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Pilea peperomioides, scatto dalla rete con i polloni alla base della pianta madre.

Una pianta facilissima da coltivare in casa da sempre regalata o scambiata dai pollici verdi tramite talea, prima di tornare di moda in questi ultimi anni. Invece io ho comprato la Pilea peperomioides per coltivarla in mansarda aiutato dalle grow light e avendo tanto spazio in casa arricchisco la collezione di piante da interno. La curo e osservo da qualche mese e mi sembra di facile coltivazione, non richiede molta acqua e dalla crescita lenta. Di seguito condivido alcune curiosità sulla Pilea peperomioides e i consigli di coltivazione, buona giornata Francesco Diliddo.

Curiosità e consigli per la cura della Pilea peperomioides

La Pilea peperomioides è originaria delle province di Yunnan e Sichuan, nella Cina meridionale appartenente alla famiglia delle Urticaceae.
Nel 1945, la specie fu trovata dal missionario Agnar Espegren, in Cina, l’anno dopo portò le talee di Pilea peperomioides in Norvegia e da lì si diffuse in tutta la Scandinavia. La Pilea peperomioides è un esempio di pianta che si è diffusa tra i giardinieri amatoriali tramite talea, senza essere ben nota ai botanici occidentali fino alla fine del XX secolo. Questo le ha fatto guadagnare il soprannome di “pianta dell’amicizia” e moltissime persone amanti delle piante non erano a conoscenza della sua vera classificazione fino agli anni ’80. La prima immagine pubblicata apparve sulla rivista Kew nel 1984 ed oggi è tornata in auge, coltivata come pianta da interno.
I suoni nomi comuni sono “pianta delle monete cinesi” e “pianta del missionario” con le sue particolari foglie piatte, rotonde e lucide, che sembrano galleggiare su steli sottili.
La Pilea peperomioides è una pianta perenne eretta, sempreverde, con foglie circolari, lucide, verde scuro, fino a 10 centimetri di diametro, su lunghi piccioli e cresce fino a circa 30 centimetri di altezza e larghezza in natura. Il fusto è di colore variabile dal verdastro al marrone scuro, solitamente non ramificato ed eretto mentre i fiori sono poco appariscenti.
La Pilea peperomioides somiglia con alcune specie di Peperomia (da cui deriva peperomioides) coltivate in casa, ma appartenenti a un’altra famiglia, le Piperaceae come la mia Peperomia clusiifolia che coltivo da due anni.
Come esposizione la Pilea peperomioides ama la luce diffusa, evitando i raggi diretti del sole, possiamo collocarla dietro una finestra esposta a est o ovest e se le foglie si sbiadiscono o mostrano macchie bruciate, significa che la luce è troppo intensa. Al contrario se invece gli steli diventano lunghi e le foglie rade (il fenomeno dell’eziolamento), ha bisogno di più luce. La Pilea peperomioides tende a crescere verso la fonte di luce ed è importante ruotare la pianta ogni due settimane per assicurarle una forma più equilibrata.
Per l’irrigazione il suo nemico numero uno è l’eccesso di acqua ed è importantissimo lasciare asciugare completamente i primi 2-3 centimetri di terreno della Pilea peperomioides tra un’annaffiatura e l’altra; l’acqua stagnante può portare rapidamente al marciume radicale. Se possibile è meglio annaffiare con acqua piovana e a temperatura ambiente.
La Pilea peperomioides non necessita di grandi vasi e prospera in un terreno che offra un eccellente drenaggio: il composto ideale di coltivazione è un mix di terriccio universale di alta qualità unito con una parte di perlite (circa 3:1) e sabbia grossolana. Sembra scontato ma bisogna assicurarci che il vaso abbia sempre dei fori di drenaggio sul fondo per l’acqua in eccesso quando l’annaffiamo.
Per la temperatura e l’umidità essendo una pianta tropicale, la Pilea peperomioides ama le temperature costanti e miti tipiche degli interni domestici, mantenendola tra i 15° e i 25° C. Consiglio di evitare gli sbalzi di temperatura e posizioni vicino a bocchette di aria condizionata o termosifoni. Anche l’umidità dell’aria più alta è gradita sebbene non sia strettamente necessaria.
Il segreto della veloce diffusione tra i pollici verdi della Pilea peperomioides è la facilità di propagazione: una delle gioie più grandi è la sua generosa produzione di “polloni”, le piccole piantine che spuntano direttamente dal terreno, attorno alla base della pianta madre e a volte lungo il fusto. Quando questi raggiungono i 5-7 centimetri e hanno sviluppato alcune foglie si possono prelevare le talee e piantarle direttamente in terra oppure si possono far radicare in acqua per qualche settimana.

Uno splendido esemplare di Pilea peperomioides (scatto dalla rete).
Pilea peperomioides, particolare delle foglie.

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