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Echeveria secunda var. glauca

Il valore aggiunto per il giardinaggio di successo è l’esperienza! Me ne farò una ragione, ma le crassulaceae vivono benissimo sul mio balcone.
Così ho cominciato a collezionarle (oltre 40 varietà!) e creato una sezione apposita sul sito, in maniera tale da organizzarle al meglio e per le vostre ricerche identificative. Questa talea arriva (come spesso accade) dal balcone pugliese di mia madre e presa questa estate, è cresciuta velocissima nel clima umido pisano (l’importante è garantirle un perfetto drenaggio del terriccio). Vi mostro la fotografia appena scattata e di seguito alcuni consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

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La Echeveria secunda var. glauca appartiene, come anticipato, alla famiglia crassulaceae. È molto semplice da curare e l’altezza della pianta non supera i 50 cm: affinché la pianta raggiunga il suo massimo vigore sono necessari più o meno 2-5 anni. La specie ha foglie di tipo persistente carnose e la coltivazione può avvenire in giardino informale, giardino di ghiaia, giardino mediterraneo, vaso o contenitore, terrazzo o cortile, giardino roccioso, prato o in pieno campo.
L’esposizione alla luce può essere in pieno sole, mezza ombra, ombra: si adatta a tutte le posizioni.
Per il terreno del vaso uso il composto per cactacee mescolato con terriccio universale e un pochino di terra di campo, assicurando il drenaggio della radici ed evitando ristagni d’acqua.

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Hyacinthus orientalis “Jan Bos” e “Gipsy Queen”

È il momento di piantare i bulbi a fioritura primaverile (narcisi, giacinti, crocus, freesie, tulipani, fritillaria etc…) e quest’anno ho preso colori diversi dal solito! Lo scorso autunno ho preso la varietà “Gipsy Princess” di colore di giallo con una fioritura spettacolare, e quest’anno sono passato a “Gipsy Queen” di colore arancione. Inoltre ho preso la varietà “Jan Bos” di colore rosso intenso e i crocus in miscuglio di colori.
Per le fotografie delle fioriture ci vediamo in primavera! Saluti, Francesco Diliddo

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Visita Murabilia 2017 – Lucca

Ultimo giorno per questa grandiosa iniziativa dedicata agli amanti del giardinaggio in Toscana a Lucca dal 1° al 3 settembre 2017! Ieri ci sono stato in visita e sono rimasto davvero stupito dall’organizzazione e dalla varietà e qualità di espositori. Il solo fatto di trovare produttori specializzati di ogni genere, dalle orchidee alle carnivore, dalle euphorbie ai semi antichi, dalle aromatiche alle piante tropicali fa capire la qualità dell’evento. Vedere tutte le piante, con un cartellino che riporta il nome scentifico, è sinonimo di qualità e specializzazione. Sono stato bravissimo e ho preso solo 4 piante, ma ne avrei prese molte di più, tantissime varietà mai viste e che difficilmente si trovano in commercio.

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Decine di iniziative molte interessanti e per la XVII edizione Murabilia volge lo sguardo ad Oriente, in particolare alle piante dei nostri giardini che provengono dalla Cina.
Il percorso ben articolato passa anche attraverso il bellissimo orto botanico di Lucca, molto curato e nelle Serre nuove ho apprezzato la mostra “Botalia, omaggio all’arte di ritrarre le piante e i fiori” dedicata all’artista inglese Mary Ann Scott.
Sempre all’orto botanico, ho molto gradito una serie di installazioni, che hanno come protagonista il salice da intreccio, realizzate dall’artista lucchese Emy Petrini. emy petrini murabilia
Vi mostro alcune foto scattate durante la visita e nei prossimi giorni le foto e i consigli sui nuovi acquisti.
Buona domenica, Francesmurabilia2017co Diliddo

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Hoya carnosa in fiore

Esattamente 1 anno fa mi è stata donata una splendida pianta già radicata, spedita per posta e sopravvissuta alla lentezza delle poste italiane. Altre talee ricevute  nel 2015 hanno risentito del trasloco e non ce l’hanno fatta, mentre questa pianta si è ambientata al clima caldo umido del pianerottolo di casa e in questi giorni di caldo intenso le vaporizzo spesso! Ho due esemplari e un terzo l’ho portato in Puglia sul balcone di mia madre e per ora sta benone. È nato un ramo lunghissimo e alla sommità sono spuntati i miei primi fiori… che gioia! Posso affermare che dopo la Gloriosa è diventato il mio secondo fiore preferito. Vi mostro le foto, buona giornata. Francesco Diliddo

HOYA CARNOSAhoya bocciolihoya luglio 2016

Notocactus leninghausii fiorito

Tre anni fa ha viaggiato dalla Puglia e si è ambientato benissimo, subendo anche un trasloco! La talea deriva da un’esemplare incredibile di mia zia che ha almeno 10 anni. Vi mostro la foto della fioritura e buon fine settimana. Francesco Diliddo

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Zamia furfuracea

Nel mese di aprile 2016 ho rinvasato un grande esemplare della mia amica e collega Raffaella e in cambio del favore ho preso due piccole talee.
Dopo 15 mesi sono spuntate le nuove piante, insomma meglio tardi che mai! La vendono come pianta d’appartamento, ma io da questa primavera l’ho portata sul balcone ad ovest, dove prende pochissimo sole al mattino e vedo che la nuova posizione gli ha fatto bene. In inverno la metterò sul pianerottolo per non rischiare, anche se col mite clima pisano potrei lasciarla fuori tutto l’anno. Vi mostro la foto e i consigli trovati in rete, buona giornata. Francesco Diliddo

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Il genere Zamia comprende un piccolo gruppo di piante originarie del centro America, Florida, Caraibi e parte settentrionale del Sud America. E’ una pianta che ha un portamento simile ad una palma ed il fatto che appartenga all’ordine delle Cycadales, la rende tra le piante più antiche ancora viventi (è infatti lo stesso ordine nel quale ritroviamo la più famosa Cycas). Sono piante che assumono l’aspetto di veri e propri cespugli, caratterizzate da un fusto corto che in alcune specie rimane sotterraneo e può raggiungere i tre metri e più di lunghezza. Le foglie sono succulente, lucide e cerose, pennate e sprovviste di evidente nervatura centrale, per lo più con i margini lisci anche se esistono specie con i margini dentati o seghettati. Hanno la particolarità di essere piante dioiche vale a dire che esistono “piante maschili” e “piante femminili” cioè piante che portano solo fiori femminili e piante che portano solo fiori maschili.
Esistono circa 35 specie nel genere zamia tra cui la z. furfuracea che è originaria del Messico. Presenta un fusto poco sviluppato, in parte sotterraneo, privo di ramificazioni, succulento che si sviluppa fino ad un metro, con portamento strisciante che porta numerose coppie di foglie che a maturità assumono una colorazione verde oliva; i semi sono molto velenosi.
E’ una pianta abbastanza resistente alle basse temperature purchè, se allevata all’aperto, il tronco rimanga interrato. Viceversa può essere allevata con successo nelle zone marine e resiste senza grossi problemi a prolungati periodi di siccità.
Sono per lo più piante dai climi caldi e possono essere allevate sia in pieno sole che in zone parzialmente ombreggiate anche se la posizione ottimale è una buona illuminazione ma non il sole diretto.
Durante il periodo di crescita, dalla primavera e per tutta l’estate, va annaffiata con generosità (concimare una volta al mese) e durante gli altri periodi, giusto il tanto da non fare seccare il terriccio. Necessita di un terreno soffice e ben drenante in quanto non tollerano i ristagni idrici: si rinvasa solo quando il vaso è diventato troppo piccolo per ospitare la pianta.

Oxalis triangularis

Questa piantina è un regalo che arriva dagli Stati Uniti, un regalo di mia zia Margherita che vive nel New Jersey (anche lei pollice verde!) quando ci sono andato a Natale scorso. Mi ha regalato due piccoli rizomi che ho nascosto nel porta occhialini per il mare: ritornato in Italia e dimenticato il nascondiglio pensavo di averli persi. A metà giugno riprendo gli occhialini e li trovo li praticamente secchi, ma comunque li ho piantati e dopo due settimane hanno germogliato! La natura è viva e non smette mai di stupirmi. Ecco la foto con i primi fiori e poi alcuni consigli presi dalla rete. Buona giornata, Francesco Diliddo

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Questa pianta può raggiungere l’altezza di 25 cm e le foglie possono avere un diametro di 10 cm. Sono proprio le foglie a dare alla pianta l’aspetto particolarmente decorativo, soprattutto se la coltivazione avviene in un luogo ad insolazione parziale, mentre in piena ombra è possibile ottenere delle piante con un fogliame quasi nero. I rizomi hanno un aspetto particolare di tuberi allungati a scaglie e sono di colore scuro, marrone. E’ particolarmente importante conservarli correttamente, possibilmente in vermiculite o torba leggermente umidi, ma evitando condense all’interno dei sacchetti che sono frequentemente di plastica. I rizomi vanno piantati in primavera oppure in autunno in un suolo leggero, ricco e ben drenato. La distanza tra i rizomi dovrebbe essere almeno di 8 cm per permettere lo sviluppo delle grandi foglie. Questa oxalis teme eventi di siccità e dunque deve essere prestata una particolare attenzione alle eventuali annaffiature in caso di necessità. La superficie scura delle foglie può essere compromesso da macchie dovute a gocce d’acqua. Per questo l’annaffiatura dovrebbe essere possibilmente effettuata per scorrimento sulla superficie del suolo. Per assicurare lo sviluppo ottimale della pianta è opportuno somministrare del concime liquido per piante fiorite due o tre volte durante il ciclo vegetativo. I fiori sbocciano in tarda primavera o d’estate. Sono imbutiformi, di colore rosa, raccolti in radi racemi. L’Oxalis triangularis è una pianta sufficientemente rustica e facile in coltivazione; sopravvive per anni nei comuni climi italiani.