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Sin da piccolo ho sempre detestato l’albero di Natale in plastica, prediligendo l’abete argentato, ma pur di evitare il sacrificio di poveri alberi coltivati per il mero consumismo natalizio, “digerivo” l’albero sintetico.
Finalmente vivo in una casa grande con tantissimo spazio e mi sono messo alla ricerca di una pianta che potesse vivere sul balcone tutto l’anno e per decorare il balcone il periodo natalizio. Al garden mi sono state proposte varie tipologie di abete, ma alla fine ho scelto la nandina domestica, un esemplare di ben 7 anni di grandi dimensioni ed è stata una vera impresa portarla dal garden al quarto piano! Presto metterò le luci e posterò le foto, di seguito alcuni consigli dalla rete. Buona giornata, Francesco Diliddo.
nandinabambu sacro

Curiosità e consigli per le cure della Nandina domestica.

La Nandina domestica, chiamata anche “bambù sacro”, è un arbusto sempreverde originario dell’Asia: il fogliame ha un aspetto molto elegante e delicato. Ogni singolo fusto porta foglie solo nei due terzi superiori, mentre la base è spoglia; l’aspetto compatto della pianta è dovuto al fatto che dall’apparato radicale spuntano costantemente nuovi polloni, che quindi contribuiscono a mantenere folta la aperte inferiore della pianta.
Le foglie sono sottili, leggermente coriacee, di colore verde chiaro; durante i mesi invernali assumono colorazione aranciata o rossa.
In primavera produce piccoli fiori bianchi, riuniti in ampi grappoli, seguiti da bacche rosse che rimangono sulla pianta anche durante i mesi invernali. Sono arbusti rustici, che non soffrono il freddo, e possono sopportare anche temperature molto rigide per periodi prolungati di tempo. L’esposizione ideale per questo tipo di pianta è quella in ambiente ben soleggiato e luminoso, in modo tale che possa ricevere la luce diretta del sole nelle ore più fresche.
Gli esemplari giovani di questa varietà di pianta devono essere annaffiati regolarmente durante la stagione calda, attendendo sempre che il terreno sia ben asciutto tra un’annaffiatura e l’altra. Le piante da tempo a dimora possono accontentarsi dell’acqua fornita dalle piogge, anche se può essere necessario intervenire con leggere annaffiature durante l’estate, in caso di siccità prolungata. Un discorso diverso va fatto per le piante coltivate in vaso, che richiedono una fornitura d’acqua maggiore, dato che non possono sfruttare l’umidità naturale della piena terra. Riproduzione per seme o con pollone radicato.

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