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Hoya carnosa in fiore

Esattamente 1 anno fa mi è stata donata una splendida pianta già radicata, spedita per posta e sopravvissuta alla lentezza delle poste italiane. Altre talee ricevute  nel 2015 hanno risentito del trasloco e non ce l’hanno fatta, mentre questa pianta si è ambientata al clima caldo umido del pianerottolo di casa e in questi giorni di caldo intenso le vaporizzo spesso! Ho due esemplari e un terzo l’ho portato in Puglia sul balcone di mia madre e per ora sta benone. È nato un ramo lunghissimo e alla sommità sono spuntati i miei primi fiori… che gioia! Posso affermare che dopo la Gloriosa è diventato il mio secondo fiore preferito. Vi mostro le foto, buona giornata. Francesco Diliddo

HOYA CARNOSAhoya bocciolihoya luglio 2016

Notocactus leninghausii fiorito

Tre anni fa ha viaggiato dalla Puglia e si è ambientato benissimo, subendo anche un trasloco! La talea deriva da un’esemplare incredibile di mia zia che ha almeno 10 anni. Vi mostro la foto della fioritura e buon fine settimana. Francesco Diliddo

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Zamia furfuracea

Nel mese di aprile 2016 ho rinvasato un grande esemplare della mia amica e collega Raffaella e in cambio del favore ho preso due piccole talee.
Dopo 15 mesi sono spuntate le nuove piante, insomma meglio tardi che mai! La vendono come pianta d’appartamento, ma io da questa primavera l’ho portata sul balcone ad ovest, dove prende pochissimo sole al mattino e vedo che la nuova posizione gli ha fatto bene. In inverno la metterò sul pianerottolo per non rischiare, anche se col mite clima pisano potrei lasciarla fuori tutto l’anno. Vi mostro la foto e i consigli trovati in rete, buona giornata. Francesco Diliddo

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Il genere Zamia comprende un piccolo gruppo di piante originarie del centro America, Florida, Caraibi e parte settentrionale del Sud America. E’ una pianta che ha un portamento simile ad una palma ed il fatto che appartenga all’ordine delle Cycadales, la rende tra le piante più antiche ancora viventi (è infatti lo stesso ordine nel quale ritroviamo la più famosa Cycas). Sono piante che assumono l’aspetto di veri e propri cespugli, caratterizzate da un fusto corto che in alcune specie rimane sotterraneo e può raggiungere i tre metri e più di lunghezza. Le foglie sono succulente, lucide e cerose, pennate e sprovviste di evidente nervatura centrale, per lo più con i margini lisci anche se esistono specie con i margini dentati o seghettati. Hanno la particolarità di essere piante dioiche vale a dire che esistono “piante maschili” e “piante femminili” cioè piante che portano solo fiori femminili e piante che portano solo fiori maschili.
Esistono circa 35 specie nel genere zamia tra cui la z. furfuracea che è originaria del Messico. Presenta un fusto poco sviluppato, in parte sotterraneo, privo di ramificazioni, succulento che si sviluppa fino ad un metro, con portamento strisciante che porta numerose coppie di foglie che a maturità assumono una colorazione verde oliva; i semi sono molto velenosi.
E’ una pianta abbastanza resistente alle basse temperature purchè, se allevata all’aperto, il tronco rimanga interrato. Viceversa può essere allevata con successo nelle zone marine e resiste senza grossi problemi a prolungati periodi di siccità.
Sono per lo più piante dai climi caldi e possono essere allevate sia in pieno sole che in zone parzialmente ombreggiate anche se la posizione ottimale è una buona illuminazione ma non il sole diretto.
Durante il periodo di crescita, dalla primavera e per tutta l’estate, va annaffiata con generosità (concimare una volta al mese) e durante gli altri periodi, giusto il tanto da non fare seccare il terriccio. Necessita di un terreno soffice e ben drenante in quanto non tollerano i ristagni idrici: si rinvasa solo quando il vaso è diventato troppo piccolo per ospitare la pianta.

Oxalis triangularis

Questa piantina è un regalo che arriva dagli Stati Uniti, un regalo di mia zia Margherita che vive nel New Jersey (anche lei pollice verde!) quando ci sono andato a Natale scorso. Mi ha regalato due piccoli rizomi che ho nascosto nel porta occhialini per il mare: ritornato in Italia e dimenticato il nascondiglio pensavo di averli persi. A metà giugno riprendo gli occhialini e li trovo li praticamente secchi, ma comunque li ho piantati e dopo due settimane hanno germogliato! La natura è viva e non smette mai di stupirmi. Ecco la foto con i primi fiori e poi alcuni consigli presi dalla rete. Buona giornata, Francesco Diliddo

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Questa pianta può raggiungere l’altezza di 25 cm e le foglie possono avere un diametro di 10 cm. Sono proprio le foglie a dare alla pianta l’aspetto particolarmente decorativo, soprattutto se la coltivazione avviene in un luogo ad insolazione parziale, mentre in piena ombra è possibile ottenere delle piante con un fogliame quasi nero. I rizomi hanno un aspetto particolare di tuberi allungati a scaglie e sono di colore scuro, marrone. E’ particolarmente importante conservarli correttamente, possibilmente in vermiculite o torba leggermente umidi, ma evitando condense all’interno dei sacchetti che sono frequentemente di plastica. I rizomi vanno piantati in primavera oppure in autunno in un suolo leggero, ricco e ben drenato. La distanza tra i rizomi dovrebbe essere almeno di 8 cm per permettere lo sviluppo delle grandi foglie. Questa oxalis teme eventi di siccità e dunque deve essere prestata una particolare attenzione alle eventuali annaffiature in caso di necessità. La superficie scura delle foglie può essere compromesso da macchie dovute a gocce d’acqua. Per questo l’annaffiatura dovrebbe essere possibilmente effettuata per scorrimento sulla superficie del suolo. Per assicurare lo sviluppo ottimale della pianta è opportuno somministrare del concime liquido per piante fiorite due o tre volte durante il ciclo vegetativo. I fiori sbocciano in tarda primavera o d’estate. Sono imbutiformi, di colore rosa, raccolti in radi racemi. L’Oxalis triangularis è una pianta sufficientemente rustica e facile in coltivazione; sopravvive per anni nei comuni climi italiani.

Orto botanico di Pisa, giugno 2017

Avere l’orto botanico nella propria città è un privilegio e durante i miei viaggi mi piace visitare gli altri parchi in giro per l’Italia! In occasione della visita in città di due care amiche di Genova ci siamo recati all’Orto e museo botanico di Pisa,  per sfuggire al caldo incredibile della città. L’ultima volta che ci sono andato, è stato due anni fa, ed è molto cambiato e migliorato e questo mi rende felice.
Ci sono le nuove serre tropicali ed è in ristrutturazione la grande serra con le cactacee e le euphorbie. Ho anche molto apprezzato il piccolo museo allestito (con gran gusto museologico) all’interno del parco. La visita all’orto botanico è un viaggio bellissimo per vedere le piante che crescono in tutto il mondo con alberi maestosi, un’occasione culturale per conoscere piante meno comuni. Mi ha incuriosito molto l’albero del corallo (Erythrina crista-galli) e la collezione di ortensie. Ho apprezzato molto alla libreria, la vendita di piante e semi con le schede tecniche per le cure. Vi mostro alcune fotografie e buona domenica, Francesco Diliddo

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Pelargonium grandiflorum

I gerani (pelargonium zonale) tradizionali non mi sono mai stati simpatici e invece avendo ereditato (dopo il trasloco) dei pelargonium graveolens, resistenti e generosi mi sono appassionato agli altri generi, escludendo il peltatum (geranio parigino).
Ho scoperto delle varietà con profumi diversi e fiori dalle mille sfumature e l’ultimo arrivato è il geranio imperiale!
Appena rinvasato vi mostro le foto. Buona giornata, Francesco Diliddo

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I fiori, colorati di lilla, rosso, rosa o bianco, sono molto caratteristici, in quanto presentano delle machie di colore sempre più scuro rispetto a quello generale del fiore. In genere sono macchie color porpora molto scuro.
Durante tutta la coltura le piante vanno tenute in ambiente luminoso e poco umido. Per favorire una crescita compatta e ben formata, non si ombreggia in autunno e in inverno.
Dopo il rinvaso l’assorbimento d’acqua delle diverse varietà o anche di singole piante può essere molto diverso; quindi nei primi 15 giorni, l’irrigazione va eseguita con molta cura, evitando di bagnare le piante già umide. In primavera, con l’aumento della luminosità, si aumentano le irrigazioni per evitare stress da siccità.
Si consiglia di asportare le infiorescenze sfiorite sia per questioni di fitosanità sia per stimolare una maggiore emissione di fiori. Richiede un terriccio composto prevalentemente da sostanza organica e la moltiplicazione avviene sia per seme sia per talea: il primo metodo permette di avere nuovi ibridi, mentre per conservare le caratteristiche della pianta madre si ricorre esclusivamente alla talea.

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Crassula arborescens

La talea presa a Genova, cresceva nel vaso di un giardino ed ha arricchito la mia collezione di crassulaceae. La foto di seguito e i consigli per le cure, pianta facilissima e resistente, infatti potete dimenticare di annaffiarla.
Buon pomeriggio, Francesco Diliddo

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La crassula arborescens, di origine sudafricana è una pianta sempreverde a portamento eretto e molto ramificata, che può raggiungere anche 1 metro di altezza.
Le foglie sono a forma di spatola, succulente, e di colore verde-argentato mentre i fiori, che compaiono a partire da aprile fino a settembre, sono a forma di stella di colore bianco-rosa. Le sue foglie sono posizionate lungo il fusto e sono molto lisce in quanto ricoperte di una sostanza cerosa, ma anche leggermente pelose il che le protegge nelle alte temperature. Le foglie sono di colore verde con i bordi che tendono al rosso.
È una pianta che richiede una buona illuminazione e sole diretto in tutte le stagioni dell’anno infatti la l’esposizione ottimale è a sud. La temperatura minima invernale non deve mai scendere sotto i 10° C. Il suo fusto e le sue foglie carnose le permettono di accumulare acqua e sopravvivere per lunghi periodi di siccità.
Per quanto riguarda le annaffiature, la pianta deve essere bagnata quando il terreno risulta asciutto evitando ristagni idrici che potrebbero causare marciume radicale: la tecnica ottimale è bagnare bene il terreno e farlo sgrondare del tutto.
La composta per succulente va benissimo, in caso di rinvaso facendo attenzione al drenaggio.