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Hoya carnosa in fiore

Esattamente 1 anno fa mi è stata donata una splendida pianta già radicata, spedita per posta e sopravvissuta alla lentezza delle poste italiane. Altre talee ricevute  nel 2015 hanno risentito del trasloco e non ce l’hanno fatta, mentre questa pianta si è ambientata al clima caldo umido del pianerottolo di casa e in questi giorni di caldo intenso le vaporizzo spesso! Ho due esemplari e un terzo l’ho portato in Puglia sul balcone di mia madre e per ora sta benone. È nato un ramo lunghissimo e alla sommità sono spuntati i miei primi fiori… che gioia! Posso affermare che dopo la Gloriosa è diventato il mio secondo fiore preferito. Vi mostro le foto, buona giornata. Francesco Diliddo

HOYA CARNOSAhoya bocciolihoya luglio 2016

Hoya carnosa (fiore di cera)

Mi hanno regalato due talee di H. carnosa e H. variegata lo scorso anno e stavano in gran forma. Il trasloco è stato tragico per loro, la variegata è morta e la carnosa sto cercando di riprenderla! Nel frattempo mi sono fatto mandare da un’amica altre due talee che sono sotto controllo e cure intense.
E’ la prima esperienza con queste genere di piante e mi sono documentato in rete, così condivido con voi le mie ricerche. Ricordo un esemplare stupendo visto a casa di un conoscente in provincia di Bari, in piena terra in un piccolissimo giardino, pienissimo di fiori profumati! Ecco le foto delle mie talee (la più piccola e la più vecchia) e una foto dei fiori presa dalla rete. Saluti Francesco Diliddo

Hoya-carnosa-fiore

hoya taleahoya talea 2
Al genere hoya appartengono centinaia di specie e cultivar, tutte originarie dell’Asia meridionale, dell’Australia e della Polinesia; la specie Hoya carnosa è quella più facilmente riscontrabile nei vivai europei: ha fiori bianchi o rosa pallido con centro rosso. I boccioli vengono prodotti per tutto il periodo vegetativo.
Le foglie sono lanceolate, lucide, verde scuro (ci sono anche con foglie variegate nel crema e nel rosa) e può raggiungere in vaso i 2 metri di altezza, crescita molto rapida. Originaria della Cina e del Giappone.
Si tratta di una pianta da appartamento abbastanza vigorosa, che in estate può essere coltivata senza problemi sul terrazzo; ha portamento rampicante o strisciante, e può raggiungere anche alcuni metri di lunghezza, ha bisogno di un graticcio a cui aggrapparsi.
Dalla primavera fino a fine estate produce grandi infiorescenze ad ombrello, pendule, costituite da piccoli fiori cerosi, a stella, bianchi con centro rosso o rosa.
Esistono centinaia di specie di hoya con fiori diversi, da quelli minuscoli fino a quelli che hanno qualche cm di diametro; alcune infiorescenze sono completamente sferiche, alcune speci producono fiori singoli. Ciò che accomuna tutti i fiori delle hoya è l’intenso profumo che emanano.
Le infiorescenze vengono prodotte su piccoli peduncoli, che si sviluppano all’ascella fogliare; il peduncolo, una volta appassita la prima infiorescenza, si sviluppa ulteriormente per produrre una nuova infiorescenza, come avviene ad esempio per le phalaenopsis; per questo motivo è importante evitare di asportare i peduncoli quando si rimuovono i fiori appassiti.
Il rinvaso è consigliato ogni 2-3 anni, ma evitando di sostituire il contenitore con uno eccessivamente grande. E’ possibile coltivarla in giardino, ma solo in zone con inverni particolarmente miti, e comunque in luogo riparato, poichè temperature inferiori agli 8-10° C possono danneggiare la pianta.
Il terriccio deve essere ricco e sciolto, mescolato a poca pietra pomice per migliorare il drenaggio.  Richiede un luogo molto ben luminoso, lontano dai raggi solari diretti, ma dove la pianta possa godere di una buona quantità di luce solare filtrata, per almeno alcune ore ogni giorno. In casa è bene porle nei pressi di una finestra a Sud o Ovest. All’aperto gradiranno, specie nelle ore centrali della giornata, un’ombra leggera creata da alberi
a foglia caduca o pergolati. Da marzo a settembre annaffiamo con regolarità, controllando con le dita che il terreno si sia asciugato prima di annaffiare ulteriormente; concimare ogni 12-15 giorni. Nei mesi freddi diradiamo le annaffiature, visto che la pianta, in riposo vegetativo, sopporta senza problemi la siccità.