
Nel 2017 ho cominciato a coltivare le famose piante d’aria, le Tillandsia epifite che in natura vivono aggrappate ai rami e usano le radici solo per ancorarsi, infatti nelle zone molto umide si sono evolute per prendere l’umidità attraverso le foglie. Personalmente ho coltivato la classica T. bergeri e la Tillandsia ‘Caput medusae’ e sicuramente altri ibridi che non ricordo. Come regalo di Natale 2025 per mia madre ho deciso di rivolgermi a Giuseppe, grande collezionista di bromeliacee e mi sono fatto spedire dalla Sicilia alla Puglia una Tillandsia bergeri e con grande sorpresa mi ha donato un ciuffetto di Tillandsia usneoides che coltivo per la prima volta in mansarda (io stesso ho portato la mia pianta dalla Puglia in aereo!). Con queste temperature invernali la terrò in casa ma in primavera la sposterò in un luogo umido e ombroso della terrazza. Vi mostro alcuni scatti della nuova sistemazione temporanea e poi condivido i consigli di coltivazione. Buona giornata, Francesco Diliddo.
Curiosità e consigli per la cura della Tillandsia usneoides
La Tillandsia usneoides è una pianta epifita che vive in natura in un ampio areale tropicale che si estende dal sud degli Stati Uniti al nord dell’Argentina e del Cile, appartenente alla famiglia delle Bromeliacee. Il suo nome comune è “barba di vecchio” e rispetto alla maggior parte delle piante d’appartamento la Tillandsia usneoides non possiede radici che servono all’assorbimento di nutrienti dal suolo. Tutto ciò di cui ha bisogno — acqua e sali minerali — viene catturato direttamente dall’aria attraverso minuscole scaglie argentee chiamate tricomi. Queste strutture non solo conferiscono alla pianta il suo caratteristico colore grigio-verde, ma agiscono come spugne microscopiche capaci di trattenere l’umidità ambientale.
Per l’esposizione la Tillandsia usneoides ama la luce abbondante e va posizionata vicino a una finestra luminosa, preferibilmente orientata a est o ovest. Sebbene tolleri qualche ora di sole diretto (specialmente quello del mattino), i raggi pomeridiani estivi potrebbero “cuocere” i sottili filamenti. Un colore eccessivamente grigio-argenteo indica che la pianta sta cercando di proteggersi dal sole, mentre un verde troppo spento suggerisce scarsa illuminazione.
Il grande dilemma per la cura della Tillandsia usneoides è la modalità di annaffiatura: nebulizzare o immergere? La risposta è entrambi i metodi.
In casa, soprattutto in inverno, l’aria è spesso troppo secca per le sue esigenze per questo il metodo migliore consiste nel nebulizzare la pianta 2 o 3 volte a settimana con acqua non calcarea (l’acqua piovana è l’ideale, in alternativa va bene l’acqua distillata). In più ogni 10-15 giorni è consigliabile praticare un “bagnetto” immergendo completamente la pianta in una bacinella d’acqua per circa 20 minuti. Dopo il bagno bisogna assicurarsi che si asciughi completamente entro un paio d’ore in quanto il ristagno idrico nel cuore delle foglie è la causa principale di morte per marciume.
Il vero segreto per il successo nella coltivazione della Tillandsia usneoides è la ventilazione, infatti il nome stesso “pianta dell’aria”, suggerisce il suo bisogno primario. La pianta deve essere collocata in un ambiente dove ci sia un buon ricircolo, evitando gli angoli bui o contenitori chiusi come i terrari non ventilati.
In generale la concimazione della Tillandsia usneoides non è strettamente necessaria, ma un aiuto può favorire la fioritura (piccoli fiori profumati quasi invisibili): si può utilizzare un concime specifico per orchidee o bromeliacee, diluito al 25% della dose consigliata, spruzzandolo una volta al mese durante la stagione vegetativa (primavera ed estate).
La sua moltiplicazione è facilissima, basta dividere i ciuffi in quanto ogni piccolo pezzo di fusto è in grado di continuare a crescere in modo indipendente, creando nuove spettacolari cascate d’argento nel tempo.




