Posts Tagged ‘giugno2017’

Adromischus maculatus

Piccola ma decorativa, una crassulacea per la mia mini collezione: l’ho rinvasata subito e sistemata sul balcone ad ovest. Vi mostro la foto e alcuni consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

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Il genere Adromischus comprende numerose piante perenni succulenti originarie delle zone desertiche del sud Africa.
Il fusto è normalmente molto corto o assente e spesso provvisto di radici aeree. Le foglie carnose sono disposte a spirale o a mazzetti e sono in un bel colore verde intenso o più spesso variegate in modo da formare dei disegni molto particolari e per i quali sono molto apprezzate. I fiori sono piccoli, rossastri o bianchi, in ogni caso poco significativi e portati da dei lunghi peduncoli fiorali di colore rosa o rosso. È una pianta che richiede qualche attenzione nella coltivazione in quanto abbastanza delicata. Ha necessità di esposizioni soleggiate e di una buona aerazione in quanto mal sopporta l’aria viziata.
La temperatura minima sotto la quale non è consigliabile andare è di 5 °C (mentre non ha problemi con le temperature massime) e l’ambiente nel quale cresce deve essere il più possibile asciutto. La pianta va annaffiata dalla primavera e per tutta l’estate con poca acqua. Si procede alle successive annaffiature solo quanto il terreno è asciutto (infilare un dito nella terra per verificarne il grado di umidità). Durante il periodo di riposo vegetativo (autunno- inverno) la pianta non va annaffiata.
Si rinvasa ogni anno in primavera usando un terreno per cactacee che assicura un buon drenaggio. Concimare una volta al mese dalla primavera inoltrata e per tutta l’estate, somministrando un fertilizzante povero di azoto.
L’epoca di fioritura delle diverse specie è tipicamente estiva. La moltiplicazione della pianta può essere effettuata per talea o per divisione della pianta.

Euphorbia milii, due anni dopo

In due anni è cresciuta tantissimo diventando la più generosa, per la fioritura continua da marzo a novembre, anche dopo lo spostamento sul pianerottolo a fine autunno continua! Vi mostro la foto di due anni fa, appena acquistata e quella di oggi. Per i consigli rimando all‘articolo precedente. Buona giornata, Francesco Diliddo

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Gloriosa al massimo splendore

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L’esperienza nel giardinaggio è l’aspetto più importante, ogni pianta ha i suoi bisogni e solo con gli anni possiamo capire la posizione migliore, la concimazione al momento giusto, la frequenza delle annaffiature.
Coltivo i tuberi di gloriosa da 6 anni e quest’anno ho avuto eccezionali risultati: le piante sono alte 170 centimetri! Ho anche un altro vaso con le G. Lutea di colore giallo, che fioriscono più tardi, presto pubblicherò le foto.
La prima regola è un vaso grande e profondo, più spazio hanno i bulbi e maggiori saranno i tuberi per l’anno successivo.
I tuberi li pianto a fine aprile, inizi maggio (la Gloriosa è una tuberosa originaria dei paesi tropicali) a tre-quattro centimetri di profondità e, importantissimo, fornire di una fitta rete o graticcio, dove le piante si arrampicheranno da sole.
Per la composta uso due parti di terriccio preso al negozio di giardinaggio e una di terriccio di campo (la terra dei vigneti di famiglia dalla Puglia!), utilizzando argilla espansa per il drenaggio sul fondo della cassetta.
L’esposizione al sole pieno, anche ad ovest va bene, prediligento il vaso addossato a parete così le piante prendono meno vento.
Nella composta quest’anno ho aggiunto il concime organico MTF Green Flora della Bioges, che comincia a fare i suoi effetti venti giorni dopo, quindi appena le piante iniziano a germogliare hanno un importante apporto di sostanze nutritive.
I risultato sono sorprendenti e ci tenevo a condividere la mia conoscenza.
Buona domenica, Francesco Diliddo

Thunbergia alata “Arizona”

Una piccola pianta, regalo inaspettato e molto gradito che ho subito piantato nel grande vaso addossato al graticcio. Facendo le ricerche ho trovato tantissime varietà e sembra di facile coltivazione, visto che in alcune zone del pianeta è una pianta infestante! La foto che pubblico l’ho presa dalla rete e quando sarà un pò cresciuta e porterà i primi fiori pubblicherò le foto del mio esemplare. Buon fine settimana Francesco Diliddo

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Thunbergia alata è un rampicante perenne sempreverde, originaria dell’Africa orientale. E’ una liana (lunga fino a 3 metri) che in natura cresce ai margini delle foreste, ma anche in aree più aride; le foglie sono triangolari-ovate, spesso con lobi basali angolati; i fiori solitari, imbutiformi, larghi fino a 5 cm, sono tipicamente arancio brillante con centro porpora scuro: esistono tuttavia diverse cultivar in altri colori. Di rapida germinazione e crescita veloce, è spesso coltivata come annuale, sebbene in questo caso raggiunga dimensioni più contenute. La posizione ideale nella quale collocarla è in pieno sole o, comunque, in zone ben illuminate ma riparate; durante la stagione estiva è buona norma riporla in posizioni parzialmente ombreggiate.
Il periodo più adatto alla piantumazione è la primavera; il terreno deve essere ben drenato. Per tutta la fase della crescita, le annaffiature devono essere abbondanti. Possono sopportare temperature abbastanza basse, intorno ai -5° C, per brevi periodi di tempo; spesso però le piante non sopravvivono ai periodi invernali eccessivamente umidi, e vengono sostituite ogni anno.
In generale la thunbergia è un genere della famiglia delle Acanthaceae che comprende un centinaio di specie, per lo più erbacee annuali e perenni, oltre delle quali rampicanti, e qualche arbusto, originarie dell’Africa meridionale, del Madagascar e dell’Asia meridionale. Il massimo centro di biodiversità è l’Africa meridionale, con una novantina di specie, dodici delle quali sudafricane. Sono piante del sottobosco, talvolta delle aree rocciose, che si arrampicano sugli alberi e gli arbusti delle foreste. Sono coltivate per la bellezza dei grandi fiori a tromba, dai colori brillanti (azzurro, viola, giallo, arancio, rosso, bianco).

Echinocereus rigidissimus rubrispinus in fiore

Sul balcone dal 2014 mi è fiorito lo scorso anno e due anni fa, sempre durante il periodo di ferie e non sono mai riuscito a vedere il grande fiore! Quest’anno il grande evento ed ecco le foto con la crescita e l’evoluzione dei boccioli fino alla fioritura.
Per le cure potete leggere l’articolo principale. Buona giornata, Francesco Diliddo

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Orto botanico di Pisa, giugno 2017

Avere l’orto botanico nella propria città è un privilegio e durante i miei viaggi mi piace visitare gli altri parchi in giro per l’Italia! In occasione della visita in città di due care amiche di Genova ci siamo recati all’Orto e museo botanico di Pisa,  per sfuggire al caldo incredibile della città. L’ultima volta che ci sono andato, è stato due anni fa, ed è molto cambiato e migliorato e questo mi rende felice.
Ci sono le nuove serre tropicali ed è in ristrutturazione la grande serra con le cactacee e le euphorbie. Ho anche molto apprezzato il piccolo museo allestito (con gran gusto museologico) all’interno del parco. La visita all’orto botanico è un viaggio bellissimo per vedere le piante che crescono in tutto il mondo con alberi maestosi, un’occasione culturale per conoscere piante meno comuni. Mi ha incuriosito molto l’albero del corallo (Erythrina crista-galli) e la collezione di ortensie. Ho apprezzato molto alla libreria, la vendita di piante e semi con le schede tecniche per le cure. Vi mostro alcune fotografie e buona domenica, Francesco Diliddo

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Hildewintera aureispina 2017

In due anni è crescita tantissimo! La tengo tutto l’anno in esterno e prende tantissimo sole… vi mostro le foto della trasformazione con nuovi rami e per i consigli rimando all’articolo precedente. Buona giornata, Francesco Diliddo

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