Posts Tagged ‘toscana garden’

Crassula coccinea

Mi ha subito colpito la forma dei fiorellini e il colore, i boccioli sono molto particolari ed essendo una crassulaceae non ho resistito e poi non l’avevo mai vista prima, ne sui siti internet e neanche sulle riviste di giardinaggio. Vi mostro l’immagine che ha riscosso un grande successo sulla pagina facebook di BalconeFiorito e alcuni consigli. Saluti, Francesco Diliddo

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Crassula originaria del Sudafrica, è un piccola pianta alta fino a 40 cm, con pochi fusti che si estendono dalla base. Quando le piante invecchiano, il fondo degli steli diventa marrone e secco con le foglie brillanti e nuove alle estremità. Le foglie succulente sono piatte, ovali e disposte a sovrapporre l’altro lungo i gambi. I lunghi fiori tubolari sono brillanti, soprattutto al sole. È facile da coltivare ma è suscettibile agli insetti e alle malattie fungine. Come per tutte le succulente, l’eccesso di acqua è sicuramente fatale. Evitare i ristagni idrici nel sottovaso, infatti l’ho piantata in una vaschetta in terracotta.
La moltiplicazione è molto semplice in primavera per talea.

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Echeveria pulvinata ruby blush

Piccola talea presa l’estate scorsa dal balcone pugliese di mia mamma! Le avevo regalato la pianta “madre” la primavera precedente, ed è cresciuta tantissimo in pochi mesi. Eccola colorita dal freddo invernale e di seguito alcuni consigli sulle cure, allego una foto presa dalla rete con i piccoli fiori arancioni.
Saluti, Francesco Diliddo

cof

Le temperature estive ottimali di coltivazione oscillano tra i 15-21°C ma tollerano anche temperature superiori. Le temperature invernali è preferibile che non scendano sotto i 7°C. Se le temperature scendono intorno a questi valori, spostatela in un luogo più caldo e luminoso. Sono piante che amano l’aria per cui date loro aria fresca soprattutto d’estate sistemandole vicino ad una finestra aperta. echeveria-pulvinata-fiori
Durante il periodo autunno-invernale le irrigazioni vanno sensibilmente ridotte e se le temperature si abbassano, diminuirle sempre di più. La pianta di echeveria come tutte le piante, ha necessità di essere rinvasata periodicamente, in primavera, se le radici hanno occupato tutto lo spazio a loro disposizione. Per il rinvaso utilizzate una composta specifica per cactaceae alla quale unite sabbia grossolana o perlite nella misura di 2:1 (2 parti di composta per 1 parte di sabbia o perlite). Sistemare nel foro di drenaggio dei pezzi di coccio in modo che la terra o le radici non ostruiscano il foro di drenaggio in quando i ristagni idrici sono letali per questa pianta.

Clivia miniata

Un regalo molto gradito della mia amica Elena! Ha diviso le sue piante che col tempo riepiono il vaso di radici e mi ha omaggiato dei bulbi.
Ieri li ho piantati e stanno benone come potete vedere dalla foto, mentre l’immagine della fioritura l’ho presa dalla rete. Vi scrivo alcuni consigli sulle cure e buon fine settimana, Francesco Diliddo

clivia-miniata
Originaria dell’Africa meridionale è una pianta erbacea sempreverde, che produce un buon apparato radicale, da cui si eleva un ciuffo di grandi foglie a nastro di colore verde scuro, lucide e coriacee; in primavera tra le foglie la pianta produce un alto fusto carnoso, che porta un infiorescenza ad ombrello costituita da ampi fiori di colore arancio vivace; esistono varietà con fiori gialli, bianchi e rossi. clivia-fiore
Le clivie si coltivano come piante da appartamento, perché essendo sempreverdi le grandi foglie perdurano per tutto l’arco dell’anno; la fioritura avviene tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, e dura qualche settimana. E’ classificata come pianta d’appartamento, ma col clima mite pisano si può tenere sul balcone tutto l’anno e prediligendo l’ombra l’ho sistemata nel balcone a nordovest, dove arriva un pò di sole solo nel tardo pomeriggio.
Per il rinvaso si deve usare del buon terriccio di bosco, corteccia di pino di dimensioni medie miscelati a sabbia grossolana che facilita il drenaggio dell’acqua, fondamentale per le clivie che sviluppano un grande apparato radicale esaurendo rapidamente la terra del vaso. Tuttavia non necessita di frequenti rinvasi che si consigliano ogni due anni quando le radici non hanno più spazio disposizione. Il vaso non deve essere troppo grande, al massimo 20 cm di diametro.
La clivia preferisce la luce ma non il sole diretto. Un buon metodo per comprendere la necessità di luce della pianta è quello di regolarsi con la disposizione delle foglie: più sono disposte verticalmente, più la pianta necessita di luce.
Va annaffiata abbondantemente dal periodo primaverile fino a quello autunnale. Il terriccio deve rimanere costantemente umido ma occorre evitare i ristagni idrici nel sottovaso. Durante i mesi invernali la clivia va annaffiata con moderazione, in questo periodo occorre limitarsi a mantenere il terriccio appena umido. Quando si annaffia bisogna prestare particolare attenzione a non lasciare residui di acqua nella parte centrale della rosetta di foglie e le foglie vanno nebulizzate regolarmente e per mantenere l’ambiente umido.

Crassula ovata

E’ arrivato a casa questo esemplare meraviglioso di circa 10 anni di età, alto un metro e mezzo, che cresceva (quasi abbandonato) sul balcone delle vicine di casa.
Sistemato all’interno di un grande vaso insieme ad una pianta più giovane, ho rinvasato la più piccola per lasciare maggiore spazio alla principale. Ecco le foto con particolare della fioritura in corso! Di seguito alcune informazioni per una pianta davvero molto facile da curare. Saluti, Francesco diliddo

crassula ovata fioricrassula ovata

La Crassula ovata, comunemente nota come albero di giada, è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle crassulacee e proveniente dall’Africa meridionale.
La fioritura avviene tra la stagione primaverile e quella estiva; i fiori sono rosa o bianchi, raggruppati a mazzetti in cima ai rami e sono a forma di stella.  La pianta può essere messa a dimora sia in vaso ma anche in piena terra, basta prendere qualche piccolo accorgimento in più, riguardo la cura e la sua salute.
E’ una pianta da vaso estremamente diffusa e molto popolare, in quanto molto semplice da coltivare e nelle giuste condizioni dà, da adulta, una fioritura ricca e molto decorativa. I suoi steli, spessi e dalla consistenza carnosa, si ramificano creando una chioma tondeggiante.
Le foglie ovali, misurano circa 4 cm di lunghezza e appaiono anch’esse turgide, per la grande quantità di acqua che contengono. Il loro colore è verde medio, ma spesso il bordo ha sfumature rossastre. La loro apparizione avviene, negli esemplari di grandi dimensioni, durante la stagione invernale, visto che la pianta, provenendo dall’altro emisfero, ha il ciclo vitale invertito. Pur trattandosi di una succulenta ha una crescita mediamente veloce, la riproduzione è molto semplice per talea.

Euphorbia debilispina rinvaso

La primavera scorsa ho ricevuto dagli amici del gruppo facebook “Scambiamo talee” due piccoli rametti, ha attecchito subito e sono molto soddisfatto. Ecco la fotografia del mio primo rinvaso del 2016. Per i consigli sulle cure rimando al primo articolo.

Buon fine settimana, Francesco Diliddo

euphorbia debilispina

Orchidea Phalaenopsis mini fiore

La mia prima orchidea, regalo di San Valentino, mini fiore bianco elegantissimo: una graditissima sorpresa arrivata a lavoro! Oggi l’ho sistemata in un vaso di vetro, sul cui fondo ho messo argilla espansa per assicurarle l’umidità di cui ha bisogno.
Ecco la foto e alcuni consigli presi dalla rete. Saluti, Francesco Diliddo

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L’orchidea più diffusa e conosciuta al mondo è originaria delle Indie orientali, dell’Indonesia, delle Filippine e dell’Australia.
E’ una pianta epifita formata da 2-6 foglie grandi, carnose e coriacee di colore verde molto intenso ed in molte specie brillante, disposte in maniera molto ravvicinata tra loro. Le foglie sono fondamentali per la vita della pianta in quanto sono l’unico organo di immagazzinamento dell’acqua, non possedendo pseudobulbi.
Le radici della Phalenopsis sono molto numerose, grosse, ramificate e con grazie ad esse aderisce tenacemente al substrato. Le phalaenopsis amano il caldo e le temperature ottimali sono tra i 23-24°C come temperatura massima e 16-17°C come temperatura minima. Possono tollerare anche temperature più elevate, fino a 35°C purchè dispongano di un buon ombreggiamento, un’ ottima umidità e ventilazione. Amano gli ambienti arieggiati ma attenzione alle correnti d’aria che non sono gradite. Ha bisogno di luce abbondante ma non diretta. La causa principale della non fioritura di questa pianta è la mancanza di luce.
Preferiscono avere le radici costantemente umide è pertanto opportuno annaffiature durante l’estate due volte la settimana e durante l’inverno, una volta la settimana. Ovviamente le situazioni variano da caso a caso. Facciamo un esempio : se l’orchidea Phalenopsis è piccola e quindi si trova in un vaso di piccole dimensioni, il substrato tenderà ad asciugarsi molto velocemente e quindi in questo caso le bagnature dovranno essere più frequenti rispetto ad una pianta che si trova in un vaso grande. Un altro esempio è in relazione al tipo di substrato: se si usa bark invece che osmunda , oppure se la pianta è coltivate in zattere si annaffierà più frequentemente.
E’ consigliabile annaffiare la mattina, per permettere alle foglie di essere asciutte la sera e stare attenti che l’acqua non ristagni tra gli interstizi delle foglie.
In considerazione del fatto che l’ambiente ottimale per questa orchidea deve avere una umidità intorno al 70% occorre organizzarsi per raggiungere questo obiettivo.
Per riuscire ad avvicinarsi a questo, possiamo sistemare il vaso che contiene la pianta sopra un recipiente, nel quale si sistema dell’argilla espansa nel quale sarà presente sempre un po’ d’acqua. In questo modo le radici della Phalenopsis non entreranno a contatto con l’acqua che evaporando garantirà un microclima umido.
Un altro accorgimento consiste nello spruzzare una volta al giorno, la mattina, le foglie con acqua non calcarea, meglio se demineralizzata.
Come tutte le orchidee poiché per lo più si trovano su di un materiale inerte, gli elementi nutritivi devono essere apportati con la concimazione.
La Phalenopsis va concimata ogni 15 giorni in primavera con più azoto per la ripresa vegetativa, mentre in autunno, per favorire l’induzione a fiore, assieme allo sbalzo di temperatura, occorre somministrare un concime con una maggiore concentrazione di fosforo e di potassio.
Le Phalaenopsis, se trovano le condizioni ottimali di luce, umidità e temperatura sono molto generose nella fioritura dando degli splendidi rami fioriti e possono fiorire anche due, tre volte l’anno con fioriture molto persistenti di parecchie settimane.
Per stimolare la Phalaenopsis a fiorire, occorre farle sentire un leggero sbalzo termico. Infatti una temperatura notturna costante di circa 16° C per un periodo di due settimane, stimola l’induzione a fiore.