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Echeveria secunda var. glauca

Il valore aggiunto per il giardinaggio di successo è l’esperienza! Me ne farò una ragione, ma le crassulaceae vivono benissimo sul mio balcone.
Così ho cominciato a collezionarle (oltre 40 varietà!) e creato una sezione apposita sul sito, in maniera tale da organizzarle al meglio e per le vostre ricerche identificative. Questa talea arriva (come spesso accade) dal balcone pugliese di mia madre e presa questa estate, è cresciuta velocissima nel clima umido pisano (l’importante è garantirle un perfetto drenaggio del terriccio). Vi mostro la fotografia appena scattata e di seguito alcuni consigli per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo

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La Echeveria secunda var. glauca appartiene, come anticipato, alla famiglia crassulaceae. È molto semplice da curare e l’altezza della pianta non supera i 50 cm: affinché la pianta raggiunga il suo massimo vigore sono necessari più o meno 2-5 anni. La specie ha foglie di tipo persistente carnose e la coltivazione può avvenire in giardino informale, giardino di ghiaia, giardino mediterraneo, vaso o contenitore, terrazzo o cortile, giardino roccioso, prato o in pieno campo.
L’esposizione alla luce può essere in pieno sole, mezza ombra, ombra: si adatta a tutte le posizioni.
Per il terreno del vaso uso il composto per cactacee mescolato con terriccio universale e un pochino di terra di campo, assicurando il drenaggio della radici ed evitando ristagni d’acqua.

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I primi frutti cominciano a vedersi

Avendo potuto anticipare le semine in vivaio non mi sorprende il fatto che, se tutto va bene, la prossima settimana mio figlio di un anno potrà avere la sua minestrina di verdure con la prima zucchina prodotta sul balcone di casa. Per due volte al giorno (al mattino, prima di andare a lavoro, e al ritorno dal lavoro) mi dedico all’impollinazione dei fiori di zucchina. Per i cetrioli non sto riuscendo a beccare quella che chiamo ‘la finestra giusta’ ossia i momenti in cui i fiori maschili sono aperti contemporaneamente a quelli femminili. A sballare il tutto c’è stato un acquazzone che ha allagato i vasi e riempito d’acqua anche alcuni fiori femminili e addio zucchine. Quando ho spostato i vasi per pulire, il sottovaso era pieno di piccoli lombrichi; questa cosa da un lato mi spiace perché molti moriranno inevitabilmente; dall’altro lato mi rende anche felice perché quando ho raccolto una manciata di lombrichi in campagna, e li ho mescolato alla terra, ci ho visto bene perché si sono moltiplicati a centinaia. Anche le piante di pomodoro e i peperoncini stanno crescendo bene. Le piante di basilico, con i 30 gradi di oggi, stanno festeggiando e prevedo un pranzo a base di pesto a breve. Nella parte superiore del cilindro blu ho seminato, per la seconda volta in questa primavera, i ravanelli che, per chi vuole iniziare a cimentarsi con la coltivazione di ortaggi a casa, sono i più facili da allevare. Nuovo arrivo della settimana è la pianta di carciofo dove tutti mi stanno prendendo in giro che non riuscirò mai a portare a frutto. Ci vediamo a dicembre.
Savino Diliddo

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I fiori dell’orto

Ora comincia la parte bella della coltivazione degli ortaggi sul balcone. I colori possono sembrare monotematici, ma tutto questo giallo mi sta dando soddisfazioni. I primi a fiorire sono stati i cetrioli, poi è toccato alle zucchine e per ultimi i pomodori. La parte difficile è far capire agli insetti pronubi che qui c’è tanto lavoro da fare per loro. Zucchine e cetrioli infatti, senza l’intervento degli insetti impollinatori, difficilmente riusciranno a produrre i loro frutti che cadrebbero senza essere fecondati. Il 2016 mi sono attrezzato con un pennellino e tutte le mattine mi dedicavo ad impollinare i fiori femminili. Solo così sono riuscito a mangiare le zucchine del mio balcone. Quest’anno ci riprovo!
Oltre al colore giallo degli ortaggi, finalmente anche il gelsomino ha prodotto i primi fiori profumati che rendono tutto ancora più piacevole.
Savino Diliddo

zucchina impollinazione

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L’orto sul balcone

I gemelli si compensano in tutto e naturalmente mio fratello Savino, agronomo, ha realizzato da due anni un orto sul balcone pugliese con ottimi risultati. Da oggi affido a lui la sezione del blog “Orto sul balcone” con i suoi consigli.
Vi invito a visitare la pagina facebook del suo progetto 2000eOrto e passo la “scrittura” a lui. A presto, Francesco Diliddo

2000eOrto

A novembre sono tornato a lavorare nella mia vecchia azienda, dopo un’esperienza di tre anni in un’industria di produzione di ortaggi surgelati. Sono tornato a fare il produttore, ossia ad occuparmi delle produzioni in campo dei soci della cooperativa di produzione ortaggi. Abbiamo un vivaio dove produciamo le piantine da dare ai soci e l’occasione é stata ghiotta per produrre in anticipo le piantine da orto per il balcone di casa mia.
Qui il contenitore in cui ho seminato le zucchine, i cetrioli, l’erba cipollina e i peperoncini.


Dopo qualche giorno hanno cominciato a spuntare le prime radichette e le prime foglioline e dopo venti giorni ho aggiunto un paio di tale di rosmarino e questo é il risultato.
Se tutto va bene (tempo permettendo) fra dieci giorni avrò le prima zucchine sul balcone.
Saluti, Savino Diliddo