la settimana: evitare di bagnare le foglie e i fiori. Richiede un terriccio prevalentemente torboso mescolato con sabbia.

Kalanchoe pumila

L’ho scelta per il colore argenteo delle foglie: le crassulaceae sono perfette per dare punti di colore al balcone o in giardino. Da aprile è sempre in fioritura e ancora non l’ho rinvasata e ci penserò a fine inverno prossimo. Anche in fiori hanno una tonalità e delle striature non comuni, ecco le foto e alcuni consigli per le cure; pianta semplicissima.
Saluti, Francesco Diliddo

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Arbusto originario del Madagascar, (sto pensando di collezionare solo piante che crescono in questo Stato), la cui altezza non supera i 50 cm, in genere è in media di 40 cm o più piccola. Prima che la pianta raggiunga il suo massimo vigore sono necessari più o meno 2-5 anni. Le foglie di questa specie sono persistenti: la coltivazione può avvenire in giardino informale, giardino di ghiaia, giardino mediterraneo, vaso, terrazzo, giardino roccioso, prato o in pieno campo.
La Kalanchoe pumila possiede una particolare tolleranza alla siccità. Non richiede quindi di particolari accorgineti in merito all’annaffiatura. Per far crescere la pianta è importante fornirle una collocazione ben riparata.
Concimare una volta al mese e si moltiplica per talea in primavera.

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Sedum hispanicum

Un ricordo di infanzia, cresceva (anche tutt’ora) tra le tegole della casa al piano terra, accanto la casa dei miei nonni materni in Puglia: vedevo queste piccole piantine fiorite in primavera dalla terrazza del nonno. L’ho rivista lo scorso anno tra le tegole esterne oltre il mio balcone pisano, e poi sicuramente è volato qualche semino nel mio vaso con l’agave e l’ho lasciata lì! Cresciuta velocissima sono piantine facilissime e molto resistenti che vivono con pochissima terra arrampicate sulle rocce.
Anche chiamata “borracina glauca” appartiene alla grande famiglia delle crassulaceae, un gruppo di piante succulenti originarie dell’Europa meridionale, del Messico e anche dell’Africa centrale, che comprende un numero molto elevato di specie, circa 450.
Vi mostro la foto e buona giornata, Francesco Diliddo

Sedum hispanicum

Oscularia deltoides

Un ricordo verde di Genova, trovata in un vaso del cortile condominiale della mia cara amica Laura. Ho raccolto a marzo una talea piccolissima che è cresciuta velocissima ed è in fiore! Ho fatto la composizione in un vaso lungo con il mesembriantemo giallo e fucsia: appartengono alla stessa famiglia delle Aizoacee. Vi mostro l’immagine scattata questa mattina e alcuni consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

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L’oscularia deltoides è una pianta arbustiva perenne originaria del continente africano. E’ caratterizzata da fusti ramificati che portano foglie di forma triangolare e di colore verde o azzurrognolo a seconda dell’intensità della luce ricevuta. I fiori sono simili a quelli delle margherite, di colore rosa o arancio, e fanno la propria comparsa nel corso della stagione primaverile, per poi abbellire la pianta fino all’arrivo dell’autunno.
Solitamente si coltiva in vaso, all’interno delle mura domestiche, essendo una pianta poco resistente al freddo intenso della stagione invernale. Nelle zone con inverni miti, invece, si può tentare la coltivazione in piena terra o in balcone, avendo cura di proteggere l’apparato radicale nel periodo più freddo. E’ particolarmente adatta alla coltivazione nei giardini rocciosi, dove si comporterà come una tappezzante, occupando tutto lo spazio a propria disposizione.
Il terreno migliore deve avere un buon drenaggio, si può utilizzare quello per le succulente. La posizione rispetto alla luce può essere in pieno sole o mezza ombra. La pianta resiste poco alle temperature rigide e le soglie minime vanno da 2 a 5 gradi in inverno.

Agave attenuata

Finalmente scrivo l’articolo per l’Agave attenuata, un regalo graditissimo dalla cara Patrizia, arrivata da Roma lo scorso febbraio. I regali fatti tra appassionati di giardinaggio sono i più graditi.
Esemplare stupendo che desideravo da tempo (mi ricorda i giardini mediterranei) che tengo ancora per qualche giorno riparato sul pianerottolo (arrivano raggi di sole filtrati) e gradualmente lo espongo sul balcone a sud. Vi mostro la foto e i consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

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Originaria degli altopiani del Messico, è di medie dimensioni, infatti le foglie, di colorazione verde-azzurra prive di spine, raggiungono lunghezze che variano tra i 50 e i 70 cm. L’infiorescenza è costituita da un grappolo con un’altezza che può superare anche i due metri di altezza composto da fiori giallo-verdastri (la foto che pubblico è presa dalla rete). Dai fiori è possibile ottenere alcuni bulbi con i quali sarà poi possibile riprodurre adeguatamente la pianta. L’Agave attenuata ha una struttura molto carnosa, e data la sua origine, predilige climi molto caldi, infatti soffre le temperature rigide.
La pianta teme le temperature inferiori ai 10 gradi centigradi, quindi sarebbe opportuno allestire una piccola serra per riuscire a proteggere in maniera ottimale la pianta, durante i mesi più freddi, se la si volesse coltivare in una zona a clima troppo rigido. La corretta collocazione della pianta è in pieno sole, perché ha necessità di essere esposta per molto tempo alla luce. Essendo una pianta succulente non necessita di troppa acqua, potrebbe essere sufficiente un’annaffiatura mensile. Il vaso dove sarà coltivata la pianta dovrebbe essere adeguatamente profondo per permettere il completo sviluppo dell’apparato radicale. Dovrebbe essere anche garantito un corretto drenaggio, per evitare ristagni d’acqua. agave attenuata fiore
In generale comunque si dovrebbe rispettare la regola di 1-2 annaffiature al mese nel periodo primaverile ed in quello autunnale, 2-4 volte al mese durante la stagione estiva, mentre dovrebbe essere sospesa nel periodo invernale, durante il riposo vegetativo
Come la maggior parte delle piante succulente dovrebbe essere concimata con un concime a base di fosforo e potassio che aiutano la fioritura e sono in grado di fortificare il fusto. Dovrebbe essere contenuto il tenore di azoto, questo perché tale elemento da un lato velocizza la crescita, ma allo stesso tempo rende più debole la struttura. Per curare adeguatamente la pianta ed evitare malattie o l’attacco di afidi e di cocciniglie sarebbe opportuno effettuare un trattamento con un insetticida ad ampio spettro alla fine dell’inverno. Questo soprattutto per avere la pianta protetta in primavera, quando le abbondanti piogge e le escursioni termiche potrebbero portare la pianta ad essere attaccata dai funghi. La potatura andrebbe eseguita solamente per eliminare le parti malate.