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Dioscorea elephantipes nel 2015.

Finalmente ho trovato un piccolo esemplare di Dioscorea elephantipes questa bellezza della natura, di cui vi scrivo un pò di notizie per le cure. Non sembra di difficile coltivazione e mi incuriosisce il fatto che ha il ciclo di crescita in inverno mentre il resto dell’anno il caudex va in riposo. Buon fine settimana, Francesco Diliddo

Curiosità e consigli per le cure della Dioscorea elephantipes.

 

Originaria dell’Africa meridionale e l’aspetto del caudex ricorda il carapace di una tartaruga (da qui il nome Testudinaria).  La pianta entra in vegetazione da fine settembre fino a marzo-aprile e per il resto dell’anno è in dormienza. È un caudiciforme a crescita lenta e ogni pianta ha il suo ritmo biologico che non necessariamente coincide con l’andamento generale. Il genere Dioscorea comprende circa ben 650 specie di piante rampicanti annuali, alcune delle quali, vengono coltivate nelle regioni tropicali e subtropicali per i loro tuberi commestibili. Tutte le specie possiedono foglie a forma di cuore con nervature molto marcate.
Il tubero legnoso della Dioscorea elephantipes ha l’aspetto del sughero e, nelle piante adulte, tende a spaccarsi in placche irregolari, esagonali.
Presenta lunghi fusti rampicanti, o ricadenti, con foglie cordate o reniformi lunghe fino a 5 cm circa e può arrivare a 1 metro di altezza. La pianta necessita di un clima che debba essere caldo ed anche umido, infatti la temperatura minima invernale, che piace a questa pianta, si aggira attorno ai 15° C. Per quanto riguarda invece le innaffiature devono essere molto parsimoniose in particolare durante il periodo invernale, mentre le innaffiature andranno aumentate al
momento dello sviluppo dei rami e cioè una volta ogni 10 giorni circa. Quando le foglie sono ben formate, dobbiamo ricordare che occorre innaffiare regolarmente circa due volte alla settimana. Nel caso in cui invece il fogliame dovesse iniziare a diventare di colore giallo, è bene sapere che la soluzione migliore per ovviare a questo genere di problema, consisterebbe nella riduzione dell’apporto idrico, in modo che non si creino troppi ristagni, del tutto dannosi per la nostra pianta.
Il terreno ideale per la nostra dioscorea è uno miscuglio che debba essere del tutto soffice, ma anche molto omogeneo, costituito di un terzo di sabbia, un terzo di terriccio ed anche un terzo di terra di brughiera, con un buon drenaggio al fondo del vaso.

 

Dioscorea elephantipes nel 2018.
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