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La kalanchoe daigremontiana è una pianta invasiva che semina ovunque le piccole piantine che forma sui bordi delle foglie. L’estate scorsa ho preso due piccole piantine da una foglia ed ecco l’esemplare cresciuto. Una succulenta consigliata per i “pollici neri” per la sua grande resistenza e nella stagione invernale la sposto sul pianerottolo dando pochissima acqua per non farla disidratare. Ecco la foto e alcune curiosità. Saluti, Francesco Diliddo

kalanchoe

Curiosità e consigli per le cure della kalanchoe daigremontiana.

Appartiene alla famiglia delle crassulacee ed è originaria del Madagascar che presenta foglie carnose, generalmente macchiate di bruno, triangolari con i margini ricchi di piccoli germogli di nuove piantine che se asportati delicatamente possono essere trapiantati per produrre nuove piantine. La kalanchoe daigremontiana necessita di molta luce anche sole diretto ma in questo caso devono essere riparate nelle ore di punta durante il periodo estivo.
Le temperature ottimali di coltivazione sono tra i 15° C ed i 22° C e sotto i 10° C la pianta inizia a dare segni di sofferenza. Tutte le diverse specie vanno annaffiate moderatamente a partire dalla primavera – estate e lasciando asciugare il terriccio tra un’annaffiatura ed un’altra. In autunno ed in inverno si bagna il terreno solo quando è ben asciutto e tanto più basse sono le temperature, tanto meno si deve dare acqua. Sotto i 10° C le piante vanno tenute completamente asciutte. La kalanchoe si rinvasa ogni anno utilizzando una composta per cactus alla quale aggiungerete un po’ di sabbia per agevolare il drenaggio dell’acqua.
Non amano i ristagni idrici pertanto ponete sul fondo del vaso dei pezzetti di coccio che favoriscono lo sgrondo delle acque in eccesso. Si consiglia l’uso di vasi in terracotta che favoriscono la traspirazione della terra facendo evaporare pertanto eventuale acqua in eccesso.  Dalla primavera e per tutta l’estate si concima due volte al mese a dosi dimezzate; durante gli altri periodi vanno sospese.

5 risposte

  1. Pianta interessantissima, probabilmente “fossile vivente” risalente a 340 milioni di anni fa circa: periodo Devoniano ; pianta marittima, cresceva sulle spiagge sabbiose del Madagascar di fronte alle isole Comore, in un terreno misto a sabbia, lapilli vulcanici e torba. Gradisce sole intenso, ma solo per una durata diurna di circa 7 ore, poiché all’epoca probabilmente la rotazione della Terra era molto più veloce.
    In condizioni ottimali la pianta ha caratteristiche altamente infestanti e risulta di difficile contenimento.
    “Pianta da battaglia” dotata di moltissime difese e composti chimici, ampiamente studiati in botanica e medicina questo perché probabilmente era costretta a difendersi dai primi anfibi dell’epoca che la divoravano incessantemente e da insetti sotterranei voraci.
    Fiorisce nei mesi più freddi dell’anno perché evidentemente i suoi nemici naturali erano in letargo..
    Pianta altamente tossica ad alte dosi può procurare arresto cardiaco fatale.
    N.B:Il sottoscritto non ha verifica quanto sopra esposto e non se ne assume le responsabilità.

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