Posts Tagged ‘cactacee’

Notocactus leninghausii fiorito

Tre anni fa ha viaggiato dalla Puglia e si è ambientato benissimo, subendo anche un trasloco! La talea deriva da un’esemplare incredibile di mia zia che ha almeno 10 anni. Vi mostro la foto della fioritura e buon fine settimana. Francesco Diliddo

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Echinocereus rigidissimus rubrispinus in fiore

Sul balcone dal 2014 mi è fiorito lo scorso anno e due anni fa, sempre durante il periodo di ferie e non sono mai riuscito a vedere il grande fiore! Quest’anno il grande evento ed ecco le foto con la crescita e l’evoluzione dei boccioli fino alla fioritura.
Per le cure potete leggere l’articolo principale. Buona giornata, Francesco Diliddo

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Orto botanico di Pisa, giugno 2017

Avere l’orto botanico nella propria città è un privilegio e durante i miei viaggi mi piace visitare gli altri parchi in giro per l’Italia! In occasione della visita in città di due care amiche di Genova ci siamo recati all’Orto e museo botanico di Pisa,  per sfuggire al caldo incredibile della città. L’ultima volta che ci sono andato, è stato due anni fa, ed è molto cambiato e migliorato e questo mi rende felice.
Ci sono le nuove serre tropicali ed è in ristrutturazione la grande serra con le cactacee e le euphorbie. Ho anche molto apprezzato il piccolo museo allestito (con gran gusto museologico) all’interno del parco. La visita all’orto botanico è un viaggio bellissimo per vedere le piante che crescono in tutto il mondo con alberi maestosi, un’occasione culturale per conoscere piante meno comuni. Mi ha incuriosito molto l’albero del corallo (Erythrina crista-galli) e la collezione di ortensie. Ho apprezzato molto alla libreria, la vendita di piante e semi con le schede tecniche per le cure. Vi mostro alcune fotografie e buona domenica, Francesco Diliddo

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Cactacee in fiore

Gli echinopsis danno grandi soddisfazioni e fortunatamente ho ancora molti boccioli con due esemplari in fioritura per la prima volta dopo anni! Incrociamo le dita e intanto vi mostro le prime fioriture. Saluti da Pisa, Francesco Diliddo

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Mammillaria marksiana

Direttamente dal giardino pugliese della casa in campagna, vive in vaso da almeno cinque anni, riparata dalla yucca. Con pochissime cure, senza terriccio per cactacee vive benissimo e fiorisce tutti gli anni: ha anche prodotto due bei polloni e uno di loro lo porterò a Pisa! Vi mostro la foto scattata il 1° maggio e alcuni consigli per le cure; la foto del fiore aperto l’ho presa dalla rete. Buon fine settimana, Francesco Diliddo.

mammillaria marksiana

Originaria del Messico vive in natura dai 400 ai 2000 metri sul livello del mare.
Cactacea nana perenne, solitaria, che accestisce con l’età, i tubercoli sono disposti a spirale e danno simmetria alla pianta. Può crescere fino a circa 15 cm di altezza e 8 cm di diametro; presenta spine radiali e centrali aghiformi, molto variabili per numero e per dimensioni, secondo l’età della pianta. 633-2010La fioritura avviene a fine inverno o inizio primavera, con fiori di colore giallo brillante. E’ assolutamente adattata al nostro clima mediterraneo e di facile coltivazione: predilige l’esposizione in pieno sole. Annaffiare durante la stagione di crescita e ridurre drasticamente in inverno, utilizzare il composto per cactacee.

Kalanchoe beharensis, rinvaso

Mi è stata regalato un piccolo esemplare nel 2014, spedito per posta, era arrivato tutto schiacciato e credevo non ce l’avesse fatta. kalanchoe-beharensis-2014Quando ho scoperto che è originario del Madagascar, mi è piaciuto e l’ho coccolato di più! Dopo tre anni è arrivato il momento del rinvaso e volevo mostrarvi quanto è cresciuto in 3 anni e sono davvero molto soddisfatto. Naturalmente in inverno lo porto sul pianerottolo di casa e sospendo le annaffiature per quattro mesi. Ecco le foto e buon fine settimana, Francesco Diliddo

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Vi riscrivo i consigli per le cure.

Originaria del Madagascar è chiamata orecchia d’elefante per le grandi foglie triangolari, che ricordando appunto le mobili appendici dei grandi mammiferi, anche per il colore grigiastro.

Arbusto perenne dal fusto eretto, non ramificato, alto fino a 3,5 metri in natura e fino a 1 metro in coltivazione in piena terra (ma solo 60 cm in vaso). Ha grandi foglie picciolate (lunghezza totale 20 cm), di forma leggermente triangolare dentata al margine, dotate di piccoli peli che conferiscono un aspetto vellutato e che, al sole, assume una tinta rossiccia sulla pagina superiore, mentre rimane verde su quella inferiore. Le foglie giovani e l’infiorescenza sono invece color argento. Alla fine dell’inverno produce fiori gialli all’esterno e viola all’interno, di medie dimensioni.

Solo nelle zone più miti del Sud Italia è coltivabile in piena terra, in posizione molto soleggiata e riparata dai venti freddi.

In tutte le altre regioni va allevata in vaso. Desidera una collocazione luminosa e ben esposta al sole per tutta la bella stagione. In inverno va ricoverata in una stanza fresca, con temperatura minima di 12 °C, sospendendo le annaffiature. Il substrato deve essere molto sciolto, costituito per la maggior parte da sabbia unita a poca terra fertile. Le annaffiature devono essere regolari, ma può tollerare anche lunghi periodi di siccità, durante i quali la pianta richiude le foglie.

Per favorire la fioritura è bene concimare con un prodotto liquido per piante grasse da aprile fino a novembre, appena prima del riposo invernale.

Lophocereus schottii crestato, rinvaso

Dopo due anni è arrivato il momento del rinvaso e con lui inauguro i rinvasi del 2017! Come si vede dalla foto del 2015 è cresciuto un pochino e necessitava del cambio terriccio. lophocereus-schottii-crestato-2015Ho fatto il rinvaso drastico da cactofilo che consiste nel liberare con cura tutte le radici dal terriccio, lavandole sotto acqua tiepida corrente e facendo poi asciugare la pianta, per tre giorni, in casa in un luogo ombreggiato. Questa operazione mi ha permeso di scoprire che trattasi di talea e non di esemplare da seme. La pianta è nel completo riposo vegetativo invernale quindi non ha minimamente risentito dell’operazione. Tra due settimane le darò pochissima acqua per cominciare una lentissima idratazione e sottolineo che in inverno la tengo nel luminosissimo pianerottolo di casa, senza fonti di calore. Vi mostro le foto e buona giornata, Francesco Diliddo

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