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Clematidi in festa 6-7-8 maggio 2016

Mi sono avvicinato per caso a questo genere di piante e subito mi hanno conquistato! I fiori meravigliosi, la crescita veloce e i pochi accorgimenti mi hanno convinto a prendere diversi esemplari con buoni risultati e molti fiori. L’anno prossimo avrò la conferma se si sono ambientate bene sul balcone. Parteciperò a questo evento del prossimo fine settimana a Castellare di Pescia in provincia di Pistoia.
Pubblicherò le foto al più preso, saluti. Francesco Diliddo

Clematis the first lady

“Clematidi in festa” è un appuntamento speciale ogni anno.
E’ un momento che permette di riunire, seppur in un piccolo vivaio ma specializzato, amanti dei fiori ma soprattutto appassionati di clematidi e amatori neofiti nello stesso momento, rinnovando puntualmente l’interesse verso questi fiori meravigliosi.
La condivisione di esperienze, suggerimenti, tecniche di coltivazione e tanto colore saranno come ogni anno, il fulcro delle tre giornate all’insegna della bellezza e delle emozioni. E anche quest’anno vi aspettiamo a viverla con noi, il tutto incorniciato da un ambiente familiare e genuino.  Giornate all’insegna della tranquillità, tra i colori delle clematidi, tante chiacchiere tra appassionati e macchine fotografiche alla mano.

locandina

Come raggiungerci:
Dall’autostrada Firenze-mare (A11) prendere l’uscita “Chiesina Uzzanese”.

Per chi arriva da Firenze:
Dopo il casello, allo stop svoltare a destra in “Via Romana” direzione Pescia.
Andare sempre dritto superando una piccola rotonda e il successivo semaforo.
Continuare sempre dritto e poco dopo, incontrata una nuova rotonda, prendere la seconda uscita (Via dei fiori) seguendo le indicazioni per Pescia e mercato dei fiori. Percorrere lo stradone fino a che troverete una rotonda con 4 ulivi.
Prendere la terza uscita e vi troverete in “Via del Castellare”. Alla vostra destra vedrete il mercato dei fiori.
Proseguendo, sulla vostra destra troverete l’albergo “Villa delle rose”.
Dopo 100 metri svoltare a sinistra in “Via del tiro a segno” seguendo l’indicazione per Veneri.
Percorrere la strada fino al numero 42 e sarete arrivati.

Per chi arriva da Viareggio:
Dopo il casello svoltare a destra e andare avanti fino alla rotonda.
Prendere subito la prima uscita a destra e salire sul cavalcavia dell’autostrada.
Vi troverete in “Via Romana” e andare dritto.
A questo punto valgono le stesse indicazioni per chi arriva da Firenze.

clematis Clematis Nelly Moser

Hippeastrum vittatum red lion

Eccoli in grande forma i fiori dell’hippeastrum! Ho potuto identificare esattamente l’ibrido sul mio balcone. Le foto e alcuni consigli in allegato. Buon fine settimana, Francesco Diliddo

hippeastrum3hippeastrum2

Il genere Hippeastrum, comprende piante originarie delle regioni tropicali dei Caraibi, Messico e Sud America ed appartengono alla famiglia delle Amayllidaceae.
Molto spesso è nominata con la sua vecchia denominazione “amaryllis” ma è sbagliato in quanto oramai i botanici hanno classificato questa pianta come Hippeastrum.
Il vero Amaryllis in realtà è una specie sudafricana. Sono piante bulbose con il bulbo molto grosso, più o meno sferico e provvisto di tuniche con un colletto molto evidente e radici carnose ramificate. Le foglie sono lineari, lunghe, glabre e di un bel colore verde scuro.
Sono piante caratterizzate dalla produzione di grandi fiori variamente colorati dal bianco, al rosa, al rosso più o meno scuro e più o meno screziati.
I fiori sono inseriti a gruppi di 2/4 nella parte terminale di un lungo stelo fiorale che si origina direttamente dal bulbo. L’Hippeastrum vittatum è uno splendido esemplare di questo genere con fiori molto grandi e larghi fino a 15 cm.
Una cosa molto importante per queste piante per poter vegetare e fiorire è necessario che abbiano un vero periodo di riposo vegetativo di circa due-tre mesi.
Quando iniziano a comparire i primi germogli si aumentano le annaffiature in modo da mantenere il terreno umido. Si iniziano anche le concimazioni ogni 15 giorni utilizzando un concime liquido equamente bilanciato in azoto, fosforo e potassio.
Se piantati all’aperto, finita la stagione i bulbi possono essere disotterrati e conservati per essere trapiantati la primavera successiva.
Si conservano in luoghi bui ed asciutti a temperature intorno ai 5° C nella torba. Questi bulbi daranno delle fioriture più abbondanti rispetto a quelli che sono stati lasciati nel terreno in quanto in questo modo, avranno un vero e proprio periodo di riposo, importantissimo per questa pianta per poter vegetare e fiorire al meglio.

Orlaya grandiflora (lappola bianca)

L’anno scorso ho acquistato semi selvatici e interrato a caso tra i vasi del balcone. Molte piante sono nate in tarda primavera ed ora a sorpresa ci sono i fiori della lappola bianca. Ecco la foto e alcune curiosità trovate in rete. Saluti, Francesco Diliddo

orlaya

Appartiene alla famiglia delle apiaceae e la sua origine autoctona è in Lombardia. L’orlaya grandiflora ha meravigliosi, grandi fiori bianco puro che ricordano un pizzo delicato, da cui il nome inglese “white laceflower” (letteralmente, fiore di merletto bianco).
Nonostante l’apparenza delicata, è una pianta robusta, che ricopre i suoi frutti di aculei uncinati, utili per la loro difesa e per il trasporto da parte degli animali.
E’ una pianta annuale che attrae insetti benefici come le api e le farfalle.
Si semina direttamente all’esterno in pieno sole in primavera per una fioritura estiva oppure in autunno per una primaverile. Il periodo di fioritura è molto lungo e spesso prosegue fino ai primi freddi.

Adenium obesum

Il piccole esemplare l’ho acquistato lo scorso anno ed ha resistito al trasloco e al clima secco del pianerottolo tutto l’inverno. Vi mostro la foto dopo il rinvaso e tra qualche giorno
lo metterò sul balcone con la graduale esposizione al sole diretto. Ecco la foto del mio esemplare e del fiore preso dalla rete: di seguito i consigli per le cure.  Buon Ponte del 25 aprile, Francesco Diliddo

adenium fiore

Adenium obesum

E’ anche chiamato oleandro del Madagascar o rosa del deserto originaria dell’Africa meridionale. Pianta caudiciforme con fusti ramificati di colore marrone, con base rigonfia, formata sia dalle radici che dal fusto, che ha il compito di immagazzinare acqua.
Le foglie sono ovali, brillanti e coriacee, con venature prominenti sulla base inferiore; mentre i fiori di colore rosa, bianchi o cremisi, con i margini esterni più scuri, compaiono sui nuovi rami e raggiungono il diametro di 13 cm. L’esposizione richiesta è luminosa e soleggiata: anche in appartamento deve essere esposta in pieno sole.
La temperatura minima invernale non può scendere sotto i 16° C gradi perché ama il clima caldo asciutto, per cui nei mesi più caldi può stare sul terrazzo, mentre in inverno deve stare in appartamento. Da ottobre a maggio dev’essere innaffiata una volta ogni due settimane; nei restanti mesi ogni qualvolta il terreno è asciutto.
Durante il periodo di crescita o di fioritura dev’essere dato un fertilizzante liquido per cactacee ogni due settimane, dimezzando la dose prevista nelle indicazioni.
Il terreno dev’essere ben drenato per evitare il marciume, quindi è ottimo quello per cactacee. Essendo una pianta a crescita molto lenta, fiorirà dopo circa tre-quattro anni.

Pelargonium graveolens

Finalmente in fiore! Sul balcone, della nuova casa, ho trovato cinque grandi esemplari che ho risistemato e concimato, ora sono dei bellissimi cespugli verdi pieni di fiori profumati. Vivendo sul fiume Arno sono un ottimo repellente naturale per le zanzare e ho scoperto la delicatissima profumazione dei fiori alla rosa. Ecco le foto e alcuni consigli per una pianta molto rustica e resistenze, tipica del balcone italiano. Saluti, Francesco Diliddo

pelargonium graveolens fiore

pelargonium graveolens

Pelargonium graveolens 3

Il pelargonium graveolens è una pianta ramificata a portamento espanso un po’ ricadente. Presenta foglie palmate, lobate dentate, ruvide sulla parte superiore di colore verde chiaro, che emanano un odore caratteristico, se sfregate. La fioritura del geranio avviene nella stagione primaverile, da giugno a ottobre. Una delle caratteristiche che contraddistingue questa specie dalle altre è la sua particolare profumazione di rosa che emanano i suoi fiori nella stagione di fioritura.
Questa pianta vegeta su terreno acido privo di calcare, si usa comunemente terriccio di bosco misto a sabbia e argilla. Le concimazioni avvengono utilizzando fertilizzante liquido da somministrare da aprile a settembre ogni due settimane. Ama infatti le posizioni soleggiate e le temperature miti.  Il Pelargonium graveolens necessita di irrigazioni abbondanti in estate, soprattutto sulle piante esposte al sole. Durante la stagione più fredda invece è bene ridurre le annaffiature in quanto la pianta non deve disporre di un terreno troppo umido per evitare problematiche quali marciume e conseguente morte
delle stessa. Il pelargonium cresce bene in terrazza a temperatura ambiente da aprile ad ottobre e nei luoghi dai climi freddi andrebbe protetta in inverno.

Gloriose piantate

E’ sempre un’emozione piantare i rizomi del mio fiore preferito, ho trovato il secondo classificato della mia personale classifica e sono le clematidi!
Ho anticipato di due settimane la messa a dimora, i tuberi avevano germogli importanti e poi le ottime temperature permettono di farlo. Due anni fa comprai i tuberi della G. Lutea (dal fiore giallo) che non sono mai nati, così quest’anno li ho ripresi e incrociamo le dita! Una nuova varietà ho piantato la G. Sparkling Jip dai colori delicatissimi! Incrociamo le dita ed ecco la foto di tre tuberi prima di interrarli e due immagini prese dalla rete che mostrano le nuove varietà acquistate. Saluti, Francesco Diliddogloriose

gloriosa lutea

Gloriosa_Sparkling-Jip

Clematis Multi blue

Finalmente il primo fiore dell’ultimo esemplare, quello più adulto (3 anni) arrivato sul balcone. La regola d’oro per lo sviluppo e la salute di queste piante è  “TESTA AL SOLE E PIEDE ALL’OMBRA”, in quanto sono delicate nella parte inferiore. Proprio per questo motivo ho rinvasato il pane di terra 4 cm più in basso rispetto al livello del vasetto di acquisto. Fortunatamente un piccolo muretto sul balcone protegge la parte bassa della pianta dal sole (vedi foto), ma non contento ho anche seminato tagete per creare ombra sul pane di terra. La varietà multi blue appartiene al secondo gruppo e richiede una potatura leggera, consulta qui l’articolo precedente. Le foto di seguito e buon fine settimana. Francesco Diliddo

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