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Chrysanthemum coronarium

La primavera scorsa ho comprato dei semi selvatici in miscuglio che ho distribuito qua e là nei vasi del balcone, e a giugno scorso è nata questa pianta (teoricamente annuale) che ha resistito al mite inverno scorso per fiorire in questi giorni! Le margherite sono piccole in quanto credo sia il primo esempio di margherita selvatica di prato cresciuta in vaso su un balcone! Ecco la foto, qualche curiosità trovata in rete e buona domenica… Francesco Diliddo

chrysanthemum coronarium

E’ una pianta erbacea, annuale che emana un forte odore aromatico. Le foglie, di colore verde chiaro, sono sessili, profondamente divise in lobi lanceolati, la maggior parte bipennapartite, assai frastagliate, quelle di secondo ordine sono spesso dentate. L’infiorescenza a capolini, di 30-50 mm di diametro, sorretta da peduncoli ingrossati all’apice, è formata da un disco centrale di fiori tubulosi giallo-aranciato circondati da fiori periferici ligulati pure di colore giallo.
Le foglie del calice sono ovali e spesso con bordi nerastri. La fioritura si prolunga da aprile ad agosto, ma è precoce in condizioni di caldo estivo. La riproduzione avviene prevalentemente per seme: è una pianta spontanea, però, per la sua bellezza e per la vivacità del colore giallo può essere coltivata in un qualsiasi giardino o sul balcone in vaso!

Sulcorebutia fiorite 2016

Sono state le prime cactacee a fiorire in questa primavera piovosa… le ho tenute sul balcone tutto l’inverno (le sulcorebutia sono resistenti alle basse temperature): qui a Pisa il clima è molto mite. Ci sono tanti boccioli sulle altre e sono preoccupato per le echinopsis che hanno sofferto parecchio il trasloco. Ecco le foto e buon fine settimana, Francesco Diliddo

Sulcorebutia fiebrigii

Sulcorebutia fiebrigii

sulcorebutia canigueralii

sulcorebutia canigueralii

sulcorebutia breviflora

Sulcorebutia breviflora

Clematis texensis “Princess Kate”

Questo genere di clematidi mi è stata consigliata per la rusticità della pianta che resiste al vento e al sole, quindi è consigliata per i balconi molto assolati e ventosi come il mio e, naturalmente, in giardino in piena terra. L’ho scelta perchè mi piaceva il nome e il primo fiore mi ha stupito subito! Ecco le fotografie e i consigli per la potatura. Saluti, Francesco Diliddo

clematis texensis

Appartiene al gruppo di potatura 3 (drastica) Clematis Texensis
A questo gruppo appartengono le Clematis che fioriscono dopo giugno, sui rami prodotti nell’anno: gli ibridi a grande fiore a fioritura tardiva; le C. viticella, le C. texensis, le C. orientalis, le Clematis erbacee come le C. recta, le C. integrifolia e le C. heracleifolia; le C. flammula, le C. tangutica, le C. vitalba, le C. terniflora, ecc. Le Clematis di questo gruppo potrebbero fiorire benissimo senza alcuna potatura, ma, anno dopo anno, diventerebbero vuote e spoglie alla base, fiorendo solo sulle estremità più alte. Questo può rappresentare comunque una tecnica valida, se la superficie da ricoprire è ancora molto ampia o se il supporto è un albero su cui si vogliono vedere fiori esclusivamente in mezzo alla chioma e non lungo il tronco. Resta il fatto che, di norma, in piccoli spazi, è esteticamente più interessante una fioritura che parta dal ‘basso’ lungo tutta l’altezza/lunghezza: ecco il motivo di una potatura drastica, eseguita tagliando ogni singolo stelo sopra la prima coppia di gemme sane e forti, che si incontra osservando dalla base verso l’alto. Questo produrrà l’emissione di vari nuovi steli dal terreno, che cresceranno velocemente durante la stagione e saranno adornati di fiori ad altezze più accettabili.

clematis princess kate

Florete Flores 4-5 giugno 2016 Vicoforte

EA-Florete

Nell’incantevole cornice del famoso santuario barocco di Vicoforte, in provincia di Cuneo, l’iniziativa alla prima edizione è dedicata agli ALBERI.
Oltre 80 gli espositori provenienti principalmente dal Piemonte, con le eccellenze vivaistiche del Cuneese, del Torinese, dell’Astigiano, dell’Alessandrino, del Biellese e del lago Maggiore e una buona scelta di espositori provenienti da altre regioni.
Alberi, arbusti, erbacee perenni, fiori stagionali, erbe aromatiche, bulbi, acquatiche, piante grasse, orchidee, carnivore, alberi da frutto inonderanno di colore il sagrato e le vie adiacenti del santuario di Vicoforte insieme a prodotti riferibili al mondo vegetale e al mondo del giardino. Alla competenza degli espositori si aggiungerà quella degli esperti di associazioni e scuole agrarie che offriranno consulenza gratuita ai visitatori sui più diversi argomenti “verdi”.
In onore degli alberi (protagonisti della prima edizione) avranno luogo nei giorni della mostra mercato molti eventi.
Nel pomeriggio di venerdì 3 giugno verrà inaugurata la xiloteca di Vicoforte, con l’esposizione dei primi 20 campioni di legni e delle schede botaniche che riguardano
le relative essenze, curate dai ragazzi delle scuole locali. La mattina di sabato 4 giugno nella sala conferenze Aula Bona del Santuario si svolgerà il convegno  “Capire gli alberi, accoglierli in città”. Professori universitari, agronomi, esperti, giardinieri e tecnici del verde urbano si ritroveranno a fare il punto su come proteggere e valorizzare gli alberi, giganti del regno vegetale che sono indispensabili per la nostra vita.
Il programma di Florete Flores prevede momenti di convivialità gestiti dalla ProLoco di Vicoforte in collaborazione con altre proloco piemontesi e liguri, il venerdì sera ci sarà un concerto della corale Laud Jucunda e, dalle ore 23 a notte inoltrata per far contenti i giovani, l’ultima tappa cuneese del Silent Event, per tutto il sabato Mario Collino, in arte Prezzemolo, accompagnerà i visitatori con i suoi giochi di una volta, mentre per la sera di sabato 4 giugno è prevista una ricca “notte verde” con un’esibizione di tango argentino, uno spettacolo di comici di Zelig e musica dal vivo.
Domenica 5 giugno di mattina si svolgerà un concorso di pittura, nel pomeriggio si potrà assistere ad una dimostrazione di tree climbing (arrampicata sugli alberi) e, per i più avventurosi, ci sarà la possibilità di salire sulla cupola del Santuario.
Ingresso libero per tutti!

Per informazioni:

tel. 0174-563098
turismo@vicoforte.org

Santuario Vicoforte

Aeonium kiwi

Trovata in un garden da sola in un angolino l’ho subito adottata! Piccolo esemplare, sono sempre dell’idea che è meglio acquistare piante giovani (che costano molto meno!), in maniera tale da potersi adattare meglio al trasferimento, la piante adulta è più sensibile allo spostamento. Purtroppo mi è capitato di avere in regalo cactacee “anziane” di oltre 10 anni e dopo il cambio città sono morte in poco tempo, con molto dispiacere. Ecco la foto e alcuni consigli, buona domenica. Francesco Diliddo

Aeonium kiwi
E’ una pianta abbastanza delicata ma semplice da coltivare che richiede esposizioni soleggiate sia se allevata all’aperto che in appartamento.
Nella stagione fredda si consiglia di far svernare la pianta a 10 °C perché se la temperatura invernale sale oltre questo valore, la pianta si allunga e diventa floscia. Temperature inferiori a 10 ° C non sono tollerate pertanto nelle regioni dove gli inverni sono particolarmente rigidi, devono essere allevate in ambiente protetto.
Durante tutto il periodo primaverile-estivo annaffiare regolarmente ma aspettando che il terreno si asciughi quasi completamente prima di procedere con le successive annaffiature ed evitando sempre i ristagni idrici che non sono in alcun modo tollerati. Durante il periodo autunno-invernale si deve bagnare il tanto da non far seccare del tutto il terriccio.
Si rinvasa ogni anno in primavera usando un terreno per cactacee facilmente reperibile presso un buon centro vivaistico con l’aggiunta di un po’ di sabbia per renderlo più soffice.
A partire dalla primavera e per tutta l’estate somministrare all’aeonium con l’acqua d’annaffiatura una volta al mese un concime liquido a dosi dimezzate.

Euphorbia gottlebei

Adottata lo scorso settembre (2015), questo piccolo esemplare ha perso le foglioline in inverno ma ora è in ottima forma e finalmente l’ho spostata sul balcone.
Originaria del Madagascar, è il mio grande sogno poter visitare questa isola africana, molte delle mie piante vengono proprio da lì!
Pianta rara (si trova solo nelle serre specializzate) di media difficoltà per la coltivazione.
Richiede l’esposizione al sole e va annaffiata da metà marzo a metà novembre ogni 8-10 giorni, mentre in inverno una volta al mese.
Temperatura minima invernale 10° C gradi, quindi da proteggere in casa lontana dalle fonti di calore, mentre per il terriccio utilizzare la composta per cactacee.
Ecco le fotografie della mia E. gottlebei e l’immagine dell’esemplare fiorito preso dalla rete. Saluti, Francesco Diliddo

euphorbia_gottlebei

Euphorbia gottlebei

Euphorbia gottlebei

Clematis fujimusume

Il colore del fiore mi ha subito conquistato e l’ho presa partecipando all’iniziativa Clematidi in festa a Pescia ed ora sono entrato nel gruppo facebook “Clematidi” per condividere le esperienze colturali degli amanti di queste genere di piante.
Questo esemplare l’ho sistemato nel punto migliore per loro, addossato ad una parete vicino al graticcio e le radici sono protette da piante erbacce seminate nel grande vaso.
Per i consigli rimando all’articolo generale e di seguito i consigli sulla potatura. Buona giornata, Francesco Diliddo

clematis fujimusume

Appartiene al gruppo di potatura 2 (potatura leggera) Clematis Patens

È il gruppo a cui appartengono tutte le Clematis che fioriscono fra maggio e giugno, anche queste sui rami dell’anno precedente. Si tratta degli ibridi a grande fiore a fioritura precoce, incluse le cultivar a fiore doppio e semi-doppio, e che generalmente sono in grado di produrre una seconda fioritura (anche se meno abbondante e con fiori semplici se i primi erano doppi) a fine estate, tra settembre e ottobre. Tra febbraio e marzo, più precisamente quando si iniziano a gonfiare le prime gemme, occorre ripulire la pianta da tutti i rami secchi o deboli, e tagliare le foglie vecchie; poi si osserva ogni singolo stelo partendo dalla cima scendendo verso la sua base, finché non si incontra la prima coppia di gemme ben sviluppate, per tagliare il ramo a 0,5 – 1 cm sopra di esse.

clematis vaso