Posts Tagged ‘Echeveria’

Echeveria secunda var. glauca

Il valore aggiunto per il giardinaggio di successo è l’esperienza! Me ne farò una ragione, ma le crassulaceae vivono benissimo sul mio balcone.
Così ho cominciato a collezionarle (oltre 40 varietà!) e creato una sezione apposita sul sito, in maniera tale da organizzarle al meglio e per le vostre ricerche identificative. Questa talea arriva (come spesso accade) dal balcone pugliese di mia madre e presa questa estate, è cresciuta velocissima nel clima umido pisano (l’importante è garantirle un perfetto drenaggio del terriccio). Vi mostro la fotografia appena scattata e di seguito alcuni consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

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La Echeveria secunda var. glauca appartiene, come anticipato, alla famiglia crassulaceae. È molto semplice da curare e l’altezza della pianta non supera i 50 cm: affinché la pianta raggiunga il suo massimo vigore sono necessari più o meno 2-5 anni. La specie ha foglie di tipo persistente carnose e la coltivazione può avvenire in giardino informale, giardino di ghiaia, giardino mediterraneo, vaso o contenitore, terrazzo o cortile, giardino roccioso, prato o in pieno campo.
L’esposizione alla luce può essere in pieno sole, mezza ombra, ombra: si adatta a tutte le posizioni.
Per il terreno del vaso uso il composto per cactacee mescolato con terriccio universale e un pochino di terra di campo, assicurando il drenaggio della radici ed evitando ristagni d’acqua.

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Echeveria tynie burger

Le crassulaceae crescono molto bene sul mio balcone e per questo prediligo questo genere che offre infinite varietà con colorazioni diverse, molto decorative e resistenti. Tra gli ultimi arrivi l’echeveria “tynie burger” che rinvaserò in primavera, eccovi la foto e alcuni consigli generali sulle cure.
Saluti, Francesco Diliddo

cof

Le temperature estive ottimali di coltivazione oscillano tra i 15-21°C ma tollerano anche temperature superiori. Le temperature invernali è preferibile che non scendano sotto i 7°C. Se le temperature scendono intorno a questi valori, spostatela in un luogo più caldo e luminoso. Sono piante che amano l’aria per cui date loro aria fresca soprattutto d’estate sistemandole vicino ad una finestra aperta.
Durante il periodo autunno-invernale le irrigazioni vanno sensibilmente ridotte e se le temperature si abbassano, diminuirle sempre di più. La pianta di echeveria come tutte le piante, ha necessità di essere rinvasata periodicamente, in primavera, se le radici hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione. Per il rinvaso utilizzate una composta specifica per cactaceae alla quale unite sabbia grossolana o perlite nella misura di 2:1 (2 parti di composta per 1 parte di sabbia o perlite). Sistemare nel foro di drenaggio dei pezzi di coccio in modo che la terra o le radici non ostruiscano il foro di drenaggio in quando i ristagni idrici sono letali per questa pianta.

Echeveria pulvinata ruby blush

Piccola talea presa l’estate scorsa dal balcone pugliese di mia mamma! Le avevo regalato la pianta “madre” la primavera precedente, ed è cresciuta tantissimo in pochi mesi. Eccola colorita dal freddo invernale e di seguito alcuni consigli sulle cure, allego una foto presa dalla rete con i piccoli fiori arancioni.
Saluti, Francesco Diliddo

cof

Le temperature estive ottimali di coltivazione oscillano tra i 15-21°C ma tollerano anche temperature superiori. Le temperature invernali è preferibile che non scendano sotto i 7°C. Se le temperature scendono intorno a questi valori, spostatela in un luogo più caldo e luminoso. Sono piante che amano l’aria per cui date loro aria fresca soprattutto d’estate sistemandole vicino ad una finestra aperta. echeveria-pulvinata-fiori
Durante il periodo autunno-invernale le irrigazioni vanno sensibilmente ridotte e se le temperature si abbassano, diminuirle sempre di più. La pianta di echeveria come tutte le piante, ha necessità di essere rinvasata periodicamente, in primavera, se le radici hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione. Per il rinvaso utilizzate una composta specifica per cactaceae alla quale unite sabbia grossolana o perlite nella misura di 2:1 (2 parti di composta per 1 parte di sabbia o perlite). Sistemare nel foro di drenaggio dei pezzi di coccio in modo che la terra o le radici non ostruiscano il foro di drenaggio in quando i ristagni idrici sono letali per questa pianta.

Sedeveria letizia

Un particolare ibrido intergenerico tra sedum ed echeveria, pianta succulenta molto resistente e di facile coltivazione. L’ho sistemata nel vaso in terracotta, a forma di cestino, ricordo della mia vacanza dello scorso settembre all’isola d’Elba, insieme al sedum nassbaumerianum. Non richiede molta acqua, quindi adatta ai pollici verde “chiaro” che tendono a lasciare in autogestione le piante. sedeveria-letiziaRichiede tanto sole e il terriccio per cactacee molto poroso, per evitare i ristagni di acqua. In inverno ridurre drasticamente le annaffiature e possibilmente evitare le posizioni piovose per i vasi sul balcone! Facilissima da riprodurre con una talea o una foglia appoggiata sul terreno. Ecco la foto del mio piccolo esemplare.
Saluti a tutti, Francesco Diliddo

Sedeveria letizia

 

Echeveria setosa deminuta

Questo esemplare è subito piaciuto a mia madre e quindi farà il viaggio inverso da Pisa in Puglia!
Praticamente ci scambiamo le piante e mi piace vedere come si trasformano al cambio di clima. Foto e consigli veloci sulle cure. Buon fine settimana, Francesco Diliddo
Echeveria setosa deminuta
Piccola pianta succulenta a forma di rosetta, fortemente cespitosa con foglie piccole bordate di peli finissimi: produce fiori arancioni.
Richiede una esposizione a mezza ombra e annaffiare da marzo ad ottobre ogni 7-8 giorni. Non sopporta le gelate e le temperature inferiori a 5° C. Per il terriccio si consiglia quello per succulente, poroso e leggero ma fertile.

Echeveria subrigida

Un bellissimo regalo arrivato oggi da una persona speciale! Devo rinvasarla al più presto in quanto il vaso in terracotta che la ospita non ha il foro. Lo farò col trapano elettrico, diventa sempre più difficile trovare vasi col buco, ora va di moda il contenitore sottovaso che detesto. Di seguito la foto e i consigli sulle cure.
Buona serata, Francesco Diliddo

echeveria subrigida

Echeveria è un genere di piante succulente appartenente alla famiglia delle Crassulaceae, originario del Messico. Il nome è stato dato in onore del pittore messicano Atanasio Echeverria, famoso per i suoi dipinti di piante.
La particolarità dell’Echeveria sono le foglie carnose, di forma per lo più ovoidale e disposte a rosetta, molto compatte. Il colore è vario dal verde intenso, al grigiastro, al grigio-azzurro, al verde rosato.

Le temperature estive ottimali di coltivazione oscillano tra i 15-21°C ma tollerano anche temperature superiori. Le temperature invernali è preferibile che non scendano sotto i 7°C. Se le temperature scendono intorno a questi valori, spostatela in un luogo più caldo e luminoso. Sono piante che amano l’aria per cui date loro aria fresca soprattutto d’estate sistemandole vicino ad una finestra aperta. La pianta cresce molto compatta e se ha occupato tutto lo spazio del vaso e non si riuscisse ad evitare di bagnarle, è meglio che annaffiate per immersione, vale a dire lasciare il vaso per qualche minuto in immersione in acqua in modo che la terra assorba l’umidità necessaria. In ogni caso le annaffiature dell’Echeveria devono essere effettuate quando la superficie del terriccio è secca. Una buona pratica è bagnare per bene il terriccio, poi far sgrondare tutta l’acqua in eccesso e quindi aspettare che il terreno sia secco prima di procedere con la successiva irrigazione.

Durante il periodo autunno-invernale le irrigazioni vanno sensibilmente ridotte e se le temperature si abbassano, diminuirle sempre di più. La pianta di Echeveria come tutte le piante, ha necessità di essere rinvasata periodicamente, in primavera, se le radici hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione. Per il rinvaso utilizzate una composta specifica per cactaceae alla quale unite sabbia grossolana o perlite nella misura di 2:1 (2 parti di composta per 1 parte di sabbia o perlite). Sistemare nel foro di drenaggio dei pezzi di coccio in modo che la terra o le radici non ostruiscano il foro di drenaggio in quando i ristagni idrici sono letali per questa pianta.

La prima annaffiatura dopo il rinvaso fatela per immersione. Ricordatevi che se avete potato le radici occorre aspettare almeno una settimana prima annaffiare per dare il tempo alle ferite di cicatrizzarsi.
Dalla primavera e per tutta l’estate concimare ogni 3-4 settimane somministrando all’Echeveria un concime liquido da diluire nell’acqua di irrigazione diminuendo le dosi rispetto a quanto riportato nella confezione.

A partire dall’autunno e per tutto l’inverno, sospendere le concimazioni perchè l’Echeveria va in riposo vegetativo per cui non si devono dare concimi che si accumulerebbero nel terreno creando un ambiente dannoso per le radici della pianta.
Si moltiplica per talea fogliare, per seme, per polloni.