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Salvia officinalis

Tra le erbe aromatiche sul balcone non poteva mancare la salvia: ho trovato una pianta da coltivazione biologica e ho preparato una pasta fresca con burro e qualche foglie della mia piantina. Sapore molto delicato e come tutte le piante aromatiche maggiore è il sole e più aumenta il profumo!
Lo associata nella stessa vaschetta con l’origano, ma le ho separate con un sacchetto in tessuto.  Vi mostro la foto come di consueto e poi alcuni consigli: è una pianta resistente anche per i meno esperti. Saluti, Francesco Diliddo

cof

La salvia è conosciuta dall’antichità come pianta officinale per le sue presunte proprietà medicamentose, il suo nome scientifico difatti è proprio salvia officinalis, e il termine “salvia” deriva da salvatrix, salubre. Le qualità ad essa attribuite sono antinfiammatorie, digestive, ciccatrizzanti e battericide.
Appartiene alla famiglia delle lamiaceae, la stessa famiglia del timo e della menta: una pianta perenne e sempreverde, di origine mediterranea, rustica e molto semplice da coltivare. Ama il caldo e predilige posizioni soleggiate, non teme la siccità e il gelo invernale, può invece aver problemi se si verificano situazioni di prolungata umidità di terreno o dell’aria. Fresh-picked bunch of flowering sage

Questa pianta aromatica si adatta a ogni tipo di terreno, fedele alle sue origini mediterranee, soffrendo solo ristagni idrici e terre troppo compatte e argillose.

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Zanthoxylum beecheyanum (pepe giapponese)

Un regalo molto gradito dalla carissima amica Caterina! Avrà un posto d’onore sul balcone in bella vista dalla sala da pranzo.
Le piante che preferisco sono quelle ricercate, insomma sul mio balcone non ci sono i gerani (non mi sono mai paciuti, poverini)… e questo esemplare troverà la sua giusta esposizione. Vi mostro la foto dell’arbusto, un’immagine delle bacche prese dalla rete e infine alcuni consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

pepe giapponese

Piccolo arbusto dal fogliame verde lucido, che emana un’intensa fragranza agrumata se strofinato. Le sue bacche bacche, simili a quelle del pepe rosa, sono utilizzate nella cucina orientale per insaporire i piatti.
In primavera e in estate mostra un fogliame elegante e leggero, in settembre si riempie di grappoli di piccoli frutti rosati e più avanti, in autunno, la sua chioma diventa gialla. Nei mesi freddi acquista maggiore rilievo anche la corteccia che riveste il tronco e i rami più grossi, segnata da spine decorative e abbastanza acuminate. pepe giapponese
La pianta può essere coltivata in quasi tutta Italia perché è un albero che tollera sia i grandi caldi estivi sia punte di freddo sino a circa -15° C. Va esposto in pieno sole, ma può stare bene anche in luoghi parzialmente ombreggiati.
Il terreno deve essere neutro o alcalino (non acido), fertile e ben drenato, perché non sopporta i ristagni d’acqua.
Il zanthoxylum non deve patire la siccità per periodi prolungati: in primavera ed estate bisogna bagnare con regolarità e controllare che il terreno sia sempre un po’ umido.
È una pianta che non va troppo concimata, perché di suo ha già un buon vigore che assicura buoni risultati.
A inizio primavera si rimuovono i rami morti o danneggiati; nello stesso periodo si possono fare cimature di contenimento, tagliando di almeno 15 cm i rami giovani appena spuntati.

Mentha spicata

Sin da piccolo ho potuto apprezzare il profumo di questa pianta che cresceva (e c’è tutt’ora) nelle aiuole della nostra casa in campagna in Puglia vicino le rose. Oggi riempie l’aiuola con l’albero del limone e passando lì vicino è un insieme di profumi inebrianti. Tra qualche giorno sarò li per trascorrere la Pasquetta come tradizione di famiglia e pubblicherò alcune foto! Tra i miei piatti preferiti, le zucchine con la menta… e ho sempre una scorta di menta essicata, che prepara mia madre ed ora proverò con la menta fresca. Qui in Toscana è più facile trovare la menta piperita, ma ho cercato la mia “spicata” che cresce in Puglia. L’ho sistemata in una cassetta con l’agave, in quanto la fortissima menta tende ad occupare tutto lo spazio e va contenuta. Vi mostro la foto e alcuni consigli per una pianta resistentissima, buon fine settimana. Francesco Diliddo

cof

La menta romana è una pianta perenne della famiglia delle Lamiaceae (come l’origano).
Può crescere sia in pieno sole che in zone ombreggiate anche se i luoghi molto luminosi favoriscono una maggiore formazione di oli essenziali: maggiore è la temperatura, maggiore sarà la produzione di oli essenziali.
La pianta che può essere tranquillamente allevata sia in vaso che in piena terra. Richiede delle annaffiature regolari e generose soprattutto durante il periodo estivo. La menta non è particolarmente esigente in fatto di terreni, l’importante è che sia un terreno fertile ricco di humus, poroso e ben drenante in quanto non ama i ristagni idrici. Essendo una pianta che ha necessità di sostanza organica nel terreno, è bene rinnovare il terriccio ogni 2-3 anni in considerazione anche del fatto che è una pianta molto longeva e di crescita abbondante. È consigliato utilizzare dei vasi di terracotta che permettono al terreno di respirare.
Per le concimazioni la menta richiede delle grandi quantità di potassio, di fosforo ed anche di azoto che accresce la produzione delle foglie e di oli essenziali. Fiorisce dalla primavera all’estate e può proseguire fino all’autunno.
Si può moltiplicare facilmente in primavera per talea.

Origano comune

Le piante aromatiche, tipiche del nostro clima mediterraneo, non potevano mancare sul mio balcone e così ne ho presa qualcuna! Ho sistemato nella stessa cassetta l’origano e la salvia separandole con un sacchetto in tessuto, così mi ha consigliato il venditore.
Adoro l’origano come spezia in cucina e mi ricorda tanto la mia Puglia d’estate! Eccovi la foto e alcuni consigli presi dalla rete. Buona lettura, francesco Diliddo

cof

L’origano appartiene alla famiglia delle Lamiaceae ed è una pianta endemica delle coste e dei pendii rocciosi nei pressi del mare. Si rinviene spontaneamente nei luoghi temperati-caldi, generalmente ben esposti. Il forte calore e la siccità incrementano la presenza di olio essenziale.
La coltivazione dell’origano è molto semplice e si adatta a praticamente tutte le regioni italiane: richiede poche cure, è piuttosto resistente al freddo e ai parassiti. Può essere coltivato sia in piena terra sia in vaso.
Possiamo inoltre scegliere se inserirla nell’orto oppure creare appositamente un piccolo angolo aromatico. È una essenza anche molto adatta ad essere inserita nel giardino roccioso, dove cresce e si allarga con grande facilità.
L’origano ha bisogno della luce del sole, e non teme la siccità. Per questo è bene annaffiarlo poco, avendo cura di non lasciare acqua stagnante alla base del cespuglio. Le annaffiature devono continuare per il periodo estivo, mentre in autunno e in inverno sono di solito sufficienti le piogge naturali. Una volta cresciuto, l’origano si presenta come una pianta cespugliosa, alta circa cinquanta centimetri, con rami pieni di foglioline aromatiche: sulla cima dei rami, si sviluppano i fiori. Quando si sviluppano i fiori, è arrivato il momento di raccoglierli: lo si può fare con un paio di forbici da giardinaggio, avendo cura di staccare solo le punte dei rami. I fiori dovranno poi essere essiccati: è importante che questa procedura venga fatta seguendo alcuni accorgimenti, allo scopo di preservare la fragranza e l’aroma dell’origano. I fiori devono infatti essere posti a essiccare all’ombra, e non alla luce diretta del sole. Una volta secchi, i fiori possono essere sbriciolati e conservati in barattoli alimentari in vetro. Ma è anche possibile usare le foglioline fresche, direttamente sui nostri piatti. origano-fiori
È una delle piante che può vivere bene anche in vaso, purché si seguano particolari accorgimenti. L’importante è che il vaso sia di terracotta e abbia un diametro ampio: deve essere posto al caldo e all’esposizione del sole, e avere sul fondo un sistema di drenaggio che faccia defluire l’acqua. Per l’annaffiatura non si deve somministrare acqua con troppa frequenza, e quando si annaffia la pianta, bisogna fare attenzione a non bagnare le foglie. L’origano non ha bisogno di particolari cure, perché è una pianta resistente alle malattie e agli attacchi di funghi e parassiti.
Il terriccio deve essere leggero e ben drenato.

Tulbaghia violacea (pianta antizanzare)

tulbaghia

E’ una perenne rizomatosa con strette, lineari, foglie grigio-verdi profumate d’aglio. Formano dei grandi cespi con profumati fiori rosa-violetto pallido, fiorendo a lungo, da metà estate a inizio autunno. La Tulbaghia violacea è molto facile da coltivare e durerà anche in stato di abbandono per molti anni, in grado di prosperare in terreni piuttosto poveri.

L’odore assai forte di aglio proviene dalle foglie schiacciate o dagli steli tagliati il che lo rende inadatto per un fiore reciso.
E’ una pianta repellente contro pulci, zecche, ma soprattutto antizanzare. Anche le parti della pianta completamente secche hanno un odore davvero fortissimo, che allontana anche la zanzara tigre.
Utile può risultare anche in cucina, dato che la Tulbaghia può essere usata come sostituto dell’aglio o dell’erba cipollina.

La pianta rimane sempreverde nelle zone dal clima mite e può comunque tollerare punte di -5°C in terreno ben drenato e con spessa pacciamatura.

Curcuma fioritura 2012

Ecco la fioritura 2012… da tre anni mi stupisce sempre!

Francesco Diliddo

Curcuma alismatifolia

La Curcuma alismatifolia è originaria della Thailandia e presenta lunghe foglie lanceolate, lucide, di colore verde chiaro; in estate, all’apice di fusti alti 60-70 cm, eretti, sbocciano grandi fiori rosati. Le Curcume sviluppano rizomi carnosi, che in Asia vengono utilizzati, essiccati e triturati, come colorante e come spezia alimentare. La bellezza dei fiori è esotica, molto simili ai Fiori di Loto, nei colori bianco, rosa, porpora e giallo. I rizomi si conservano in luogo fresco ed asciutto, con una temperatura minima superiore ai 15°C. essendo una pianta di origini tropicali, necessita di un ambiente caldo umido; dall’inizio della primavera all’inizio dell’autunno deve essere innaffiata regolarmente e in abbondanza, evitando i ristagni d’acqua nel sottovaso. Se il clima è molto asciutto meglio vaporizzare periodicamente le foglie.

La mia Curcuma è stata un regalo di amici dello scorso anno e in inverno cadute le foglie ho pulito i rizomi e conservati in un luogo asciutto. Li ho ripiantati a marzo e sistemato il vaso sul balcone, fino alla seconda fioritura di ottobre!!! Ecco le foto.

Francesco Diliddo