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Cactacee in fiore

Gli echinopsis danno grandi soddisfazioni e fortunatamente ho ancora molti boccioli con due esemplari in fioritura per la prima volta dopo anni! Incrociamo le dita e intanto vi mostro le prime fioriture. Saluti da Pisa, Francesco Diliddo

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Graptopetalum bellum

Questa pianta dai fiori sgargianti l’ho sempre vista sulle riviste e sui siti di giardinaggio e trovata per caso ad un negozio (ero andato a cercare i gerani profumati) e subito l’ho presa. Facendo ricerche ho scoperto che trattasi di una crassulaceae (era abbastanza evidente) ma che richiede stranamente un’esposizione all’ombra! Vi mostro la foto e alcuni consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

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Al genere Graptopetalum appartengono delle piante grasse originaria dell’America Centrale, appartenenti alla famiglia delle crassulaceae, particolarmente adatti ai giardini rocciosi. Questo genere si caratterizza per le foglie spesse, acquose e succulente, e per i fiori raggruppati in piccole ombrelle sorrette dallo stelo.
La Graptopetalum bellum ha le foglie riunite in rosette compatte larghe dai 3 agli 8 centimetri, con la lamina fogliare grigio-verdastra. È una varietà piuttosto facile da coltivare, che predilige le posizioni luminose ma non esposte direttamente ai raggi del sole, e i terreni fertili e ben drenati. Va innaffiata moderatamente durante la stagione vegetativa e il terriccio deve essere mantenuto quasi asciutto nei mesi invernali; non va esposta a temperature inferiori ai 7° C.
In primavera, durante il periodo della fioritura, le va somministrato ogni due settimane un fertilizzante liquido diluito nell’acqua di annaffiatura, cercando di non bagnare direttamente la pianta. Questa succulenta teme gli attacchi del ragnetto rosso, che produce macchie marroni sulle foglie.

Agave attenuata

Finalmente scrivo l’articolo per l’Agave attenuata, un regalo graditissimo dalla cara Patrizia, arrivata da Roma lo scorso febbraio. I regali fatti tra appassionati di giardinaggio sono i più graditi.
Esemplare stupendo che desideravo da tempo (mi ricorda i giardini mediterranei) che tengo ancora per qualche giorno riparato sul pianerottolo (arrivano raggi di sole filtrati) e gradualmente lo espongo sul balcone a sud. Vi mostro la foto e i consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

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Originaria degli altopiani del Messico, è di medie dimensioni, infatti le foglie, di colorazione verde-azzurra prive di spine, raggiungono lunghezze che variano tra i 50 e i 70 cm. L’infiorescenza è costituita da un grappolo con un’altezza che può superare anche i due metri di altezza composto da fiori giallo-verdastri (la foto che pubblico è presa dalla rete). Dai fiori è possibile ottenere alcuni bulbi con i quali sarà poi possibile riprodurre adeguatamente la pianta. L’Agave attenuata ha una struttura molto carnosa, e data la sua origine, predilige climi molto caldi, infatti soffre le temperature rigide.
La pianta teme le temperature inferiori ai 10 gradi centigradi, quindi sarebbe opportuno allestire una piccola serra per riuscire a proteggere in maniera ottimale la pianta, durante i mesi più freddi, se la si volesse coltivare in una zona a clima troppo rigido. La corretta collocazione della pianta è in pieno sole, perché ha necessità di essere esposta per molto tempo alla luce. Essendo una pianta succulente non necessita di troppa acqua, potrebbe essere sufficiente un’annaffiatura mensile. Il vaso dove sarà coltivata la pianta dovrebbe essere adeguatamente profondo per permettere il completo sviluppo dell’apparato radicale. Dovrebbe essere anche garantito un corretto drenaggio, per evitare ristagni d’acqua. agave attenuata fiore
In generale comunque si dovrebbe rispettare la regola di 1-2 annaffiature al mese nel periodo primaverile ed in quello autunnale, 2-4 volte al mese durante la stagione estiva, mentre dovrebbe essere sospesa nel periodo invernale, durante il riposo vegetativo
Come la maggior parte delle piante succulente dovrebbe essere concimata con un concime a base di fosforo e potassio che aiutano la fioritura e sono in grado di fortificare il fusto. Dovrebbe essere contenuto il tenore di azoto, questo perché tale elemento da un lato velocizza la crescita, ma allo stesso tempo rende più debole la struttura. Per curare adeguatamente la pianta ed evitare malattie o l’attacco di afidi e di cocciniglie sarebbe opportuno effettuare un trattamento con un insetticida ad ampio spettro alla fine dell’inverno. Questo soprattutto per avere la pianta protetta in primavera, quando le abbondanti piogge e le escursioni termiche potrebbero portare la pianta ad essere attaccata dai funghi. La potatura andrebbe eseguita solamente per eliminare le parti malate.

Il giardino pugliese

Sin da adolescente ho avuto la passione per il giardinaggio. Avevo 15 anni quando cominciai a creare aiuole nel giardino della nostra casa in campagna, in Contrada Marrella, vicino Borgo Tressanti nell’agro di Cerignola (il terzo in Italia per estensione). Nella casa, costruita negli anni ’50, ha vissuto la famiglia di mio padre per circa vent’anni. Siamo tutti molto legati a quest’abitazione, la chiamiamo con affetto la “casetta”, ma in realtà è molto grande in quanto ci abitavano nove persone. Durante la mia infanzia, nei mesi estivi ci trasferivamo lì a vivere ed ho moltissimi ricordi indimenticabili!
Ritornando ad oggi, quando si avvicinano le vacanze pasquali, per me è l’occasione perfetta per tornare in Puglia e sistemare “la casetta”, dopo l’inverno, per il grande pranzo di famiglia di Pasquetta ed io mi occupo principalmente di ripulire la aiuole. Ci sono piante che hanno oltre vent’anni: le ho piantate durante la mia adolescenza… Tra le tante c’è la yucca gigante e le aiuole con le cactacee che sono sopravvisute a 30 cm di neve (lo scorso rigido inverno) e sono piantate in piena terra. Ci sono i mandorli piantati da mio nonno Francesco oltre 60 anni fa e l’antico pozzo, che forniva l’acqua all’abitazione con moltissimi cactus in vaso.
Vi mostro alcune fotografie, anche col confronto prima e dopo. Saluti dalla Puglia, Francesco Diliddo

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Lotus berthelotii

Quando visito le mostre mercato sono sempre alla ricerca di piante meno conosciute, originarie di paesi lontani: per me il giardinaggio è come viaggiare! Mentre giravo per VerdeMura a Lucca ha attratto la mia attenzione questa pianta, che subito ho adottato e la ragazza che le vendeva mi sembrava molto preparata in materia. Quando chiedo il nome di una pianta al venditore e non lo conosce… mi da quasi fastidio! Ecco la foto come promesso e alcune informazioni trovate in rete per le cure.
Proverò a moltiplicarla per talea e regalarla a tutti i miei amici col pollice verde. Saluti, Francesco D.

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Erbacea perenne originaria delle isole Canarie, semi sempreverde; ha portamento rampicante o prostrato e tende ad allargarsi molto rapidamente, costituendo un ampio cespuglio; ha fusti sottili, che portano lunghe foglie lineari, di colore verde-argentato o bluastro, sono verticillate o riunite in piccoli fascetti. I fusti sono molto sottili, dello stesso colore delle foglie, oppure rossastri, flessibili e prostrati; da marzo a ottobre i lotus producono innumerevoli fiori di medie dimensioni, a forma di becco o di fiammella, riuniti verso l’alto. Molto adatte in panieri appesi, queste piante si possono porre a dimora anche nei giardini rocciosi, come piante tappezzanti. lotus-fiorePorre a dimora in terreno abbastanza ricco e molto ben drenato; si può preparare un terreno ideale mescolando due parti di terriccio bilanciato ad una parte di sabbia e lapillo a granulometria differente. Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole. Durante i mesi freddi annaffiare saltuariamente, inumidendo il terreno ogni 25-30 giorni, evitando di bagnare eccessivamente il substrato.

Crassula gollum

Crassula gollum

E’ una mutazione, ottenuta da un coltivatore, della crassula ovata e per poche caratteristiche si differenzia dalla cultivar “hobbit”. Cerco di spiegare la differenza: le foglie ‘Hobbit’ sono arricciate all’indietro, mentre ‘Gollum’ ha foglie che sono quasi tubolari e sembrano essere capovolte con una ventosa. Ecco la foto della hobbit presa in rete. crassula hobbitLa foto più grande si riferisce al mio esemplare cultivar “gollum” acquistata lo scorso anno, in composizione con le altre crassulacee. Per le cure ripubblico le informazioni della c. ovata. E’ una pianta da vaso estremamente diffusa e molto popolare, in quanto molto semplice da coltivare e nelle giuste condizioni dà, da adulta, una fioritura ricca e molto decorativa. I suoi steli, spessi e dalla consistenza carnosa, si ramificano creando una chioma tondeggiante.
Le foglie ovali, misurano circa 4 cm di lunghezza e appaiono anch’esse turgide, per la grande quantità di acqua che contengono. Il loro colore è verde medio, ma spesso il bordo ha sfumature rossastre. La loro apparizione avviene, negli esemplari di grandi dimensioni, durante la stagione invernale, visto che la pianta, provenendo dall’altro emisfero, ha il ciclo vitale invertito. Pur trattandosi di una succulenta ha una crescita mediamente veloce, la riproduzione è molto semplice per talea.

Sedum rubrotinctum

Una piccola talea ricevuta in regalo, cresciuta velocissima in pochi mesi, ora piena di boccioli! L’ho sistemata in composizione con altri sedum e crassulacee nel vaso con le “vaschette laterali” esposto a sud! Anche lei con le basse temperature del periodo ha assunto una bella colorazione molto decorativa. Vi mostro la foto, pianta semplicissima da coltivare, appena cade una fogliolina carnosa, subito spunta una nuova pianta. Saluti da Pisa, Francesco Diliddo

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E’ una pianta semplice da coltivare, possibilemnte in un vaso pensile.
Predilige l’esposizione al sole diretto e quando si superano i 20 gradi preferisce zone ventose. Da novembre a marzo (periodo di riposo) somministrare acqua solo quando serve, per evitare che le foglie avvizziscano, perchè questa pianta è in grado di sopravvivere con riserve di umidità, ma solo per brevi periodi. Durante la stagione estiva lasciare asciugare quasi tutto il terriccio prima di annaffiare di nuovo: concimare gli esemplare maturi due volte l’anno (all’inizio dell’estate e in tarda stagione). Rinvasare una volta ogni due anni quando le radici appaiono troppo costrette , ma solo se è necessario perchè è facile danneggiare gli steli e le foglie. Il terriccio deve essere grasso, con aggiunta di sabbia per orticultura (un quarto del volume totale). Il vaso deve essere profondo per fare attecchire le lunghe radici.