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Dioscorea elephantipes (due anni dopo)

Come potete vedere dal primo articolo scritto due anni fa, il caudex è cresciuto molto e le metto un sostegno per fare crescere il ramo. Ora è al massimo della crescita e sviluppo annuale: si riposa in primavera ed estate (infatti sospendo le annaffiature) per rinascere a settembre! Vi mostro le foto scattate questa mattina, saluti Francesco Diliddo.

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Dioscorea elephantipes (Testudinaria)

Finalmente ho trovato questa bellezza della natura, piccolo esemplare, di cui vi scrivo un pò di notizie prese dalla rete. Non sembra di difficile coltivazione e mi incuriosisce il fatto che ha il ciclo di crescita in inverno mentre il resto dell’anno il caudex va in riposo. Buon fine settimana, Francesco Diliddo

dioscorea

Originaria dell’Africa meridionale e l’aspetto del caudex ricorda il carapace di una tartaruga (da qui il nome Testudinaria). Il caudex è ricco di amido, e viene utilizzato dagli Ottentotti per scopi alimentari (da qui Pane degli Ottentotti).
La pianta entra in vegetazione da fine settembre fino a marzo-aprile e per il resto dell’anno è in dormienza.
Caudiciforme a crescita lenta e ogni pianta ha il suo ritmo biologico che non necessariamente coincide con l’andamento generale. Il genere Dioscorea comprende circa ben 650 specie di piante rampicanti annuali, alcune delle quali, vengono coltivate nelle regioni tropicali e subtropicali per i loro tuberi commestibili. Tutte le specie possiedono foglie a forma di cuore con nervature molto marcate.
Il tubero legnoso ha l’aspetto del sughero e, nelle piante adulte, tende a spaccarsi in placche irregolari, esagonali.
Presenta lunghi fusti rampicanti, o ricadenti, con foglie cordate o reniformi lunghe fino a 5 cm circa e può arrivare a 1 metro di altezza. La pianta necessita di un clima che debba essere caldo ed anche umido, infatti la temperatura minima invernale, che piace a questa pianta, si aggira attorno ai 15°C. Per quanto riguarda invece le innaffiature devono essere molto parsimoniose in particolare durante il periodo invernale, mentre le innaffiature andranno aumentate al
momento dello sviluppo dei rami e cioè una volta ogni 10 giorni circa. Quando le foglie sono ben formate, dobbiamo ricordare che occorre innaffiare regolarmente circa due volte alla settimana. Nel caso in cui invece il fogliame dovesse iniziare a diventare di colore giallo, è bene sapere che la soluzione migliore per ovviare a questo genere di problema, consisterebbe nella riduzione dell’apporto idrico, in modo che non si creino troppi ristagni, del tutto dannosi per la nostra pianta.
Il terreno ideale per la nostra dioscorea è uno miscuglio che debba essere del tutto soffice, ma anche molto omogeneo, costituito di un terzo di sabbia, un terzo di terriccio ed anche un terzo di terra di brughiera, con un buon drenaggio al fondo del vaso.

Euphorbia stellata salvata

Mi è stata regalata a febbraio e quando l’ho rinvasata a marzo (esemplare di circa 10 anni) mi sembrava rischioso liberare le radici nude, dalla schifosa torba che usano nei garden.
A maggio l’ho portata sul balcone in esterno ma non ho visto grandi cambiamenti. Due settimane fa l’ho vista sofferente così l’ho fotografata e mostrata al gruppo “Cactofili” di facebook e abbiamo scoperto che forse soffriva di marciume radicale. Subito l’ho tolta dalla torba soffocante e trovato il caudex (tipo spugna secca) privo di radici tutte marce, e l’ho messo ad asciugare per due giorni. Il caldo assurdo di questi giorni ha agevolato l’asciugatura e incredibilmente le foglie si sono riaperte ed oggi l’ho ripiantato nel terriccio adatto così composto: 50% lapillo vulcanico rosso, 40% pomice, 10% terra da giardino professionale.
Ecco le foto e incrocio le dita! L’esperienza insegna di liberare sempre le radici delle succulente dalla torba e utilizzare il composto adatto a loro.

Saluti, Francesco Diliddo

stellatastellata ripresa