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L’Agnocasto in primavera.

Ho scoperto questo arbusto perenne della macchia mediterranea (degli ambienti umidi) sulle riviste di giardinaggio e così l’inverno scorso ho preso un piccolo esemplare e l’ho piantato nel grande vaso profondo ad angolo tra i due balconi, dove cresceva il falso gelsomino (Trachelospermum jasminoides). Quest’ultimo aveva riempito il vaso di radici
in quattro anni e non cresceva più, così l’ho piantato in piena terra nel giardino pugliese, dove sta benissimo. L’Agnocasto è una pianta perenne molto rustica e sfregando le foglie si sente un profumo aromatico, una pianta semplice da curare che sta benissimo in giardino in piena terra, infatti tra qualche anno lo porterò nel mio giardino pugliese. Di seguito i miei consigli per le cure e buona giornata, Francesco Diliddo.

Curiosità e consigli per le cure dell’Agnocasto.

Il nome botanico di questa pianta perenne a foglie caduche è Vitex agnus-castus ed è un arbusto della famiglia delle Verbenacee. Tra i nomi comuni diffusi in Italia ci sono “Pepe falso” (poiché i frutti maturi ed essiccati sono simili al pepe nero) o “Pepe dei monaci” in quanto utilizzato in erboristeria per le sue qualità terapeutiche.
L’agnocasto viene utilizzato per problemi legati ad irregolarità del ciclo mestruale riducendo i sintomi premestruali.
Gli esemplari adulti possono raggiungere i 3-4 metri di altezza, ma è possibile contenerne la crescita con interventi di potatura annuali, da praticarsi durante l’inverno, tali potature sono consigliabili anche per mantenere l’arbusto compatto, evitando che perda ramificazioni nella parte bassa.
Ha fusti sottili, ben ramificati, rivolti verso l’alto, il cui fogliame ricorda la cannabis, essendo palmato, con foglioline lanceolate di colore verde scuro o verde grigiastro. In primavera inoltrata all’apice dei nuovi rami sbocciano numerosi piccoli fiori, riuniti in pannocchie, di colore blu cielo o violetto.
Il nome del genere deriva dal latino “vitex” che significa “intrecciare” e fa riferimento probabilmente ai rami dell’arbusto che risultano molto sottili e flessibili. In antichità, e ancora oggi in alcune località, venivano utilizzati per la produzione di cestini o sedie.
La coltivazione è davvero facile essendo una pianta molto rustica l’ho messo a dimora in un grande e profondo vaso a marzo e poi ad aprile ha cominciato a riempirsi di foglie, creando un bel cespuglio. A luglio l’Agnocasto è fiorito con le sue infiorescenze di colore viola. Nella messa a dimora ho usato lo stallatico mescolato col terriccio e poi ho annaffiato una volta a settimana (due volte settimanali durante le ondate di caldo). Davvero una pianta molto rustica che richiede poche cure, se piantato in giardino in piena terra. È molto resistente al vento infatti l’ho sistemata nell’angolo più ventoso del balcone, insomma una pianta facile da coltivare assolutamente consigliata che appartiene alla flora mediterranea.

L’Agnocasto durante la fioritura.
Particolare del fiore dell’Agnocasto.
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