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Sedum morganianum

La piccola talea ricevuta in dono per posta è arrivata malconcia, lo scorso anno, ma molto lentamente si è ripresa ed ecco la foto! Spero di vedere preso i fiori e per mostrarli a voi ho scaricato la foto dalla rete. Buona giornata, Francesco Diliddo

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E’ una pianta semplice da coltivare, possibilemnte in un vaso pensile.
Predilige l’esposizione al sole diretto e quando si superano i 20 gradi preferisce zone ventose. Da novembre a marzo (periodo di riposo) somministrare acqua solo quando serve, per evitare che le foglie avvizziscano, perchè questa pianta è in grado di sopravvivere con riserve di umidità, ma solo per brevi periodi. Durante la stagione estiva lasciare asciugare quasi tutto il terriccio prima di annaffiare di nuovo: concimare gli esemplare maturi due volte l’anno (all’inizio dell’estate e in tarda stagione). Rinvasare una volta ogni due anni quando le radici appaiono troppo costrette , ma solo se è necessario perchè è facile danneggiare gli steli e le foglie. Il terriccio deve essere grasso, con aggiunta di sabbia per orticultura (un quarto del volume totale). Il vaso deve essere profondo per fare attecchire le lunghe radici.

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Lophocereus schottii crestato, rinvaso

Dopo due anni è arrivato il momento del rinvaso e con lui inauguro i rinvasi del 2017! Come si vede dalla foto del 2015 è cresciuto un pochino e necessitava del cambio terriccio. lophocereus-schottii-crestato-2015Ho fatto il rinvaso drastico da cactofilo che consiste nel liberare con cura tutte le radici dal terriccio, lavandole sotto acqua tiepida corrente e facendo poi asciugare la pianta, per tre giorni, in casa in un luogo ombreggiato. Questa operazione mi ha permeso di scoprire che trattasi di talea e non di esemplare da seme. La pianta è nel completo riposo vegetativo invernale quindi non ha minimamente risentito dell’operazione. Tra due settimane le darò pochissima acqua per cominciare una lentissima idratazione e sottolineo che in inverno la tengo nel luminosissimo pianerottolo di casa, senza fonti di calore. Vi mostro le foto e buona giornata, Francesco Diliddo

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Potunia

Non è un errore di digitazione! E’ una nuova varietà di petunia creata dai vivaisti tedeschi: al mercato la fioraia mi ha proposto tra petunia, surfinia e potunia e sono rimasto perplesso. Appena acquistate sono tornato a casa e mi sono subito documentato ed ecco le info trovate in rete che condivido con voi.
Inconsapevolmente ho acquistato una pianta più resitente al vento del mio balcone (per la sua forma compatta) con buoni risultati! La potunia è una super-petunia infatti cresce molto più folta e compatta, evitando il classico fenomeno dei rami spogli al centro: sviluppandosi, la pianta non ricade, come farebbe una surfinia, ma assume una bella forma semi-eretta, tipicamente sferica, estremamente piacevole e ordinata. I fiori possono essere un pelo più piccoli della classica petunia, ma la pianta ne crea continuamente. Secondo i produttori, le potunie non hanno bisogno di essere potate a luglio, come accade spesso per le surfinie. E per la Potunia, anche colori nuovi, come ‘Cappuccino’, un insolito crema con nervature tra il porpora e il sabbia. C’è poi una varietà con un’intensa gola giallo-limone e bordo più chiaro, estiva e fresca. Da non dimenticare Potunia ‘Lobster’, molto venduta e di forte impatto, di una tonalità intensa di rosa quasi confetto ma con gola
accentuata e petalo venato e ‘DarkRed’, di un forte rosso che non sbiadisce neanche in posizioni meno assolate. Si può trovare poi potunia piccola, una versione a fiori ridotti ma con le stesse caratteristiche interessanti della “cugina” a fiori grandi.

Potunia “purple ice”

potunia purple ice.JPG

Potunia “yellow” e “dark red”

potunia yellow - dark red

Aeonium arboreum Zwartkop

La piccola talea è in ottima forma, praticamente cresce da sola ed è perfetta per chi ha poca esperienza col giardinaggio. Vi mostro la foto e alcuni consigli sulle cure. Buona domenica, Francesco Diliddo

aeonium

Il genere aeonium comprende piante succulenti perenni sempreverdi originarie delle isole Canarie e di diverse zone dell’Africa. Si tratta di una bella pianta grassa caratterizzata da fusti nudi che portano alla sommità delle rosette di foglie che conferiscono alla pianta un effetto visivo molto gradevole. Dal centro della rosetta di foglie si sviluppano i fiori di colore variabile dal bianco, al verde, al giallo al rosso a seconda della specie.
Dopo la fioritura la rosetta di foglie muore anche se nel frattempo si saranno formate numerose altre rosette laterali. L’aeonium è una pianta abbastanza delicata ma semplice da coltivare che richiede esposizioni soleggiate sia se allevata all’aperto che in appartamento.
Nella stagione fredda si consiglia di far svernare la pianta a 10 °C perché se la temperatura invernale sale oltre questo valore, la pianta si allunga e diventa floscia. Temperature inferiori a 10 °C non sono tollerate pertanto nelle regioni dove gli inverni sono particolarmente rigidi, devono essere allevate in ambiente protetto.
Durante tutto il periodo primaverile-estivo annaffiare regolarmente ma aspettando che il terreno si asciughi quasi completamente prima di procedere con le successive annaffiature ed evitando sempre i ristagni idrici che non sono in alcun modo tollerati. Durante il periodo autunno-invernale si deve bagnare il tanto da non far seccare del tutto il terriccio.
Si rinvasa ogni anno in primavera usando un terreno per cactacee facilmente reperibile presso un buon centro vivaistico con l’aggiunta di un po’ di sabbia per renderlo più soffice.
A partire dalla primavera e per tutta l’estate somministrare all’aeonium con l’acqua d’annaffiatura una volta al mese un concime liquido a dosi dimezzate.

Pachyphytum glutinicaule

pachyphytum glutinicaule

Pianta succulenta originaria del Messico appartenente alla famiglia delle crassulacee, adottata subito per il mio balcone!
Di facile coltivazione si ambienta tranquillamente sui nostri balconi: qui a Pisa il clima è molto mite e posso lasciarla in esterno tutto l’anno. Amante del sole è molto delicata al tatto e potrebbe rovinarsi la patina chiara che protegge le foglie carnose.
Annaffiature regolari durante la stagione di crescita, (evitando i ristagni di acqua) con la riduzione durante il periodo di riposo. Utilizzare la composta per cactacee e concimare ogni due settimane durante la bella stagione.
Saluti, Francesco Diliddo

Cavolfiori e broccoli sul balcone

L’esperimento di mio fratello agronomo in Puglia è riuscito! Coltivare le verdure invernali sul balcone nei vasi è possibile… Questi sono cavolfiori,  broccoli e cavoli piantati ad agosto, il prossimo anno farò l’esperimento a Pisa e vedremo i risultati. Saluti, Francesco Diliddo

orto balcone

cavolfiore

Sedum burrito

Mi hanno regalato una piccola talea che sta crescendo velocemente e la sistemerò a parete! Ho scoperto che è molto simile al “sedum morganianum” la differenza si riscontra nelle grasse foglioline infatti il s. morganianum ha le foglie appuntite. Ecco la foto presa dalla rete di un esemplare e il particolare fiorito. Buona domenica, Francesco Diliddo
Sedum
E’ una pianta grassa ornamentale, ricadente originaria del Messico, molto apprezzata per la sua bellezza e resistenza.
I fiori a forma di campanula sbocciano a primavera e durante la stagione estiva. E’ una pianta semplice da coltivare, possibilemnte in un paniere pensile.

sedum burrito
Predilige l’esposizione al sole diretto e quando si superano i 20 gradi preferisce zone ventose. Da novembre a marzo (periodo di riposo) somministrare acqua solo quando serve, per evitare che le foglie avvizziscano, perchè questa pianta è in grado di sopravvivere con riserve di umidità, ma solo per brevi periodi. Durante la stagione estiva lasciare asciugare quasi tutto il terriccio prima di annaffiare di nuovo: concimare gli esemplare maturi due volte l’anno (all’inizio dell’estate e in tarda stagione). Rinvasare una volta ogni due anni quando le radici appaiono troppo costrette , ma solo se è necessario perchè è facile danneggiare gli steli e le foglie. Il terriccio deve essere grasso, con aggiunta di sabbia per orticultura (un quarto del
volume totale). Il vaso deve essere profondo per fare attecchire le lunghe radici.