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Drosanthemum hispidum

Regina dei balconi del sud, ho scattato le foto dello splendido esemplare che cresce rigoglioso in vaso, nel giardino pugliese della casa in campagna. Ho fatto delle talee (ora sono in Puglia) e proverò a portarlo a Pisa sul mio assolato balcone esposto a sud. Vi mostro le foto e alcuni consigli sulle cure prese dalla rete, è una pianta molto facile. Saluti, Francesco Diliddo

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DSC_0206Drosanthemum hispidum

Il genere Drosanthemum annovera oltre un centinaio di specie succulente originarie del Sud Africa, appartenenti alla famiglia delle Aizoaceae. La più comune nelle coltivazioni di piante ornamentali è la Drosanthemum hispidum: la specie è una sempreverde, con portamento cespuglioso e cadente, ed è conosciuta per questo motivo come “barba di Giove“. Le foglie sono piccole e arrotondate, carnose e talvolta dotate di una rada peluria che si estende fino agli steli. I fiori sono di media grandezza e dotati di numerosi petali distribuiti a raggiera. Ideale sarebbe posizionarla a ridosso di un muro o su un’ampia balconata esposta al sud, in modo tale che i rami possano godere del sole diretto, crescere verso il basso e fiorire durante la bella stagione. Le innaffiature non dovranno mai essere abbondanti, anche nel periodo estivo. Sarà sufficiente una pioggerella artificiale due volte a settimana, avendo cura di inumidire per bene il terreno. In inverno se le temperature scendono sotto lo zero e le gelate improvvise persistono a lungo, è bene coprirla con un telo coprente.

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Crassulaceae pugliesi

Dopo un’intera giornata di lavori ho risistemato il balcone di mia madre in Puglia! Abbiamo messo due grandi vasi e accorpato molte piante in composizione, io preferisco tenerle separate, mentre mamma preferisce mettere più piante nello stesso vaso. L’importante è scegliere piante con le stesse caratteristiche e più o meno gli stessi tempi di crescita: altrimenti la pianta più veloce occuperebbe maggiore spazio. Vi mostro le foto dei lavori terminati e due crassule che porterò a Pisa. Buona Pasqua, Francesco Diliddo

Il terrazzo (non mio) prende forma…

Oggi grandi lavori presso il terrazzo del mio carissimo amico Claudio! È uno spazio molto ampio con tante piante ereditate dal vecchio proprietario ed un fantastico impianto idrico da rimettere a posto. Moltissime crassulaceae inselvatichite e tanti gioiellini, nascosti qua e la, sparsi tra i vasi.
Abbiamo per ora sistemato e riorganizzato i vasi in terracotta che decorano il muretto principale con diverse specie di crassule, senecio e mesembriantemo.
Poi passeremo a mettere a dimora delle piante rampicanti sulle pareti e Claudio predilige le piante perenni variegate per effetti cromatici verde/bianco.
Durante la mattinata una splendida farfalla è venuta a nutrirsi del nettare sui fiori dell “amante del sole” (cercatela nella foto!).
Vi mostro alcuni scatti di oggi e prossimamente le foto d’insieme. Saluti, Francesco Diliddo

crassule

mesembriantemo

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Lotus berthelotii

Quando visito le mostre mercato sono sempre alla ricerca di piante meno conosciute, originarie di paesi lontani: per me il giardinaggio è come viaggiare! Mentre giravo per VerdeMura a Lucca ha attratto la mia attenzione questa pianta, che subito ho adottato e la ragazza che le vendeva mi sembrava molto preparata in materia. Quando chiedo il nome di una pianta al venditore e non lo conosce… mi da quasi fastidio! Ecco la foto come promesso e alcune informazioni trovate in rete per le cure.
Proverò a moltiplicarla per talea e regalarla a tutti i miei amici col pollice verde. Saluti, Francesco D.

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Erbacea perenne originaria delle isole Canarie, semi sempreverde; ha portamento rampicante o prostrato e tende ad allargarsi molto rapidamente, costituendo un ampio cespuglio; ha fusti sottili, che portano lunghe foglie lineari, di colore verde-argentato o bluastro, sono verticillate o riunite in piccoli fascetti. I fusti sono molto sottili, dello stesso colore delle foglie, oppure rossastri, flessibili e prostrati; da marzo a ottobre i lotus producono innumerevoli fiori di medie dimensioni, a forma di becco o di fiammella, riuniti verso l’alto. Molto adatte in panieri appesi, queste piante si possono porre a dimora anche nei giardini rocciosi, come piante tappezzanti. lotus-fiorePorre a dimora in terreno abbastanza ricco e molto ben drenato; si può preparare un terreno ideale mescolando due parti di terriccio bilanciato ad una parte di sabbia e lapillo a granulometria differente. Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole. Durante i mesi freddi annaffiare saltuariamente, inumidendo il terreno ogni 25-30 giorni, evitando di bagnare eccessivamente il substrato.

Solanum jasminoides

È chiamato comunemente gelsomino di notte: ho preso questa pianta rampicante per il grande vaso, posto davanti il graticcio a parete del balcone, esposto ad ovest. Nel cortile interno del palazzo storico dove lavoro è diventata bellissima in pochi anni e per questo l’ho scelta! Nello stesso grande vaso la scorsa primavera ho piantato la clematis “fujimusume” che è cresciuta molto poco, rispetto alle mie aspettative. La foto che pubblico l’ho trovata in rete e nei prossimi mesi posterò l’immagine del mio esemplare, intanto vi scrivo alcuni consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

solanum-jasminoides

Questo solanum necessita di una buona dose di sole, non teme la siccità, non ama gli eccessi di annaffiature.
Richiede un luogo ben luminoso e soleggiato, con alle spalle un graticcio su cui possa svilupparsi liberamente, in vaso o in piena terra; come avviene per tutte le rampicanti, l’apparato radicale è spesso uno specchio dello sviluppo esterno della pianta, quindi se poniamo un solanum in un piccolo vaso, difficilmente si svilupperà a ricoprire una grande parete.
Da aprile fino ai freddi autunnali, annaffiare solo quando il terreno è ben asciutto; è meglio annaffiare una volta di meno, piuttosto che lasciare il terreno inzuppato d’acqua.
I solanum non sono particolarmente esigenti neppure per quanto riguarda il substrato di coltivazione, purché si tratti di terreno molto ben drenato, quindi ricordiamo di aggiungere al terriccio della sabbia, del lapillo, che permetta all’acqua di defluire liberamente dalle radici della pianta.
Sono originari del Brasile, dove godono tutto l’anno di un clima mite e qui a Pisa può restare all’esterno tutto l’anno. In genere lo sviluppo di queste piante è abbastanza denso e compatto; se ricevono poca luce tendono però a “filare”, ovvero ad allungarsi perdendo la vegetazione nella parte bassa. Posizioniamo la pianta nella giusta illuminazione, e dopo la fioritura spuntiamo leggermente i rami più esterni. Generalmente non è necessario praticare potature drastiche, a meno che la pianta non sia stata severamente rovinata dalle intemperie invernali.

Bulbose primaverili

Per la festa del papà pubblico altre foto delle mie bulbose in fiore in questi giorni! Buona domenica, Francesco Diliddo

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Crassula lactea

Finalmente ho scoperto il nome di questa crassulacea che produce gli stessi fiori dell’albero di Giada (crassula ovata). Vi mostro la foto dell’esemplare acquistato l’estate scorsa e alcuni consigli sulle cure (pianta facilissima da coltivare).
Buona giornata, Francesco Diliddo

cof

E’ una pianta da vaso estremamente diffusa e molto popolare, in quanto molto semplice da coltivare e nelle giuste condizioni dà, da adulta, una fioritura ricca e molto decorativa. I suoi steli, spessi e dalla consistenza carnosa, si ramificano creando una chioma tondeggiante. Le foglie ovali, misurano circa 4 cm di lunghezza e appaiono anch’esse turgide, per la grande quantità di acqua che contengono. Il loro colore è verde medio, ma spesso il bordo ha sfumature rossastre. La loro apparizione avviene, negli esemplari di grandi dimensioni, durante la stagione invernale, visto che la pianta, provenendo dall’altro emisfero, ha il ciclo vitale invertito. Pur trattandosi di una succulenta ha una crescita mediamente veloce, la riproduzione è molto semplice per talea.