
Parteciperò ad Este in Fiore, per il quarto anno consecutivo, e l’edizione 2026 sceglie come filo conduttore “I Giardini di Beatrice”: un tributo agli 800 anni dalla morte di Beatrice I d’Este, figura simbolo di armonia, sensibilità e spiritualità.
Este in Fiore torna i giorni 17, 18 e 19 aprile 2026, tra la meravigliosa cornice del Castello Carrarese e le vie del centro storico ad ingresso gratuito.
Il tema scelto fa riflettere sull’importanza di ritrovare una connessione interiore e un rapporto con la natura.
Beatrice I d’Este, nata a Este intorno al 1200, scelse giovanissima la vita monastica, prima nel convento di Salarola e poi a Gemola, sui Colli Euganei. Qui fondò il monastero e intraprese, nel breve arco della sua vita, un intenso cammino di santità. Una figura femminile forte, silenziosa, determinata, il cui corpo dopo la morte, ritenuto incorrotto, venne traslato in un’arca marmorea, poi nella chiesa di Santa Sofia, fino alla definitiva collocazione nel Duomo di Santa Tecla, a Este.
L’immagine simbolo della mostra, anche quest’anno, è stata realizzata da Oreste Sabadin, musicista e lettore. L’artista si è ispirato al giardino medievale, l’hortus conclusus, tradizionalmente suddiviso in aree con funzioni diverse ma tra loro collegate, e ha strutturato l’immagine in quattro sezioni che dialogano tra loro.
Nella parte superiore sinistra compare una figura femminile ispirata a Beatrice I d’Este, intesa come presenza fisica sostenuta da una forte dimensione spirituale. I motivi e le trame dei suoi abiti diventano elementi grafici che si estendono nel resto dell’illustrazione, guidando lo sguardo e la lettura dell’opera. Nella sezione inferiore sinistra si sviluppa la parte coltivata del giardino, con aiuole e spazi verdi ordinati, simbolo del lavoro dell’uomo e della cura della terra. Da qui lo sguardo si sposta verso destra, dove prendono forma gli elementi architettonici della città, rappresentata da mura e torri. Dalle sommità delle torri si innalzano steli vegetali che si trasformano in foglie-stendardo, attraversano il cielo e conducono alla sezione superiore destra, dove le piante si aprono verso l’esterno, collegando idealmente il giardino al mondo circostante.
L’illustrazione è stata realizzata con tecnica mista (penne a china, matite colorate acquerellabili su carta da acquerello), si presenta come un insieme armonico, in cui elementi concreti e simbolici convivono. Un’immagine che richiama il tema della cura dei giardini, degli spazi verdi e degli spazi urbani, intesi come luoghi centrali per la vita e il benessere della comunità.
Oreste Sabadin realizza, con tecniche miste, illustrazioni, disegni, progetti grafici per editoria ed eventi. Si occupa anche di scenografie, installazioni e allestimenti con materiali nuovi o di recupero. Cura immagine e soluzioni grafiche per diverse realtà e partecipa ad esposizioni personali e collettive. Fa parte del gruppo di lavoro di LEGGEREperLEGGERE, con cui collabora alla ideazione e alla realizzazione di diversi progetti, di promozione della cultura del libro e della lettura e del Wigwam Club Giardini Storici Venezia, per la diffusione della conoscenza dei giardini e della produzione editoriale dedicata, dove propone letture e interventi al clarinetto.





